Quando abbiamo avuto il piacere di parlare con l’abruzzese Giudy Bocca Italiana, una delle più famose Mistress ed escort trans a livello nazionale e web star, abbiamo capito subito che sarebbe stata un’intervista diversa dalle altre. Giudy Bocca Italiana, oltre ad essere bellissima, ha un’energia incredibile, è un fiume in piena di parole emozionanti e al contempo trasgressive. Questa è la storia della sua vita, narrata da lei stessa.

I primi anni di Giudy Bocca Italiana
“La mia è una vita segnata dal più assoluto dinamismo. Grazie al lavoro di mio padre, io e i miei fratelli, avevamo una vita itinerante che ci portava anno dopo anno a cambiare città, scuola e abitudini.
La mia spiccata propensione alla socialità e il delinearsi di tratti inconfutabilmente femminili mi permisero di entrare in profonda sintonia con i compagni con i quali mi intrattenevo, approfittando del fatto che le ragazze “se la tiravano” e non la davano via così facilmente.
Utilizzando di nascosto autoreggenti, make-up, tacchi e vestitini di mia sorella mi accorsi velocemente quanto il travestitismo piacesse al maschio italico“.


La formazione sessuale
“Il primo incontro vero e determinante per la mia formazione arrivò tra il primo e il secondo liceo in un assolato pomeriggio di piena estate. Camminando per la città, mi fermò un uomo in moto, un quarantenne proprietario di una sala giochi del quartiere. Mi chiese se mi andava di farmi un giro. Non ci pensai un attimo, salii in fretta abbracciandolo forte da dietro mentre sferrava velocemente nel traffico delle strade.
Mi portò ad aprire la sua attività, che più che di ricreazione scoprii poco dopo essere un centro di scommesse illegali con giocatori di poker che nel retrobottega facevano notte fonda.

Quella persona mi soggiogò prima fisicamente e poi psicologicamente. Forte della passione che si instaurò tra noi e della notevole differenza d’età, fece di me una compagna di avventure. Sapeva che mi poteva chiedere tutto: da accoppiarmi con alcuni soggetti della sua bisca clandestina fino ad accompagnarmi in affollati cinema porno, scegliendo lui per me i militari a cui mi sarei dovuta concedere. Solo molto tempo dopo capii che era un guardone, tanto quanto alcuni mariti che adesso portano le mogli da me. Ecco, lui fu il primo maestro”.

Gli anni a Londra e il primo contatto con il mondo BDSM
“L’incontro davvero determinante arrivò qualche anno dopo, alla fine del liceo, quando venni contattata da Channel 4, una televisione inglese. Mi proposero un contratto di una settimana per partecipare a Londra alla trasmissione Eurotrash. La trasmissione era condotta dallo stilista francese Jean Paul Gautier e dovevo rappresentare me stessa, un giovanissima transessuale sgrammaticata senza arte né parte. Un ruolo ben retribuito in cui non dovevo fare praticamente nulla se non passare tra le mani di truccatrici, parrucchiere e costumiste.

L’impatto con Londra fu stravolgente, per intensità, cultura, libertà di pensiero e di costumi.
La produttrice del programma mi parlò di un locale trendy, il Torture Garden, che organizzava una volta al mese degli eventi a tema BDSM, regalandomi il biglietto d’ingresso.
Quello che veniva richiesto era rigido un dress-code in latex o uniforme attraverso cui si poteva oltrepassare il severo controllo all’ingresso. Venni catapultata improvvisamente in un mondo in cui tutto era inimmaginabile. Li dentro, ero una neofita all’oscuro di tutto.

Tra le tante figure che gravitavano al centro del palco, feci amicizia con quella che poi scoprii essere la più famosa e quotata Mistress d’Inghilterra. Le raccontai del mio contratto in scadenza con la tv. Lei mi propose un periodo di “prova” a casa sua. Era una enorme struttura al centro di Carnaby Street, in cui un’ala era adibita ad attrezzatissimo dungeon, sala torture e perversioni di ogni genere”.

