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L’Agenda Trans dell’Oms rallenta

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità rallenta sulle linee guida dedicate alla transessualità. Alcuni giorni prima di Natale scorso, l’OMS aveva annunciato nuovi piani per la creazione di linee guida dedicate alla salute delle persone transessuali e diverse dal punto di vista del genere (gender diverse), concentrandosi sulle terapie ormonali e accesso a queste, alle operazioni chirurgiche e al riconoscimento legale dell’auto-identificazione di genere. Cosa che aveva allarmato non pochi esperti considerata la composizione della commissione e i tempi ristrettissimi con cui si chiedeva di esprimersi e valutare le indicazioni. L’Oms aveva in effetti selezionato un gruppo di persone “di parte” per sviluppare queste linee guida. Dei ventuno membri, solo un terzo sono medici e metà di loro non ha una formazione medica. In molti sono apertamente attivisti LGBT. E questo ha generato qualche perplessità, soprattutto in chi è seriamente preoccupato per l’argomento. Anche un’inviata dell’ONU ha criticato l’approccio unilaterale e pro-medicalizzazione dell’OMS. E’ già programmata una riunione il 19 febbraio 2024 per finalizzare queste linee guida.

L’OMS aveva annunciato in sordina questa proposta controversa e invitato a presentare commenti durante le festività natalizie, entro l’otto gennaio, sapendo che in quel momento tutti sarebbero stati distratti, con lo scopo di finalizzare le linee guida verso l’ultima decade di febbraio. Cosa che lasciava a malapena il tempo du avere un panel equilibrato, revisioni indipendenti e una sintesi dei documenti. A essere in gioco sempre e comunque la sicurezza e la salute a lungo termine di bambini e adolescenti. Ricordiamo che in prima istanza le linee guida riguardavano i trattamenti ormonali e i bloccanti della pubertà, con effetti sconosciuti sui corpi che si trovano nella fase di sviluppo. Non si tratta solo di salute, ma di cultura. Siamo di fronte a un passo avanti nella normalizzazione del linguaggio del “cambio di genere” e nella promozione dell’agenda trans a livello globale.

L’OMS come è noto stabilisce l’agenda in materia di politiche sanitarie a livello globale. Se queste linee guida verranno approvate, saranno utilizzate come standard di riferimento dai politici e dalle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo.

L’OMS proprio in questi giorni, probabilmente allertata dal feedback di vari paesi che stanno fermando o rallentando l’accesso alle cure ormonali per i minori, ha reso noto che le linee guida sulla transessualità non riguarderanno bambini o adolescenti ma “esclusivamente il trattamento degli adulti e non emetteranno raccomandazioni per bambini o adolescenti”. Infatti “la base di prove per bambini e adolescenti è limitata e variabile per quanto riguarda i risultati a lungo termine dell’assistenza di affermazione di genere per bambini e adolescenti”.

Certo è che occorre riflettere adeguatamente. Da ovunque arrivano feedback che se non negativi, quanto meno indicano un rallentamento nelle prese di posizione che appaiono più ideologiche che sanitarie. Tanto più che nella commissione dell’Oms i componenti che stileranno le linee guida sono apertamente uni-direzionati. Inoltre è necessario prendere il giusto tempo per la redazione delle linee guida anche senza farlo diventare biblico. Un cambio di passo medico e culturale che deve essere affrontato con serietà tenendo conto dei rischi che la popolazione, soprattutto quella minorenne, può incontrare, e sempre valutando l’adeguatezza di nuove pratiche che ancora devono trovare riscontro clinico negli anni.

FONTE IMMAGINE: https://lanuovabq.it/it/oms-dietrofront-sui-baby-trans

Numa