Trans Medicina, salute e benessere News cultura

Lo segnala un’indagine Ipsos. I transessuali sono sempre di più in Italia

Share:

Ipsos, tra le più grandi società al mondo nel settore delle ricerche di mercato, analisi di opinione e consulenza strategica, operiamo in 90 mercati con più di 18 mila professionisti rivela attraverso una nuova indagine che in Italia più di 2 milioni di persone sono transessuali (circa il 4% della popolazione e sono più di cento le operazioni di riassegnazione ogni anno.

Ebbene sì, l’Italia culla del folklore, della tradizione e della religione, sta assistendo a un nuovo fenomeno: un numero impressionante di persone transessuali. Secondo il sondaggio Ipsos sono circa il 4% della popolazione. In questi giorni si fa sempre più complesso e acceso il dibattito intorno alla triptorelina e all’ospedale gender friendly Careggi di Firenze, l’esplosione demografica della popolazione transessuale si conferma nel suo trend di crescita da anni: sono tantissime le persone che non si identificano con il loro genere biologico assegnato alla nascita. Sono tanti i fattori che portano a escalation di questo tipo, da una parte il boom di baby trans nel Regno Unito che in qualche modo potrebbe portare ad un’approvazione su larga scala di farmaci anti pubertà, portando inevitabilmente con sé un certo grado di emulazione; si sa, alcune cose si diffondono proprio perché arrivano dall’estero: al di là della reale insoddisfazione di una parte della popolazione a cui va rispetto e sensibilità, sono tangibili a tutti i livelli la moda fluida e i trend del momento, una certa tendenza a non riconoscersi più in ciò che si era che è letteralmente esplosa con il covid e con tante problematiche di ordine psicologico, ma pure educative, perché i giovani sembrano affrontare con sempre meno concretezza le reali problematiche della vita forse resi inconsapevoli e diseducati dai media e da famiglie sempre più problematizzate, per lo più con madri insoddisfatte che consumano litri di psicofarmaci (come negli anni ’60 ingollavano grandi quantità di anfetamina prescritte dai medici di famiglia) che trasferiscono le loro ansie sui loro bambini. Tralasciando però ogni dibattito su ormoni anti-pubertà, ospedali e malesseri psicologici nelle case degli italiani, certo sempre più schiaccianti, il vero timore è che i nuovi trend possano dare il la in qualche modo alle operazioni chirurgiche sui giovanissimi con risultati negli anni del tutto imprevedibili, almeno per il momento. In effetti, sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, alcune cliniche sono finite sotto accusa e sotto processo, perché somministravano bloccanti ad adolescenti che poi si sono pentiti dichiarando di non aver ricevuto adeguate informazioni né tanto meno l’adeguata assistenza psicologica e psichiatrica prima di intraprendere il percorso per cambiare definitivamente sesso.

In generale il sondaggio di Ipsos in Italia rivela che circa il 4% della popolazione si identifica come trans o non binario. Gran parte di queste persone sono omosessuali (circa il 2%). Ma nessuno si allarmi: non dobbiamo pensare che questi due milioni di persone, su oltre cinquantanove milioni di italiani, siano intenzionate a cambiare sesso attraverso la chirurgia. Soltanto una minima percentuale scegli la strada definitiva. I transessuali che si sottopongono a interventi sono oltre 100 all’anno, meno di una decina ogni mese, mentre nel 2018 erano circa sessanta all’anno. Numeri che non includono i minori prendendo in esame solamente la fascia di popolazione che va dai diciotto ai sessant’anni.

FONTE IMMAGINE: https://www.truenumbers.it/cambio-di-genere-interventi/

NUMA