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La comunità lesbica riunita in piazza contro il Governo Meloni

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Al grido “Anche noi siamo madri”, sabato 27 aprile, alle ore 17.00, in occasione della Giornata internazionale della visibilità lesbica, scende in piazza all’Esquilino, a Roma, l’intera comunità lesbica di Roma ma non solo, come risposta alle politiche del Governo Meloni e alle parole spesso pronunciate dalla nostra presidente del Consiglio. Giorgia Meloni nel tempo ha infatti più volte dichiarato: “Sono Donna, sono madre e sono cristiana” e già la comunità si era mobilitata durante l’estate scorsa e aveva manifestato davanti alle ambasciate italiane all’estero e in Vaticano per reclamare la legittimità dei diritti di madre delle donne lesbiche. Per chiedere il pieno riconoscimento della maternità, in tutte le sue forme.

“Anche noi siamo madri”, non è solo uno slogan, non è solo un grido, è una voce che vuole essere unica, un accorato appello a partecipare al presidio di sabato 27 aprile lanciato a tutta la comunità Lgbtq+ d’Europa per il quale è prevista una grande partecipazione.

Per far capire al Governo che “Anche noi siamo madri” è una richiesta sincera e legittima. Il presidio è organizzato da Alfi, Arcigay Roma, Differenza lesbica, Arcigay rete donne transfemminista, Arcigay Modena “Matthew Shepard”, Famiglie arcobaleno, Lesbiche Bologna, Associazione Luki Massa, Associazione Liberas e lista lesbica italiana con il supporto della Comunità lesbica di Europa e Asia Centrale (EuroCentralAsian Community – EL*C). All’iniziativa aderiscono Arci Roma, Azione Gay e Lesbica, Gay Center, NELFA (Rete delle Associazioni Europee delle Famiglie LGBTIQ*), RGR (Rete Genitori Rainbow), Cattive Ragazze.

ll sindaco di Roma Roberto Gualtieri, scatenando le scontate polemiche della parte avversa, aveva trascritto nei giorni scorsi in Campidoglio altri due atti di nascita di figlie di due mamme dichiarando poi su instagram: “Con questo atto garantiamo i diritti a due bellissime bambine e alle madri pieni doveri nei loro confronti. Un atto giusto e di buon senso, che sarebbe sbagliato e ingiusto non trascrivere o farlo in modo parziale. Un atto pienamente legittimo oltre che doveroso […] Con questo gesto concreto, ribadiamo, con coerenza, di essere al fianco della comunità Lgbtq+ per rendere Roma una città sempre più aperta, accogliente, inclusiva, che sappia riconoscere i diritti di tutte e di tutti”.

Ricordano gli esponenti dell’associazione Famiglie arcobaleno: “Lo scorso marzo il Tribunale di Padova si è pronunciato a favore delle madri lesbiche, respingendo la richiesta della Procura italiana di cancellare la madre non biologica dagli atti di nascita di 38 bambin*. Qualche giorno dopo, il ministero dell’Interno ha fatto appello contro la decisione favorevole del Tribunale, segnando un precedente molto pericoloso. Quest’azione giudiziaria, che giunge dopo un anno di attacchi politici, minacce e circolari ministeriali, è infatti, solo l’ennesimo tentativo della premier Meloni e della sua maggioranza di fare delle vite delle madri lesbiche, delle persone trans* e delle famiglie arcobaleno il campo di battaglia delle prossime elezioni europee”. Ma le famiglie arcobaleno invitano pure la presidente del Consiglio a raggiungere e a vedere con i propri occhi: “Meloni venga a vedere il legame che abbiamo con i nostri figli”

Appuntamento a sabato all’Esquilino.

FONT IMMAGINE: https://www.rainews.it/articoli/2023/03/al-via-il-corteo-delle-famiglie-arcobaleno-giu-le-mani-dai-nostri-figli-190d6f0e-bc01-4d17-80f6-4bafce5fddea.html