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Josh Cavallo accusa il calcio “Minacce di morte perché sono omosessuale”

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 Josh Cavallo, primo calciatore a fare coming out, il 27 ottobre 2021, il centrocampista dell’Adelaide United abbatté un muro dell’omertà dichiarando la sua omosessualità: “Da quel momento mi sento veramente libero, senza bisogno di mentire o di dover vivere una doppia vita”.

Vive dell’altra parte del mondo ma ha origini romane e tifa la Juventus. Si è esposto pubblicamente sui social network, dichiarando apertamente la sua omossessualità e ricevendo sostegno e plauso dai big del calcio. Negli ultimi 3 anni Cavallo si è più volte pubblicamente esposto contro l’omobitransfobia nel mondo del calcio, criticando aspramente i mondiali in Qatar e applaudendo i non pochi calciatori che dopo di lui hanno trovato la forza per dichiararsi pubblicamente.  In questi anni svariati tifosi  omofobi hanno però continuato a portare avanti una campagna d’odio contro Josh a cui ha sempre ribattuto con coraggio, sostenuto dalla sua società che ha sempre condannato i cori allo stadio rivolti al calciatore, più volte precisando di lavorare insieme alla lega calcio australiana per identificare e perseguire i colpevoli: “Il Club si impegna a celebrare la diversità nel calcio e condanna fermamente questo comportamento che non ha posto nel nostro Club o nel nostro gioco” riporta un comunicato ufficiale della squadra “I tifosi che hanno violato questi standard saranno banditi dalle partite future. Ci uniamo a lui nel denunciare questi insulti, che non hanno posto nella società e non saranno mai tollerati dal nostro club”. Ma nel weekend Cavallo ha denunciato di aver ricevuto continue minacce di morte che l’hanno costretto a chiedere l’intervento della polizia. “A volte nella vita ci troviamo di fronte a delle sfide e quest’anno è stato il mio turno“, ha scritto sul proprio profilo social Cavallo, da tempo fermo ai box. “Essendo assente dal calcio a causa di un infortunio di lunga durata, il rumore esterno è stato presente e inevitabile durante questo lungo viaggio. Purtroppo ho ricevuto innumerevoli e infinite minacce di morte rivolte alla mia vita quotidiana e alla mia sessualità, a causa della mia assenza a livello calcistico. Non dubiterò mai della persona che sono diventata e continuerò a portare con me ciò di cui sono orgoglioso. Spero che nessun figlio o figlia debba mai vivere questa esperienza. È oltremodo ignobile. È così triste che nessuno ritenga queste persone responsabili. Bisognerebbe investire molto di più in strutture di prevenzione ed educazione contro l’omofobia. Per la mia generazione e per quella successiva, non dobbiamo mai perdonare questi atteggiamenti. Queste persone devono essere punite penalmente“, ha concluso Cavallo, che da sempre sogna di mettere la maglia della nazionale australiana a un mondiale di calcio. I mondiali del 2026, in cui Cavallo potrebbe indossare la maglia della nazionale, si giocheranno tra Canada, USA e Messico, mentre quelli del 2030 tra Marocco, Portogallo e Spagna. Ma i mondiali del 2034 si terranno infatti in Arabia Saudita, paese in cui l’omosessualità è illegale e condannata con la reclusione, punizioni corporali giudiziarie eseguite in pubblico fino a giungere, nei casi più gravi, alla pena di morte. Dopo i mondiali della vergogna di Russia e Qatar, la FIFA ha nuovamente ceduto alle lusinghe economiche dei petrodollari, dimenticando i diritti. Sono tante le contraddizioni di questo sport.

“Il calcio è un gioco per tutti, non importa chi sei, di che colore è la tua pelle o da dove vieni. L’odio non vincerà mai” ha ricordato Josh.

FONTE IMMAGINE: https://sport.virgilio.it/chi-e-joshua-cavallo-primo-calciatore-coming-out-718238

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