Un tribunale in Bulgaria ha deciso a favore di una coppia dello stesso sesso in un caso che ha riconosciuto per la prima volta il matrimonio gay nel Paese, di noto stampo conservatore. Cristina Palma, nata in Australia, ha ottenuto infatti il diritto di vivere e lavorare in Bulgaria con la moglie francese Mariama Dialo. La coppia si era sposata in Francia nel 2016 dopo 15 anni di relazione e successivamente si era trasferita in Bulgaria.
Palma, fu inizialmente autorizzata a vivere, lavorare e viaggiare in Bulgaria e nell’Unione Europea per il fatto di aver sposato un cittadino dell’UE.

Ma nel 2017, la richiesta di Cristina Palma di continuare la sua residenza nel Paese era stata respinta. Questo dopo che funzionari bulgari avevano ritenuto il suo matrimonio non valido, sostenendo che il matrimonio tra persone dello stesso sesso non era legale in Bulgaria.

La coppia non si è arresa e ha combattuto una battaglia di due anni. Nel 2018 aveva vinto una prima fase ma tutto si è concluso ufficialmente solo nei giorni scorsi, quando il tribunale ha riconosciuto i diritti di Palma come coniuge di un cittadino dell’UE. Il Tribunale amministrativo della capitale bulgara ha infatti accolto il ricorso della donna sulla linea della recente sentenza Coman emessa il 5 giugno, dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.
In questo caso, era stato il cittadino romeno Relu Adrian Coman che si era visto rifiutare dalle autorità del suo Paese il diritto di soggiorno superiore a tre mesi per il proprio compagno, il cittadino statunitense Robert Clabourn Hamilton, con cui si era sposato a Bruxelles nel 2010.

La Corte si era pronunciata così: “I Paesi UE non possono ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell’Unione europea rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di un Paese non Ue, un diritto di soggiorno derivato sul loro territorio. Tutti i cittadini dell’Unione godono del diritto di condurre una normale vita familiare quando circolano da uno Stato all’altro”.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’avvocato di Cristina Palma e sua moglie Mariama, Denitsa Lyubenova, che ha affermato che la sentenza potrebbe essere un primo passo importante verso la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso nel Paese. Ricordiamo che la Bulgaria è uno degli oltre 20 paesi europei in cui la parità di matrimonio rimane illegale.

Bulgaria, si ai matrimoni LGBT