Fino ai 35 anni gareggiava fra gli uomini: ma oggi, a 39 anni, Laurel Hubbard, nato uomo con il nome di Gavin, è riuscita a salire sul podio come prima atleta del sollevamento pesi ad avere conquistato una medaglia in una gara mondiale nella storia della Nuova Zelanda.
I mondiali, si sono svolti negli scorsi giorni ad Anaheim, in California e la Hubbard, battuta nei supermassimi da Sarah Robles (prima americana a riuscirci in 23 anni), dopo il suo eccellente piazzamento, ha dichiarato ai giornali “Stuff” e “New Zealand Herald”: “purtroppo, quando si era sparsa la voce che avrei partecipato ai Mondiali dopo il cambio di sesso, ho ricevuto tantissimi insulti sui social network” – e ancora: “adesso vorrei che molta gente cambiasse mentalità e ne avesse una più aperta. Molti tecnici del mio sport hanno messo in dubbio che la mia presenza fosse stata una scelta corretta e ammetto che è una questione complessa.
Anche se so che non avrò mai un sostegno unanime, spero che anche la mia storia possa dare un contributo ad altri che decidono di intraprendere questo percorso”.
Laurel comunque non è assolutamente una atleta qualsiasi: fino a quattro anni fa gareggiava a livello di Elite nazionale, fra gli uomini. Poi c’è stato il tanto desiderato cambio di sesso e successivamente l’apertura definitiva del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ai transessuali. Laurel si è quindi sottoposta a tutti i test di testosterone, superandoli, ed ha potuto partecipare regolarmente alla gara. “Vorrei far notare che non ho vinto, quindi, a tutti quanti dicevano che ero avvantaggiata rispetto alle altre partecipanti, vorrei dire che forse non lo ero poi così tanto”. Infine, la vicecampionessa del mondo, a proposito di come si trova nella sua nuova identità femminile, ha dichiarato: “non tutti mi accettano ma altri lo fanno ed è grandioso. Ho la sensazione che ora tante persone siano disposte a considerarmi anche sotto il profilo sportivo. Ho dovuto aspettare che il mondo cambiasse e sono contenta di averlo fatto”.