leggi subito la prima parte!


Attualmente, i benefici economici di un’amante reale sono fortemente inferiori a quelli di un tempo e non esiste più il titolo di
maitresse-en-titre.
La moderna amante reale non ha potere politico, anche perché il sovrano di una monarchia costituzionale e parlamentare non dispone che di una funzione rappresentativa.
Dopo la Rivoluzione francese, la posizione di una amante reale è ridotta a quella del sesso illecito, che viene accettato purché tutti fingano di non accorgersene e resti nell’ombra.
La moderna amante reale ed il suo re, o principe, hanno un nuovo implacabile nemico, più attento della gelosia delle mogli nel seguire le scappatelle dei vip: la stampa scandalistica.
Questi media seguono ogni avvenimento con sofisticati strumenti tecnologici e teleobiettivi, con cui captano conversazioni e momenti intimi; al contrario, nulla di tutto questo esisteva.


Non stupisce quindi che le reazioni del padre di Camilla, il maggiore Shand, siano state così diverse da quelle del padre di Madame de Montespan.


Tuttavia, se Camilla dovette sopportare gli inconvenienti di una moderna amante reale, le furono risparmiati i disagi enormi delle maitresse-en-titre.
E’ probabile che, se avesse potuto scegliere tra le intrusioni della stampa ed i disagi di un tempo, Camilla avrebbe preferito rischiare anche mortalmente questi ultimi.
Infatti, dopo la scenata del maggiore Shand, sembrò che
Carlo avesse rinunciato a Camilla, per sedare l’opinione pubblica e recuperare l’onore, ma si accorse che senza lei non poteva vivere.


Camilla ritornò alla ribalta, per poi ricadere nell’ ombra in seguito alla tragica morte di Diana.


Nonostante ciò, dopo qualche tempo il figlio di Carlo e Diana, il principe
William, invitò Camilla per un tè e nel 1999 suo fratello minore Harry le chiese di partecipare ad una crociera nel Mediterraneo insieme al padre Carlo.


Poi, nel 2003, Camilla si trasferì nella residenza londinese di Clarence House di Carlo.


Da quel momento, Carlo e Camilla cominciarono a presentarsi insieme a cerimonie pubbliche, dove queste apparizioni erano state modellate da professionisti dell’immagine.


Camilla acquistò un nuovo
look e, col senno del poi, appariva evidente che la corte la stava preparando per la sua futura posizione di consorte del principe di Galles, erede al trono.


La coppia era insieme da 34 anni, più di quanto fosse durata la relazione tra l’imperatore Francesco Giuseppe e Katharina Schratt, quando, il 10 febbraio 2005, Carlo stupì il mondo annunciando le sue nozze con Camilla; l’annuncio giunse dopo 8 anni di attenta preparazione.


Tuttavia, in considerazione del fatto che il loro adulterio era stato di pubblico dominio, che Carlo era vedovo di Diana e Camilla divorziata dall’ex marito, Andrew Parker-Bowles, decisero di sposarsi solo con rito civile.


La Chiesa Anglicana, per dimostrare la propria approvazione, benedì gli sposi in una cerimonia, dopo il matrimonio civile, per mano dell’arcivescovo di Canterbury.


Le nozze vennero celebrate il 10 aprile 2005, ma andarono incontro a mille difficoltà procedurali, in particolare sul luogo in cui tenersi e sulla data, perché il giorno precedentemente stabilito coincideva con i solenni funerali di papa Giovanni Paolo II.


Fu un matrimonio molto diverso da quello celebrato nel 1981, nella cattedrale di Saint Paul, che unì Carlo e Diana: allora si era trattato di un matrimonio da favola, questo no.


Per assecondare l’opinione pubblica, Carlo dichiarò che la nuova consorte non avrebbe avuto il titolo di principessa di Galles, titolo che appartiene tuttora a Diana, anche se defunta.
Camilla fu insignita del titolo di duchessa di Cornovaglia e Carlo assicurò che al momento della sua ascesa al trono lei non sarebbe divenuta regina, ma la Principessa Consorte.
Ma si sa, il popolo va imbonito e sedotto con promesse, perché secondo la legge inglese, la moglie del re è automaticamente regina, a meno che una legge speciale promulgata dal parlamento stabilisca che il matrimonio è morganatico, quindi la moglie non ha alcun diritto sulla corona per sé ed i suoi eredi.
Però, il parlamento non ha mai emanato una simile legge, che per il Regno Unito di Gran Bretagna si sarebbe tradotta in una umiliazione internazionale, e dunque, nonostante le rassicurazioni di Carlo, sua moglie sarà regina.
E’ probabile che Carlo speri che, prima di allora, il popolo prenda ad amare Camilla quanto basta per accettarla come sovrana; anche se, al culmine del caso “Camillagate”, un gruppo di donne le lanciò contro pagnotte mentre si trovava al supermercato.


Certo non le verrà tagliata la testa come ad
Anna Bolena o fatta a pezzi come la regina Draga di Serbia, ma Camilla è già stata impiccata, decapitata e squartata dalla stampa mondiale.


Ora che Carlo ha fatto di lei “una donna perbene” le critiche sono diminuite e sembrano destinate a scomparire del tutto.
I due sposini, ormai in vecchiaia, appaiono palesemente felici di stare insieme, mentre Carlo e Diana erano una coppia terribilmente mal coniugata.
Diana era più alta di Carlo; era bella, flessuosa, elegante, una volubile dea che infondeva compassione e suggeriva la più profonda afflizione.
Al contrario, Carlo e Camilla sono molto affini e nulla hanno di trascendentale.
Amano curare il giardino ed andare a cavallo; entrambi si trovano a proprio agio in campagna, sono trasandati, a volte goffi, indossano abiti qualche volta fuori luogo e mostrano buona volontà.
Appaiono l’uno uguale all’altro, palese dimostrazione di completo accordo, voluto dai media.
Se la regina
Elisabetta vivrà quanto la madre, fino a 101anni, Carlo e Camilla al momento di salire al trono avranno raggiunto gli 80 anni.


A quel punto, chi oserà lanciare accuse contro una coppia reale che si ama da quasi 60 anni.
Certo, la loro non sarà la fiaba di Diana, ma una lunga concreta, incancellabile storia, questo si.
Le fiabe si raccontano ai bambini e piacciono pure a tanti adulti, ma sui libri di storia è la concretezza dei fatti quella che rimane scritta.