Lord Byron, sommo poeta inglese, scriveva: “Le impietose dita del tempo / hanno cancellato le linee su cui splendeva la bellezza”, ponendo fine alla brillante carriera di tante donne.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Lord Byron
A volte, la morte, scivolando silenziosamente lungo i corridoi dorati della reggia, andava oltre la camera del re per recarsi direttamente in quella in cui il sovrano si incontrava con l’amante.
Allora, la defunta amante reale veniva portata via ancora calda e gettata in una fossa. Subito dimenticata dai cortigiani che spostavano immediatamente la loro attenzione su colei che avrebbe preso il suo posto: non mancavano certamente le aspiranti in attesa.

Tuttavia, la maggior parte delle favorite non aveva in sorte di morire tragicamente e repentinamente in giovane età o di essere cacciate ed umiliate dopo la morte del re.
Il loro destino era assai più banale e per molti versi scontato: sopravvivevano e venivano abbandonate per fanciulle più giovani e fresche.
Nei secoli passati, la inesorabile mano del tempo si abbatteva molto presto sulla bellezza femminile.  Questa spesso sbocciava precocemente ed era già goduta in una età, oggi considerata da codice penale, da 12 a 14 anni.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Mademoiselle de la Vallière
Mademoiselle de la Vallière  era la bella bionda amante di Luigi XIV. All’età di soli 29 anni si ritirò tra le mura di un convento, per celare la sua bellezza ormai appassita.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Luigi XIV
Samuel Pepys, una delle amanti di Carlo II, cominciò a sfiorire a 23. Questo a causa di una malattia oggi assolutamente inconferente sull’aspetto della persona.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Samuel Pepys
Lady Castlemaine un giorno incontrò il suo acerrimo nemico il duca di Ormonde. Gli augurò di venire smembrato, sfigurato ed impiccato dopo i peggiori supplizi.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Lady Castlemaine
Il nobile ascoltò freddamente la ventinovenne favorita del re e cinicamente replicò: “Io non ho tanta fretta di augurarvi di mettere fine ai vostri giorni, Signora. Spero solo di vivere abbastanza per vedervi vecchia”. La vecchiaia, per una donna che aveva basato la propria fortuna sulla bellezza della giovinezza, era vista come una vera maledizione.
Quale fine facevano le amanti del re quando, non più giovani e belle, venivano allontanate ?
Questa è una domanda che oggi si potrebbero porre tante donne, che pur senza essere state le amanti di un re, hanno basato la loro carriera sugli attributi femminili.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Duca di Ormonde
Molte conducevano una vita attiva lontano dalla corte, si sposavano, avevano dei figli, facevano visita agli amici curando le pubbliche relazioni.
Si godevano i frutti che avevano dato l’uso delle loro grazie in belle residenze di campagna. Queste erano elegantemente arredate, o addirittura in un castello, per le più abili e fortunate.
Inoltre, erano numerose le ex-favorite che, da vecchie, trovavano nella religione l’antidoto ai peccati di gioventù.
E mentre la maggior parte di loro si arrendeva consegnando la propria bellezza al nemico più potente, il tempo, alcune si battevano coraggiosamente fino all’ultimo.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Carlo II
Oggi, quest’ultima categoria di donna è la più diffusa. La resistenza è certamente protratta dalla medicina e dalla chirurgia, ma attenzione: per quanto i tempi si allunghino, l’esito finale finisce per essere sempre il medesimo, vince il tempo.
L’unica cura contro la vecchiaia, diceva il dottor Balanzone, nota maschera del carnevale bolognese, è morire giovani; rimedio certificato, ma con molte controindicazioni.

LA MALEDIZIONE DELLA VECCHIAIA: Dottor Balanzone
Qui interviene l’intelligenza che, sola può impedire, di finire nel grottesco esibendo volti e corpi deformati da una chirurgia divenuta, a quel punto. ormai impotente.
Gli antichi dicevano che se l’uomo ha paura del tempo, il tempo ha paura della Sfinge.
Crediamo che nessuna donna, e tanto meno un uomo, posizioni nella Sfinge il concetto di bellezza.
Non resta che rassegnarsi e giocare bene le proprie carte fino a quando la giovinezza ci accompagna, poi si sa, viene sera a casa di tutti!