La “Papessa Giovanna”, storia scandalosa o mito ?

E’ difficile, se non impossibile, stabilire se la vicenda sia un fatto storico o una favola.
Certo è che gli archivi vaticani sono impenetrabili alla ricerca storica, da parte di coloro che non sono iscritti nel libro buono della Chiesa, che accoglie solo i redattori di tesi gradite.
Inutile dire che la storia della Papessa Giovanna è per il Vaticano inaccettabile sotto ogni profilo, perché propone un Papa sessualmente attivo; una donna in posizione di autorità dominante sugli uomini; l’inganno portato nel cuore stesso della chiesa.
Giovanna Angelica era una fanciulla inglese, da qui anche l’appellativo di Giovanna Anglica, che studiò a Magonza in Germania.
Le prime notizie su di lei sono dell’anno 1250 ad opera del frate domenicano Jean de Mailly, che narrano come la fanciulla travestita da monaco seguì in oriente un confratello; insieme a lui apprese enorme erudizione.
Alla morte del monaco, Giovanna conservò le mentite spoglie e divenne notaio della curia  e cardinale ed infine Papa, con il nome di Giovanni VIII.
Il suo pontificato durò solo due anni, dall’853 all’855, epoca buia nella quale Roma non era certamente la città di imperiale memoria o quella che oggi conosciamo.


Il pontificato durò brevemente perché le venne assegnato un giovane prete come segretario, il quale non tardò a scoprire il genere femminile del Papa, ma anziché denunciare la scoperta ne divenne complice ed amante.
La relazione portò Giovanna alla gravidanza, che venne tenuta celata fino a quando un incidente durante una processione la portò al parto prematuro.
Scoperto l’inganno, la folla inferocita la linciò insieme al neonato.


Il suo successore Benedetto III fece cancellare il suo nome da ogni registrazione storica.
Attorno a questa vicenda gli storici si dividono in estimatori e detrattori, che chiamano in causa le proprie ragioni: emerge addirittura una sedia denominata “stercoraria”, per via di un foro centrale, attraverso il quale (dopo Giovanna) il neo eletto Papa veniva sottoposto all’esame degli attributi maschili; mentre per altri la funzione della sedia era quella di mettere in risalto le pretese papali sui domini imperiali.
Ci sono poi dispute sul percorso della processione durante la quale si rivelò l’inganno, ma i percorsi delle processioni possono essere artatamente modificati e le cronologie alterate o cancellate, indi riscritte.
Va ricordato che il noto poeta e scrittore Boccaccio menziona la Papessa Giovanna nel suo “De mulieribus claris”, al capitolo 101.
Lo scandalo di una papessa sarebbe enorme anche oggi; la Chiesa romana non ha riconosciuto alla donna neppure il ruolo di prete, tantomeno di vescovo o cardinale, figuriamoci di papa.
La storia certifica e non dimentica che alcuni papi hanno avuto amanti e figli, eppure questo parrebbe dare meno disagio al “NEGAZIONISMO” vaticano.

Sulla Papessa Giovanna sono stati scritti libri a favore o contro la tesi della sua esistenza, mentre la cinematografia si è espressa sull’autenticità della figura.
Nel 1972 è stato realizzato il film “La papessa Giovanna” diretto da Michael Anderson, interpretato da Liv Ullmann e Olivia de Havilland.


Nel 2010 è uscito il film “La Papessa” diretto da Sonke Wortmann ed interpretato da Johanna Wokalek; quest’ultima produzione ha particolarmente disturbato gli ambienti ecclesiastici, che rompendo il tradizionale riserbo sono intervenuti su “Famiglia Cristiana” per smentire l’esistenza della figura di una donna salita sul trono di Pietro e bollando l’intera vicenda come “una favola”.

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