Una vera Mistress: Giudy Bocca Italiana
“Furono anni determinanti per la mia formazione professionale in cui, pezzo dopo pezzo, con assoluta gratitudine imparai ogni segreto del mestiere. Quando non mi era concesso partecipare ad alcuni incontri, avevo la possibilità di spiare dai glory hole (buchi alle pareti) e attraverso quelle sessioni quotidiane mi sono definitivamente formata come Mistress. Esattamente come a scuola ognuno di noi eccelle in qualche materia, io ho imparato tutto, ma ho portato con me le discipline che sentivo più mie.

In primis la dominazione psicologica, cioè condurre qualcuno verso qualcosa attraverso degli step, poi il travestimento di uomo in sgualdrina che considero il mio fiore all’occhiello, i giochi di ruolo-di gruppo-di coppia, il fisting, il clinical, lo scat e il pissing del quale. Dico sempre sorridendo, di avere il brevetto italiano, in quanto capace di praticarlo a comando “a cazzo duro” con tutte le meravigliose declinazioni che questo può comportare in ambito di un rapporto sessuale”.

Il ritorno in Italia di Giudy Bocca Italiana
Alla fine di quel triennio, presa anche dalla responsabilità d’iniziare e finire un percorso universitario in lingue, decisi di tornare in Italia con il mio bagaglio. Mi portai dietro come un tesoro queste pratiche ed ero la prima transessuale sul territorio nazionale.
Venni contattata dall’organizzatore di una fiera erotica estiva che affrontai, tappa dopo tappa, al fianco delle più famose pornostar, prima di dedicarmi completamente a quella che sarebbe diventata la mia professione attuale.
Un paio di registi mi convinsero a girare porno sul circuito nazionale. Presto capii che quello non era il mio mondo quando vidi lo sfruttamento al quale noi attrici eravamo sottoposte e i turni massacranti a cui eravamo costrette.

Per rendere l’idea, al mio primo film ero al trucco alle 7 del mattino e le mie scene venivano girate alle 20.
Con molta eleganza diedi il benservito al circuito e mi buttai a capofitto nella mia attività di escort che, da allora, ha raggiunti livelli altissimi e mai neanche lontanamente immaginati”.

Intervista a Giudy Bocca Italiana
Unica e inimitabile
“Certo, pian piano ho visto crescere dei cloni. Oggi tutte, parlo anche di donne, si improvvisano esperte in quello che io ho portato in Italia dopo anni di curioso e certosino lavoro all’estero. Quello che conta, dico sempre, è il risultato e il feedback che ricevi dai clienti. Non basta indossare un vestitino in pelle e avere una frusta tra le mani per essere definita una mistress coi “controcoglioni”.

Per proteggermi dalle copie cinesi e mettere sotto gli occhi di tutti le attività di cui vi ho parlato, da una decina di anni ho creato un blog. Tra l’altro l’anno scorso come unico sito italiano dal prestigioso SEXGUIDE USA. Settimanalmente vengono aggiornate le mie attività hard corredate anche da foto e video, attraverso cui il mio pubblico ha la possibilità di scrivere e interagire con me”.

Tra presente e futuro
“Sono anche produttrice e regista. Giro tutte le pellicole che si possono acquistare sul mio sito, captando i desideri e le fantasie che quotidianamente vengono raccontate dalle persone che frequento.

Ora, per esempio, sono in partenza per Cuba e Perù, telecamera in spalla, per girare la nuova serie “Giudy Bocca conquista il Sudamerica”, pronto da settembre appena finito il montaggio.
Dormo pochissimo e passo almeno la metà dell’anno all’estero. Sono sempre adrenalinica, propositiva e felice di raggiungere contesti sempre più internazionali.
Se ho un sogno nel cassetto? No: la mia vita è già un sogno e vorrei che rimanesse tale, coi miei fans che continuino ad amarmi”.

Grazie Giudy Bocca Italiana e a presto!

Intervista a Giudy Bocca Italiana