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La follia di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia:  dalla Lombardia per cancellare la carriera alias e le giovani persone transgender in Italia

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La destra torna all’attacco della carriera alias nelle scuole. In Lombardia nella seduta del 10 Ottobre all’ordine del giorno la MOZIONE 36 “Interventi contro la diffusione dei regolamenti scolastici sulla cosiddetta carriera alias” sostenuta da Fratelli d’Italia.

Ma che cos’è la carriera alias? La carriera alias è un profilo burocratico alternativo e temporaneo, riservato student* trans. Sostituisce il nome anagrafico, quello scritto nei documenti ufficiali e dato alla nascita in base al sesso biologico, con quello che la persona transgender o quello che la persona di genere non binarioha adottato. Vi possono accedere quelle persone che stanno affrontando un cambiamento di genere. Ogni istituto ha un suo metodo, poiché si tratta di un servizio interno a quella scuola o università. Nelle università che hanno adottato la carriera alias, si ha diritto a un nuovo badge con il nome scelto e a un nuovo indirizzo mail per le comunicazioni interne. Fuori della scuola la carriera alias non ha valore: non sostituisce il documento d’identità. Non ha un valore legale, quindi non si potrà utilizzare il nome scelto nell’attestato di laureao per accedere ad altri servizi, se non fino a quando sarà confermata la rettifica anagrafica ufficiale.  Nelle scuole superiori serve per garantire unambiente sereno, in cui vivere senza discriminazioni e bullismo transfobico. Attraverso la carriera alias, ognistudent*intransizione o affermazione di genere avrà il nome scelto nei quadri dei voti, nel libretto e nel registro elettronico. La richiesta verrà presentata dai genitori nel caso in cui la persona sia minorenne, nel caso di persone maggiorenni dal* dirett* interessat*. Il sesso biologico della persona sarà conosciuto solamente dal personale dell’amministrazione.

Il protocollo definito carriera alias viene redatto in autonomia da ogni istituto scolastico, le persone transgender e le persone non binarie hanno la possibilità di vedere utilizzato il proprio nome e genere all’interno della carriera scolastica e universitaria in sostituzione di quello biologico assegnato alla nascita. Un modo per garantisce spazio di autodeterminazione e che, per le giovani persone transgender e non binarie, riduce il rischio di isolamento, depressione e suicidio.

Già a luglio 2023 il consigliere regionale della Lombardia Giacomo Zamperini in forza a Fratelli d’Italia aveva presentato la MOZIONE 36 “contro la tendenza della carriera alias, perché non è conforme alla legge”. La mozione era stata ritirata dopo che scuole, università, student*, opposizioni e movimento LGBTIQ+ si erano sollevati contro l’iniziativa.

La Mozione 36 è stata presentata con la firma di: Zamperini (Fratelli d’Italia), Garavaglia (Fratelli d’Italia), Invernici (Fratelli d’Italia), Schiavi (Fratelli d’Italia), Cacucci (Fratelli d’Italia), Mangiarotti (Fratelli d’Italia), Valcepina (Fratelli d’Italia), Bestetti (Fratelli d’Italia), Ventura (Fratelli d’Italia), Dotti (Fratelli d’Italia), Ferrazzi (Letizia Moratti), Bulbarelli (Fratelli d’Italia), Macconi (Fratelli d’Italia), Villa (Fratelli d’Italia), Bontempi (Fratelli d’Italia), Forte (Fratelli d’Italia), Scurati (Lega), Cappellari (Lega), Bravo (Fratelli d’Italia), Zocchi (Fratelli d’Italia), Baffi (Fratelli d’Italia).

La destra era tornata alla carica a settembre 2023. Questa volta era stato il consigliere regionale lombardo di FDI Pietro Macconi che aveva inviato comunicazione agli istituti scolastici lombardi, sollecitando un intervento del Governo e la volontà di rimettere nuovamente la MOZIONE 36 all’ordine del giorno. Il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara però aveva bloccato le derive della destra padana. La MOZIONE 36 era sparita dopo che l’11 Settembre era scattato un presidio da parte di student* e associazionismo LGBTIQ+.

Fratelli d’Italia ha richiesto al Governatore della Lombardia Attilio Fontana la lista di tutti gli istituti scolastici lombardi che adottano la carriera alias. In Italia sono attualmente 263 e corrono il rischio di essere cancellati.

Ciò che è evidente è che la destra non accetta le diversità: come già accaduto con le famiglie omogenitoriali, anche questa volta la Lombardia agisce contro comunità LGBTIQ+, mettendo in discussione anche l’autonomia scolastica. Se la mozione verrà approvata, la Regione potrà intervenire presso l’Ufficio scolastico e obbligarlo a vietare le carriere alias nelle scuole che già le utilizzano. Un gesto folle di accanimento ideologico ai danni di chi non può difendersi.

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