la regina

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Luigi XIV nel 1660, all’età di 22 anni, sposò la principessa Maria Teresa di Spagna.
Maria Teresa era una nanerottola frutto di generazioni di matrimoni tra consanguinei, ma fortunatamente non soffriva dei disturbi psicofisici che avevano colpito i suoi parenti, dando luogo a diversi casi di conclamata pazzia.
Il suo maggiore handicap era un’ingenuità fanciullesca; non imparò mai a parlare bene il francese; non si interessava di politica o di letteratura; non aveva una conversazione brillante e preferiva passare molte ore a giocare a carte.

Maria Teresa di Spagna - Regine di cuori e regina di picche
I cortigiani più avidi ambivano di trovare posto al suo tavolo da gioco, perché la vincita era certa , dal momento che la sovrana giocava molto male e puntava ingenti somme.

Henrietta d'Inghilterra - Regine di cuori e regina di picche
Luigi le fu fedele durante tutto il primo anno di matrimonio, poi iniziò ad amoreggiare con la moglie del fratello, Henrietta di Inghilterra.
Per allontanarlo da una scelta tanto inopportuna, sua madre
Anna, la regina vedova, mise sulla strada di Luigi tre giovani bellissime, che gli sedevano sempre accanto durante le cene.
Lo stratagemma finì per attecchire ed re si innamorò perdutamente di una di loro.

Anna - Regine di cuori e regina di picche
La fanciulla aveva 17 anni e si chiamava Louise de la Vallière, figlia di un aristocratico modesto.
Louise aveva, capelli biondo cenere, una luminosa pelle bianca e grandi occhi azzurri.
Aveva una gamba più corta dell’altra, difetto cui ovviava portando speciali scarpe con il tacco di diversa altezza, poi come si sa, quando si è sdraiate in un letto le misure delle gambe non contano.
Ciò che attraeva maggiormente il giovane re era la genuina aria di innocenza, di gentilezza, di modestia e di religiosità che la fanciulla possedeva.

Louise de la Vallière - Regine di cuori e regina di picche
Quando la regina seppe che il marito aveva un amante ne rimase sconvolta e cominciò ad odiarla apertamente, anche se al confronto con altre amanti reali, Louise non meritava tale disprezzo.
Infatti, Louise vergognandosi per l’adulterio trattava Maria Teresa con umiltà e rispetto, ma la sovrana la snobbava puntigliosamente in ogni occasione.
In verità, pur sapendo che il marito aveva un amante, Maria Teresa continuava ad essere terribilmente ingenua e credeva alla improbabili scuse di Luigi, per giustificare le sue assenze dal letto matrimoniale, come quando le raccontò che aveva passato la notte a sbrigare la corrispondenza di Stato.
Inoltre, Maria Teresa era sempre l’ultima a sapere che Luigi aveva una nuova amante; per esempio, era ancora convinta che Luigi avesse una relazione con sua cognata Henrietta, quando invece si era già legato a Mademoiselle de la Vallière; poi, sette anni dopo, continuava a sputare veleno contro Louise senza rendersi conto che non era più l’amante del re.

Luigi XIV Regine di cuori e regina di picche
Luigi, ormai trentenne, non era più attratto da un’amante dolce e pudica; al contrario si era invaghito della focosa e spudorata Athénais de Montespan, la migliore amica di Louise nonché dama di compagnia della regina.
A corte, il fatto che la regina ignorasse il passaggio di consegne era oggetto di battute e di derisione, finché ad un certo punto qualcuno si prese la briga di informarla.

Athénais de Montespan Regine di cuori e regina di picche
Madame de Caylus
scriveva: “La sovrana aveva nutrito molto affetto nei confronti di Madame de Montespan perché era convinta che fosse una donna rispettabile, fedele al marito e ligia al proprio dovere … Di tutte le amanti del re, è quella che ha fatto soffrire di più la sovrana; non soltanto perché la passione del re nei suoi confronti durò molto a lungo, non soltanto perché non si curò minimamente di non umiliare la regina, ma soprattutto perché si trattava di un dolore inflitto da una donna di cui Sua Maestà si era fidata e a cui aveva concesso la propria amicizia”.
Mentre Louise de la Vallière aveva sempre trattato la regina con rispetto e deferenza, Madame de Montespan cercava di eclissarla e di insultarla a ogni occasione.

Madame de Caylus Regine di cuori e regina di picche
Infatti, come dama di compagnia della regina, invece di servirla le faceva fretta o la sgridava.
Maria Teresa, che non si lamentava con il re, si sfogava con gli amici e spesso disse: “Quella puttana sarà la mia morte !” e “Quella sgualdrina finirà per uccidermi !”.
Nel 1670, in occasione di una campagna militare, Luigi portò con sé la regina e Athènais de Montespan insieme a Louise de la Vallière, per confondere le idee circa le sue relazioni.
Il
duca di Saint-Simon, a proposito di tale episodio, racconta:”Le esibiva tutte e due, nella stessa carrozza della regina, mentre si spostava a ridosso della frontiera e negli accampamenti militari … Lungo la strada, la folla accorreva da ogni parte, e indicando la carrozza c’era chi invitava i presenti ad ammirare le tre regine !”.

duca di Saint-Simon Regine di cuori e regina di picche
Nel 1671, la regina si ritrovò nuovamente in carrozza insieme al marito ed alle sue due amanti e quella notte dovettero soggiornare in una unica stanza, nrlla quale furono alloggiati altri illustri ospiti, tra cui sua cognata Henrietta.
Nell’unico letto fu messa la regina, mentre gli altri si sistemarono su materassi sul pavimento.
La regina esclamò sbalordita:
”Come? Dormiremo qui tutti insieme?”; al che il marito ribatté:”Se lascerete aperte le cortine del letto, potrete tenerci d’occhio tutti!”.
Maria Teresa spesso attendeva fino a notte inoltrata il marito che, per cortesia, non mancava mai di raggiungerla nel letto coniugale, talvolta addirittura all’alba.
Quando arrivava, la moglie lo accoglieva con un sorriso, grata del rispetto che, così facendo, il re le mostrava di fronte a tutta la corte ed un cortigiano osservò che:
“Il re la tratta con tutti gli onori dovuti alla sua posizione … Di solito fa l’amore con la regina due volte al mese”.
A un certo punto la regina smise di opporre resistenza alla marea di donne giovani e belle che cercavano di attirare l’attenzione del re, e forse, il tempo rimarginò le prime dolorose ferite, trasformandole in cicatrici.

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