Era la festa di piazza della befana e nel mio paesino si usa andare in centro tra balli canti e recite di natale. Ho sempre adorato vestirmi da donna, per via del mio corpo molto femminile, soprattutto le gambe e i piedi, inoltre non sono molto dotato e, quando vesto i panni di una trav, sono molto affascinante e sensuale. Fu allora che mi venne l’illuminazione per fare una bella sorpresa della befana, già avevo in mente la mia preda: uno spettabile maresciallo di 42 anni del mio paese, del tutto inarrivabile.
Quel giorno ero molto eccitata, iniziai una stupenda sessione di autoerotismo con i miei sex toys, e dopo aver raggiunto l’apice del piacere, fui subito pronta a portare il carbone ai bimbi cattivi, nel mio caso un bel maresciallo prestante… non vedevo l’ora di essere posseduta da lui.
Iniziai a vestirmi. Misi lo smalto ai piedi e alle mani, feci una pedicure molto accurata, volevo andare fino in fondo, grazie agli ormoni che stavo prendendo da qualche tempo, si iniziava ad intravedere anche un po’ di seno, una seconda, mi sentivo molto sexy ed ero più femminile del solito. Indossai un perizoma rosso in pizzo, un reggicalzecalze a rete, e un reggiseno push up. Mi guardai allo specchio ed ero davvero una stupenda befana. Indossai degli stivali con il tacco 12, il top nero e la maglia nera erano perfetti con la mia minigonna: una befana davvero sexy. Scesi in piazza decisa a farlo mio.

La piazza era piena di persone e in varie zone venivano messi in scena gli spettacoli per bambini, che quando mi vedevano passare, mi osservavano con languore insieme ai loro padri. Presi dal mio sacco i doni e iniziai a distribuirli a caso, scrutai il maresciallo e feci di tutto per attirare l’attenzione, venne con i suoi due bimbi e non appena gli diedi il regalo sparirono per andare a giocare. Il maresciallo si fermò subito a parlare con me, cercando di capire chi fossi, ma ero truccata ed ero troppo sexy e so che non l’avrebbe mai capito.
Felice delle sue attenzioni mi venne l’idea di come sedurlo. Alla fine della piazza la chiesa era aperta al pubblico, che poteva andare a dire una preghiera, oppure usufruire dei servizi igienici. Con sguardo severo e sensuale dissi al maresciallo: “Lei ha fatto il cattivo quest’anno, e mi sa che riceverà molto carbone“. Il maresciallo capì le mie intenzioni e arrossì. A quel punto colsi la palla al balzo: “venga con me in sacrestia, ho altri doni da regalare“. A quel punto ci avviammo nella chiesa. Ero contenta ed eccitata.
La sorpresa della befana travestita stava arrivando per il mio maresciallo preferito. Mi sentivo una trav fatale, avevo anche un sex toy nella mia borsetta ed ero pronta a concedermi al mio bellissimo uomo. Quante notti l’avevo sognato, quante volte l’avevo desiderato. Entrammo nella chiesa e lo presi per mano, fummo scossi entrambi da una scintilla e colsi subito l’attimo: “hai fatto il bimbo cattivo quest’anno maresciallo, vieni con me in sagrestia che c’è pronto tanto carbone per te“. Arrivammo nella sagrestia vuota, feci finta di inciampare e lui pronto mi accolse tra le sue braccia come il mio salvatore, un super eroe. Iniziammo a baciarci appassionatamente, mi prese contro il muro e sentivo le sue mani attraversare tutti gli angoli bui del mio corpo.

