Regina Satariano riferimento indiscusso della comunità transessuale

REGINA Satariano, indiscusso riferimento della comunità transessuale nazionale come storica creatrice ed organizzatrice del concorso Miss Trans Italia, ha ottenuto una importante sentenza con la quale viene riconosciuta la sua “IDENTITA’ di GENERE Femminile” senza l’intervento chirurgico e plastico.
Regina leader del movimento per i diritti trans ha vinto anche questa battaglia.
La prima vittoria su questo campo fu quella di Sara, una ragazza trans di Piacenza, che nel 2015 ottenne il cambiamento anagrafico senza ricorrere all’intervento.
Nel caso di Regina, il giudice ha riconosciuto ciò che era visibile, ovvero una donna, senza sottoporla ad alcuna perizia, d’altra parte Lei, non ne fa mistero, non vuole sottoporsi a nessun intervento.


Regina Satariano che non combatte solo per se stessa, con il supporto dell’avvocato Cathy La Torre, ha chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi su questa situazione ed impedire, che in futuro, ci siano giudici che ostacolano il cambio anagrafico delle persone transessuali.
La risposta è attesa entro l’estate.


L’importanza della sentenza è sottolineata dal fatto che in futuro si aprirà un vera autostrada per i diritti trans e le nuove generazioni non dovranno attendere vent’anni per vederli riconosciuti.
E’ ovvio che essere riconosciuta donna a 20 anni ha una valenza diversa che esserlo a 45, perché la vita si faciliterà notevolmente.
Il nome maschile sui documenti è un fatto traumatizzante per ogni trans, perché la sottopone a disagi psicologici e spesso pratici, che sovente si trasformano in fermi ed attese di polizia per ulteriori accertamenti.
L’identità di genere femminile, senza l’intervento, apre possibilità enormi alle transessuali, che potranno unirsi in matrimonio, senza ricorrere alla surroga dell’unione civile.
Il matrimonio, inoltre, apre la porta alle adozioni, rendendo tutto più facile.
Insomma, pare dischiudersi all’orizzonte un futuro senza più alcuna limitazione; ci sarà ancora qualche battaglia da combattere, ma l’impossibile non c’è più.