La tutela dei diritti delle minoranze è una questione sempre all’ ordine del giorno. Sappiamo bene che le discriminazioni, siano esse di carattere sessuale, che di carattere razziale sono un’insidia sempre dietro l’angolo; quando poi le due tematiche si sommano diventa ancora più urgente far sentire la propria voce a sostegno di chi, nel suo quotidiano, è sottoposto a questo genere di discriminazione. Per questo motivo siamo felici ed orgogliosi di intervistare l’organizzatrice del 1° concorso per bellezze Trans Nere, Miss Jackeline Boing.

Quale è la problematica principale in un concorso di questo tipo e come la risolveresti?
Il problema maggiore è trovare una giuria che sia preparata per giudicare la figura ideale che rappresenta la bellezza transessuale nera, e non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua intelligenza visto che sarà proprio lei la portavoce della comunità delle donne trans nere. Da loro dipende il risultato di un grande percorso necessario per organizzare un evento riuscito che è quello che stiamo cercando di ottenere.

Jackeline Boing x Piccole magazine

Come presenteresti al mondo questo concorso e perchè?
Lo presenterei con un’immagine che trasmetta alla società un’idea della nostra comunità molto diversa rispetto a quella che emerge dai media.

La transessuale non è solo prostituzione e marginalità.
Mostrare anche l’aspetto umano delle persone transessuali è fondamentale per far passare un messaggio diverso dai soliti luoghi comuni  e sopratutto autentico.

Quale credi sia oggi il ruolo della donna trans nella società in cui viviamo?
Il ruolo della donna trans oggi è quello di una persona che lotta per non essere più vista e considerata come le donne trans negli anni 80 e 90. Oggi lotta per poter operare in diverse aree e con ruoli differenti all’interno della società e si sta sempre più integrando alla ricerca costante di nuovi orizzonti.

Sei mai stata testimone o vittima di atti di razzismo o di preconcetti e se si, come hai reagito?
Purtroppo si, e lo ricordo come fosse ieri. Ero in un bar quando all’improvviso è arrivato un cameriere a dirmi: “tu non puoi sedere in questo tavolo perchè il mio capo non accetta le persone come te”.

Al momento l’unica cosa che ho pensato è di adottare i provvedimenti necessari per lottare per i miei diritti. Ho cercato ausilio nella legge ed ho dimostrato, sia al momento con il gestore del locale ed anche successivamente durante il processo, che il comportamento nei miei confronti era stato del tutto illegale, oltre che riprovevole dal punto di vista morale. Il locale è stato chiuso e sanzionato con un risarcimento economico nei miei confronti (anche se non era quello il problema).
Questo è stato un episodio che mi ha segnato e che non ho più scordato”.

Per maggiori informazioni sull’ evento
Miss Trans Bellezza Nera International

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