E’ una giornata storica per l’Irlanda del Nord: da oggi sono infatti diventati legali i matrimoni gay e il diritto all’aborto, in seguito alla legislazione del parlamento britannico, settimane dopo che l’Alta Corte di Belfast aveva dichiarato che le leggi sull’aborto di 158 anni dell’Irlanda del Nord erano incompatibili con gli impegni dei diritti umani del Regno Unito.
Questi cambiamenti sono stati amaramente osteggiati dagli anti-abortisti e dai gruppi ecclesiali, ma la sentenza è stata una grande vittoria per gli attivisti LGBT e dei diritti delle donne, che si erano sentite lasciate indietro dopo che la Repubblica d’Irlanda aveva votato per legalizzare l’aborto l’anno scorso.

Infatti, sebbene l’Irlanda del Nord faccia parte del Regno Unito e la maggior parte della sua popolazione avesse dichiarato il suo “” per l’aborto, il governo regionale aveva bloccato la riforma, prima di crollare nel 2017 a causa delle divisioni interne. Per quanto riguarda invece il matrimonio egualitario, cioè tra persone dello stesso sesso, è stato accolto con gioia anche se non ha suscitato l’intensa reazione che ha portato alla revoca del divieto di aborto. I primi matrimoni gay saranno celebrati “al più tardi la settimana di San Valentino del 2020” ha detto il segretario di Stato responsabile dell’Irlanda del Nord Julian Smith, mentre ci vorrà più tempo per consentire cerimonie matrimoniali religiose dello stesso sesso o per convertire i partenariati civili esistenti, poiché è necessaria una “breve consultazione“. Entrambe le nuove norme, entrate formalmente in vigore da stanotte, saranno operative dal 2020.

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