I matrimoni monogamici pare siano stati l’ideale di molte nazioni che proclamavano di essere civili; il matrimonio di un uomo con una donna era considerato un “sacramento” dalla cristianità, per quanto fosse causa di abusi da parte degli individui.
Forse la ragione vera per l’adozione della monogamia fu quella economica: la difficoltà di provvedere a più di una donna ed ai suoi figli; ed un’altra ragione può essere stata il fatto che le donne erano in minor numero degli uomini.

In ogni modo, la concezione romana del matrimonio fu alla fine adottata dalla maggior parte d’Europa sotto il cristianesimo.

LA MONOGAMIA Paul Gide
Come dice Paul Gide:
“I legislatori cristiani non hanno mai definito il matrimonio meglio dei legislatori dell’antica Roma. Esso è l’unione di due vite, l’unione di due patrimoni, la messa in comune di tutti gli interessi temporali e religiosi. Questo era nei primi quattro secoli di Roma. In questo antico concetto del matrimonio già appaiono due principi che costituiscono il fondamento del moderno matrimonio cristiano: l’indissolubilità del legame matrimoniale e la monogamia”.
Il passar degli anni, le conquiste di Roma, l’influsso di molte nazionalità con i loro diversi costumi, l’assorbimento della Grecia da parte della Repubblica romana, tutto contribuì a provocare mutamenti radicali nella morale e nel matrimonio.

Augusto
“Durante il regno di Augusto e quello di Tiberio, dice E.B. Foote, “l’atmosfera era oscurata dalle leggi riguardanti il matrimonio e il divorzio.”

LA MONOGAMIA Tiberio
“Tuttavia mai, nell’intera storia di Roma, si era avuta una così diffusa infedeltà matrimoniale e promiscuità sessuale … Fu durante il regno di questi due imperatori che Roma cercò rigorosamente di mantenere, per legge, l’esemplare vita matrimoniale che negli antichi giorni della repubblica si era mantenuta senza necessità di leggi”.

LA MONOGAMIA E.B. Foote
Tra le antiche nazioni del nord la monogamia era probabilmente la regola.

LA MONOGAMIA Giulio Cesare
Per esempio, la donna nell’antica Germania, cioè attorno all’epoca di Giulio Cesare, non era in alcun modo considerata l’essere inferiore che il cristianesimo ha così insegnato per bocca di Paolo di Tarso e dei primi Padri.

Paolo di Tarso
Essa era ammessa ai concili di padre, marito e fratello, e li accompagnava in battaglia, incitandoli con la sua presenza.
Nel matrimonio la monogamia era la regola; in effetti, gli antichi germani consideravano un secondo matrimonio una specie di poligamia.
Lo stato sociale della donna nell’antica Scandinavia pare essere stato assai più alto di quello in uso tra i cristiani per secoli.
La monogamia era anche qui la regola, ed i fidanzamenti che precedevano le nozze avevano carattere più elevato e solenne…

E’ particolarmente interessante notare che gli scandinavi resistettero al cristianesimo almeno fino alla Riforma; essi consideravano con orrore le guerre di religione ed i costumi sessuali del resto d’Europa.
E. B. Foote sottolinea che
“la posizione della donna scandinava fu certamente abbassata più che innalzata dall’influenza della nuova civiltà”.

E non si deve dimenticare che, mentre gli antichi pagani vedevano nel matrimonio (qualsiasi genere di matrimonio) una onorevole unione dei sessi, fu il cristianesimo che glorificò il celibato, e soltanto con riluttanza consigliò il matrimonio per coloro che non possono “contenersi”.
Non si possono leggere le epistole di San Paolo senza rendersi conto che quello che egli insegnò era il più rigoroso celibato; ed in questo egli fu seguito dalla maggior parte dei Padri della Chiesa.

LA MONOGAMIA San Girolamo
La Chiesa che ancora si vanta di avere fatto un “sacramento” del matrimonio, ha prodotto un San Girolamo che disse: “Poniamo mano alla scure e tagliamo alle radici la sterile pianta del matrimonio. Dio aveva bensì permesso il matrimonio agli inizi del mondo, ma Gesù Cristo e Maria hanno consacrato la verginità”.

LA MONOGAMIA Gesù Cristo e Maria
I primi Padri della Chiesa riempivano i loro scritti di denunce della donna come tentatrice, in un linguaggio che oggi non può essere riprodotto, e quasi tutti erano d’accordo sul fatto che se l’uomo non fosse “caduto”, come si narra nella Genesi, Dio avrebbe trovato un altro mezzo per la continuazione del genere umano.

La verità vera, naturalmente, è che quei primi cristiani ed i loro seguaci avevano una mente pruriginosa e soffrivano di quelle che oggi gli psicanalisti chiamano inibizioni, dovute alla soppressione degli istinti naturali.
Che essi non sopprimessero sempre l’istinto sessuale è provato dal fatto che il concubinaggio tra i preti era la regola, e non l’eccezione, per molti secoli, come si è dimostrato; e persino quei preti che fulminavano le loro condanne ai fratelli che non potevano resistere alle tentazioni della carne, non erano in alcun modo più rigidi nell’osservare il celibato, dato che molti di loro avevano le loro “private relazioni” amorose segrete.

Durante i secoli noti come i secoli dell’oscurantismo, in tutta l’Europa e l’Asia praticamente ogni forma di rapporto sessuale deve essere stata provata.
La religione era del tutto impotente a sopprimere il sesso, e poteva soltanto regolare in piccola misura la condotta degli uomini e delle donne.

Carlo Magno
Ecco qui uno dei molti editti promulgati dalle autorità. È di Carlo Magno e val la pena di ricordarlo, per capire esattamente come andavano le cose:

“Siamo stati informati, con nostro grande orrore, che molti monaci si abbandonano alla depravazione e ad ogni sorta di vergognose abominazioni, persino a peccati contro natura. Noi proibiamo tutte le pratiche di questo genere nel modo più solenne. In conseguenza rendiamo noto che tutti i monaci che indulgono ai piaceri della lussuria saranno puniti da noi con tanta severità che nessun cristiano oserà più commettere di nuovo simili eccessi. Ordiniamo ai nostri monaci di cessare dal vagare per il paese, e proibiamo alle nostre monache di praticare la fornicazione e l’ubriachezza. Noi non consentiremo più ad esse di essere puttane, ladre, assassine, eccetera; di passare il tempo a cantare canzoni sconvenienti. Ai preti è proibito d’ora in poi di frequentare le taverne e le piazze dei mercati allo scopo di sedurre madri e figlie, eccetera”.

 

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