Ero in estasi e non impiegai molto ad inginocchiarmi e ad accogliere il suo desiderio turgido nella mia bocca calda. Era molto più grosso del mio, e mi eccitai mentre voracemente ingurgitavo i suoi gemiti, non capivo se lui stesse solo giocando o era del tutto ingenuo, ma quando mi alzai e tornammo a baciarci sentii la mia erezione, anche se il mio membro è di dimensioni piccole.
Mi girai per mantenere il segreto e lui come un animale in calore iniziò con veemenza a strofinarmi il suo membro turgido sulla schiena, nell’interno coscia e puntò direttamente al mio culetto sodo, che subito lo accolse con l’ospitalità di un padrone di casa molto devoto e accondiscendente.
Finalmente era dentro di me, finalmente era mio e sentivo ansimare il suo piacere, mentre mi mordeva e mi baciava il collo. La mia erezione si fece molto più evidente e stavo quasi per raggiungere il massimo picco del piacere, quando sentii che anche lui stava per venire, mi girai e iniziai a toccarmi alzandomi la gonna. Fu allora che quello che fece mi stupì ma mi condusse senza ritegno nel mondo dell’estasi.

Guardò con languore il mio membro, felice che fosse più piccolo del suo. Esclamò con voce roca e in silenzio per la paura che qualcuno ci ascoltasse: “che bella la mia befana trans“. Non appena proferì queste parole si inginocchiò dinanzi a me e ingoio tutto il mio desiderio, iniziò a leccare con ingordigia e sensualità, mi sentivo una trav fortunata, mi sentivo donna amata, mentre il mio maresciallo continuava gustarsi il mio membro piccolo.
Leccò tutto il mio pube con piacere (ero tutta depilata) e presi il mio sex toy dalla borsa, per rendere l’atmosfera più frizzante.
Mi guardò negli occhi ed esclamò con voce strozzata dal piacere: “Oh si befana mia dammi tutto il tuo carbone!“.
Non fece in tempo a finir la frase che lo inondai del mio piacere, un getto violento che schizzò nella sua bocca, sui vestiti e a terra: la sagrestia ora necessitava di una nuova benedizione.
Il mio maresciallo succhiò fino all’ultima goccia la mia estasi, e a quel punto fui pronta per il gran finale. Mi girai e aprii le porte del piacere esclamando: “prendimi maresciallo mio”.
Mi prese con vigore e mascolinità, ci baciammo e sentii nella sua bocca il sapore del suo sperma, eravamo eccitati e perduti nel nostro piacere. Sentii i suoi schizzi bollenti dentro di me e non riuscii a fare a meno di venire di nuovo, mentre come due fidanzatini ci baciavamo appassionatamente perduti l’uno nell’altra, nei nostri corpi. E così continuammo a baciarci, leccai le ultime gocce del suo piacere e i nostri baci divennero appassionatamente dolci. Ci guardavamo negli occhi e accarezzavamo i nostri corpi senza parlare, anche se avevamo raggiunto entrambi il piacere, era come se si prolungasse tramite le nostre carezze. Ci stendemmo sul pavimento e io mi tolsi gli stivali, iniziai ad accarezzare il suo viso con i miei piedi, il maresciallo si eccitò nuovamente e anche io, mentre sentivo la sua lingua sullo smalto, iniziai di nuovo a leccare il suo turgido desiderio voracemente e lui fece lo stesso, eravamo di nuovo l’uno dentro l’altra e gustavamo i nostri membri, il mio più piccolo e femminile, il suo più grande e maschile. Lui era in estasi: “sei la mia Maria Maddalena, non lasciarmi peccare oh signore“. Ma le sue preghiere erano in forte contrasto con i suoi desideri e le sue fantasie e io ero dentro di lui come lui era dentro di me.
Le nostre bocche gustavano il piacere proibito nella dimora del Signore.
Raggiungemmo insieme il piacere ancora una volta, ma sentimmo delle voci provenienti dalla sala accanto, ci rivestimmo di fretta e ci baciammo per l’ultima volta, poi uscimmo separati, anzi io uscii, lui si fermò a chiedere perdono al signore per i suoi peccati di lussuria. Prima di congedarci l’uno dall’altra, mi guardò negli occhi e dopo l’ultimo bacio appassionato mi sussurrò all’orecchio: “che bella sorpresa, la mia befana travestita“.