Il Canada si aggiudica un primato non invidiabile.

Nemis, nome d’arte “Lactatia”, ha solo 8 anni ed è la più giovane drag queen del mondo.
Per chi non lo sapesse, la “drag queen” è un’artista, generalmente omosessuale o transessuale, che si esibisce in spettacoli di varietà travestito da donna, sfoggiando un trucco ed un abbigliamento volutamente appariscenti, improntati a un’idea di femminilità eccessiva e talvolta parodica. Per questo ha fatto molto scalpore il fatto che a rivestire questo ruolo, da qualche mese a questa parte, sia un bambino così piccolo. Ripercorriamo la sua stravagante e discutibile storia.

Nemis Quinn Mélançon Golden è un bambino canadese di 8 anni che da 1 ha “sentito” l’esigenza di essere drag queen. I suoi genitori l’hanno sempre incoraggiato a seguire questa strada, pagandogli le lezioni di danza e canto per perfezionare le sue esibizioni. Ricordiamo però che la carta della Dichiarazione dei diritti del fanciullo pone a capo dei genitori non semplicemente di assecondare, ma dei precisi doveri. Iniziando dal principio secondo il quale “il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità”. Inoltre, nel Principio 9 è scritto che “il fanciullo deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta e non deve essere inserito nell’attività produttiva prima di aver raggiunto un’età minima adatta. In nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad assumere un’occupazione o un impiego che nuocciano alla sua salute, o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale, o morale”.

Proseguendo, Nemis è diventato famoso a giugno quando a Montreal è salito sul palco del programma televisivo “Werq the World drag tour” insieme alla famosissima drag queen Bianca del Rio, già stella del reality tv “RuPaul’s Drag Race“, esibendosi in uno spettacolo ed entusiasmando il pubblico ma scatenando anche reazioni molto critiche.
Recentemente i suoi genitori hanno inoltre pubblicato su internet una lettera dove raccontano di come l’hanno cresciuto e di come per loro non sia affatto un problema vedere il figlio vestire abiti da donna. Ne riportiamo qualche estratto:
“Quando (Nemis) si traveste si sente una ragazza, quando invece non indossa la parrucca è un maschio, ma chissà in futuro. Noi abbiamo cresciuto i nostri figli dicendo che non c’è niente che è solo per femmine, e nulla che è riservato solo ai maschi. A tre anni ci ha parlato del suo sogno di fare la drag ed è stato un momento importante. In quel momento non sapevamo che poi sarebbe diventato famoso come piccola drag queen, ma eravamo certi che fosse un artista naturale” – e ancora – “con Nemis abbiamo anche parlato del fatto che la maggior parte delle drag sono gay, lui non pensa di esserlo per ora, di queste cose ne abbiamo discusso a lungo e lo faremo anche in futuro.
Forse dichiarerà le proprie tendenze sessuali in futuro? Chi lo sa. Fortunatamente per lui, ha tutta la sua vita per capire quell’aspetto di se stesso, ma per il momento è contento di essere una drag. Speriamo che la nostra storia ispiri altri genitori ad abbracciare completamente i loro figli, senza giudicarli.”

Ma Nemis come vive la sua particolare situazione? A riguardo ha rilasciato una dichiarazione molto forte alla pagina Facebook “LGBT in the City”, che tratta tutto quanto ruota attorno al mondo gay e trans, che dice:
“Tutti sono liberi di fare quello che vogliono nella loro vita. Non importa cosa possono pensare le altre persone. Se tu vuoi essere una drag queen e i tuoi genitori non te lo lasciano fare, hai bisogno di nuovi genitori”.
Sarà piccolo di età ma non si può dire che gli manchi la grinta per affermare le proprie convinzioni, che probabilmente sono solo una fase della crescita.
In ogni modo, al di là delle inclinazioni sessuali che il piccolo Nemis potrebbe o meno sviluppare in futuro, viene da domandarsi quanto sia giusto esporre un minore ad una sessualizzazione esibita così precoce, ed auspichiamo che il suo agire sia dettato veramente dal suo cuore e da un suo reale modo di essere e di volersi esprimere. Altrimenti, saremmo davanti all’ennesimo caso di genitori che cercano di realizzare le proprie aspirazioni di gloria sacrificando l’infanzia dei figli, nascondendo, sotto una parvenza pubblica di buone intenzioni e liberismo, finalità di lucro.

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