L’ultima favorita di Luigi XV, re di Francia fu Marie-Jeanne Bécu contessa du Barry.

LA FINE DI UN'AMANTE: Luigi XV
Il re che aveva un interesse morboso per i cadaveri. A 64 anni contrasse il vaiolo per essersi avvicinato alla bara di una ragazza che stava per essere sepolta.
Marie-Jeane Bécu contessa du Barry assistette durante tutta la malattia, con grave rischio di contagio, Luigi. Infine però venne allontanata dal suo corpo maleodorante per il sudore della putrefazione, affinché il re potesse ricevere l’assoluzione dai suoi peccati terreni.

LA FINE DI UN'AMANTE: Marie-Jeane Bécu Contessa du Barry
Luigi, nel torpore dell’agonia, chiese di lei e pianse. I preti tuttavia, prima di offrirgli i conforti della fede lo indussero a firmare un documento con il quale disponeva l’arresto della fedele amante.
Il re di fronte alla morte ed alla minaccia della dannazione eterna dispose la segregazione nel convento di Pont aux Dames di Madame du Barry.

LA FINE DI UN'AMANTE: Luigi XVI
Luigi XVI, il nuovo re, istigato dalla moglie Maria Antonietta bandì dalla corte i parenti della Du Barry e coloro che le erano stati più vicini.

LA FINE DI UN'AMANTE: Maria Antonietta
Maria Teresa d’Austria, madre di Maria Antonietta, rimproverò la figlia per avere infierito sulla’amante reale. Del resto questa aveva già perso tutto per cui non andava punita ma compatita.

LA FINE DI UN'AMANTE: Maria Teresa
Infatti, mentre il corpo puzzolente di Luigi XV, chiuso in una bara di piombo e ricoperto di erbe aromatiche veniva sepolto, l’ex favorita veniva rinchiusa in convento.
Madame du Barry aveva conservato a corte solo pochi amici fedeli. Questi si prodigarono perché potesse portare con sé una cameriera e poche semplici cose, come alcuni arredi.
Nel convento fu confinata in una piccola stanza all’interno un umido edificio vecchio di mille anni.
Inizialmente le timorate suore furono scandalizzate dalla presenza di una tale peccatrice nel loro convento. Proprio per questo alcune temevano addirittura che la loro anima potesse essere macchiata dal solo guardarla. Ben presto però furono conquistate dai modi garbati di Madame du Barry.

L’ex favorita, da fanciulla, era stata educata in un convento e questo le fu molto utile per inserirsi proficuamente nell’ambiente delle monache, di cui già conosceva la psicologia.
Infatti, era lieta di cantare nel coro, era puntuale alle preghiere collettive ed ai riti. Così, dopo breve tempo dall’inizio della reclusione, si era guadagnata l’affetto e la stima delle buone suore.
La reclusione durò un anno e quando fu lasciata libera lasciò il convento tra le lacrime delle religiose. Aveva dunque saputo gestire con la navigata maestria di chi aveva addomesticato tanti personaggi feroci alla corte di Versailles.

Appena liberata, le fu proibito di avvicinarsi a meno di 40 Km da Parigi e da Versailles. In un secondo tempo poi il divieto venne revocato, così poté tornare nel piccolo castello di Louveciennes, vicino a Versailles, che le era stato regalato da Luigi XV.

LA FINE DI UN'AMANTE: Castello di Louveciennes
Madame du Barry divenne la benefattrice del luogo, facendo la carità ai poveri ed organizzando sontuose feste. Queste inoltre davano lavoro a tutti gli abitanti della zona.
Jeanne non era però destinata a finire serenamente la propria esistenza nel lusso.
I poveri avevano buona memoria e ricordavano che mentre loro morivano di fame e stenti, lei era l’amante del re; nel 1789 il suo mondo antico cominciò a crollare e ci fu la presa della Bastiglia.

LA FINE DI UN'AMANTE: Presa della Bastiglia
Luigi XVI fu ghigliottinato ed il successivo amante di Madame du Barry, il duca di Brissac, fu fatto a pezzi e la sua testa infilata su di una picca.

LA FINE DI UN'AMANTE: Duca di Brissac
Madame du Barry, dolce e sciocca, continuò a vivere nel suo fantastico mondo di Louveciennes, come se nulla stesse accadendo. Continuò a vivere come se la rivoluzione non la riguardasse.
Quando i suoi gioielli furono rubati e ritrovati a Londra, ottenne dal governo rivoluzionario il permesso di recarsi in Inghilterra per identificarli.
Dopo di che, Madame du Barry, in un periodo in cui a migliaia cercavano di fuggire dalla Francia per evitare la ghigliottina, rientrò nel paese dall’Inghilterra.
Evidentemente, la donna non aveva consapevolezza di quanto le poteva accadere e tornò nel suo castello per continuare la sua frivola vita quotidiana.

Poco dopo il suo ritorno, però, Madame du Barry fu arrestata e giudicata colpevole di tradimento e spionaggio, cui seguì l’inevitabile condanna a morte.
Solo allora comprese ciò che l’aspettava e fece un disperato patto con i suoi carnefici: avrebbe rivelato loro dove erano nascosti tutti i suoi preziosi a Louveciennes, in cambio della vita.
Gli inquisitori per ore presero nota delle sue indicazioni, dove erano sepolti i gioielli, lo stagno dove era stata gettata l’argenteria, l’edificio in cui erano state murate le opere d’arte.
Quando ebbero tutte le informazioni che cercavano, le tagliarono i capelli e diedero corso alla esecuzione: piangente fu trascinata alla ghigliottina.

Madame du Barry, come una ingenua bambina, gridò:”Mi fate male! Per favore, non fatemi male!” e quando la sua testa mozzata cadde nella cesta, la folla esultò.
La più bella donna d’Europa, l’ultima grande favorita, venne gettata in una tomba anonima insieme ad altre vittime della rivoluzione: era l’8 dicembre 1793 e lei aveva 50 anni.