Kikky è una bellissima mulatta brasiliana transex, bollente come un vulcano ma dolcissima. Lunghi capelli neri, pelle ambrata e voce suadente, è un vero sogno.
Scopritela insieme a noi!

Ciao Kikky, descriviti ai nostri lettori.
Ciao a tutti! Vengo da Rio de Janeiro, in Brasile. Ho vissuto sempre lì fino al conseguimento della laurea in design di moda, poi, appena laureata, sono venuta a vivere in Italia, di base sono a Firenze ma giro tutta Italia.

Come mai hai scelto il Bel Paese?
Grazie ad una amica che viveva già qui. La stessa che poi mi ha introdotta nel mondo delle escort.

Come è andata esattamente?
Sai, avevo tanti piani e progetti in testa, ma negli anni, ho imparato che la vita è sorprendente e tanto vale non farne, di progetti. Comunque, ai tempi vivevo un periodo economico buio, io già lavoravo per lei perchè le creavo i vestiti ed un giorno, mi ha proposto di provare a fare questo lavoro. Spinta dalla necessità ed incuriosita, ho accettato.

 

Tu eri già in piena fase di transizione?
La mia trasformazione è iniziata qui in Italia, ma non ho mai preso ormoni; mi sono solo rifatta il seno. Per fortuna sono sempre stata incredibilmente femminile d’aspetto, fin da quando ero bambino.

Questo tuo essere “diversa” rispetto agli altri bambini, come è stato vissuto da te e da chi ti stava intorno?
Da me bene, fin da quando avevo 5 anni sono sempre stata femminile anche nei pensieri, non ho mai avuto dubbi, da sempre ero consapevole di me stessa. Sono cresciuta con la famiglia di mio padre, ho avuto dei nonni splendidi e anche da papà ho ricevuto solo amore, comprensione ed affetto. Lui è il mio confidente, l'”uomo della mia vita”, con lui parlo di tutto.

E con tua mamma invece?
Con mia madre ho sempre avuto un rapporto conflittuale, non mi ha mai accettata, fin da quando ero piccolo gli dava fastidio la mia femminilità, non si sentiva a suo agio con questa cosa. Non la vedo da anni, non mi ha mai voluta vedere come sono adesso: putroppo, è una mancaza che ho sempre sentito.

Mi dispiace. Sembri comunque tutto sommato serena e sicura di te.
Sono una persona molto tranquilla, mi piace frequentare solo le persone con cui sento di avere qualcosa in comune. Non ho mai avuto tantissimi amici: meglio pochi ma buoni, preferisco farmi i cavoli miei. Sono molto rispettosa e ho comunque una migliore amica con cui ho un rapporto stupendo: lei mi basta e avanza (ride).

Mi pare di capire che non frequenti molto la comunità Lgbtqi.
Si, ma non per snobismo, ma perchè, come dicevo prima, sono molto riservata e mi faccio gli affari miei. A volte invece tra noi transessuali non c’è rispetto, c’è la tendenza a parlarsi male alle spalle ma poi le cose si vengono comunque a sapere. Sono cose che mi dispiacciono, quindi penso a farmi la mia vita senza parlare di altri. Comunque non sono certo perfetta! Anche io ho i miei sbalzi d’umore, ma poi, so chiedere scusa quando esagero.

Una curiosità, come si svolge una tua giornata-tipo?
Vivo la notte. Fondamentalmente, la mia giornata inizia alle 7 di sera e finisce alle 8 del mattino, poi dormo tutto il giorno. Non ho tanto tempo, ne voglia, di andare per locali come in passato. Sono molto una donna di casa, cerco di riposare più che posso; al massimo la domenica vado al cinema con gli amici stretti.

In effetti fai un lavoro non paragonabile ad altri più comuni.
Si, non sono di certo la classica commessa, con tutto il rispetto per quel lavoro, si intende (ride). Ho un mio giro di persone affezionate, che mi cercano con costanza: sarà perchè, anche nei periodi lavorativi più pieni, sono sempre stata molto paziente e non mi sono mai atteggiata; non mi piace far fretta e lavoro sempre in modo corretto.

E’ importante sapersi rapportare con le persone.
Si. Di carattere io sono tranquilla con tutti e per questo si trovano bene e diventano assidui. Unica cosa, io tengo tantissimo alla pulizia, mi danno fastidio gli odori, sono molto sensibile nell’olfatto. Però, anche in questo caso, con garbo riesco a far capire quando bisogna intervenire.

Tu hai una bellezza piuttosto naturale, piaci anche per questo?
Penso piaccia la “verità”: inutile provare a spacciarsi per qualcosa che non si è, bisogna essere onesti. Non amo ricorrere al foto-ritocco: sono consapevole della mia femminilità, che è più marcata di tante donne che ho conosciuto nella mia vita.

Richieste assurde te ne hanno mai fatte?
Eccome. Un paio di volte mi hanno chiamato dei preti; non ho mai saputo se erano veri o meno ma ho sempre chiuso la conversaizone. O capita che a volte mi chiami qualcuno che vuole farmi indossare gli abiti della madre: è una cosa che ho sempre trovato viscida e squallida, non accetto mai cose simili e tronco subito ogni contatto. Quando si parla di madri, si tocca un tasto dolente con me.

Hai un sogno nel cassetto da realizzare?
Sicuramente tornare a lavorare nel mondo della moda, ho un piccolo negozio di abbigliamento insieme a due amici in Brasile. Ma anche se sono lontana cerco sempre di partecipare e consigliare, è la mia passione ed ho sempre l’occhio sulle novità, vivendo in Italia che ne è patria!

Un messaggio per i lettori del Piccole Magazine?
Essere onesti con se stessi e verso gli altri; e portare sempre rispetto.