Le drag queen androgine stanno pian piano affermandosi sempre di più nel panorama del mondo drag italiano, grazie anche al concorso a loro dedicato “Androgynous“, ideato da Revuelta Strass e Matteo Picasso. Oggi, intervistiamo uno dei nuovi organizzatori, il camaleontico 27enne triestino Simone Bartalloni, in arte Spooky Doll, veronese d’adozione da un paio di anni. Simone è appassionato di musica, cinema fantasy e horror e teatro, in particolare di opera, operetta e balletti.

Intervista a Spooky DollBuongiorno Simone. Quando hai iniziato ad interessarti al mondo delle drag queen?
È un mondo che ho, fin da ragazzino, ho sempre trovato estremamente affascinante, accattivante e variopinto.
Man mano, mi sono avvicinato sempre di più, grazie anche alla conoscenza di ragazzi che già facevano le drag e che mi parlavano di questi personaggi variopinti, molto buffi, scherzosi ma anche impegnati nel sociale e vicini alle varie comunità Lgbt delle varie Regioni.

E quando è nata Spooky Doll?
Il personaggio della drag queen è nato nel 2012 ma all’epoca ero completamente diverso da quello che è il mio personaggio attuale, c’è stata un’evoluzione e, dopo uno studio su quello che sono i personaggi della cinematografia e letteratura ed espressionismo tedesco, un paio di anni fa è nata Spooky Doll.

Spooky Doll si rifà quindi a personaggi oscuri, dark, alienati e che vivono in mondi distorti ed estremamente cupi. E’ una caratteristica non comune in una drag queen, di solito più colorata e “chiassosa”.
Ma sai, in realtà, gli spettacoli che propongo al pubblico sono diversi, dipende da chi ho davanti. Magari nelle discoteche faccio per lo più spettacoli di playback e balletti su musiche house e commerciale, quindi show energici, carichi e allegri. Poi, a volte ho lavorato anche a compleanni di bambini e chiaramente per loro ho preparato spettacoli, buffi, colorati e divertenti. Se no faccio cabaret e monologhi: avendo un parterre molto vario di spettacolistica riesco a soddisfare diversi tipi di pubblico.

Intervista a Spooky DollUna drag androgina cos’ha di diverso rispetto alle classiche drag?
E’ un personaggio estremamente curioso, perché mixa quelle che sono le caratteristiche maschili e quelle femminili, appunto l’androginia. Le drag androgine sono personaggi versatili, perché possono portare in scena uno spettacolo della prima Mina, come ad esempio “Renato, Renato”, fino a uno spettacolo su musiche death-metal e hard rock.

Prima accennavi all’impegno sociale…
Si perché per me la drag queen, oltre ad essere un personaggio che fa spettacolo, deve essere anche impegnata nel sociale, ergersi ad esempio e baluardo per tutta la comunità Lgbt e aiutare le persone che magari hanno difficoltà emotive o in famiglia. Insomma, dovrebbe essere un punto forte su cui la comunità può appoggiarsi.

Torniamo a parlare del tuo personaggio Spooky Doll. I tuoi accessori e vestiti sono sempre molto particolari. Li realizzi tu?
Alcuni li realizzo io, altri, se di fattura più elaborata, me li faccio realizzare, sotto mie direttive, da altri stilisti o sarti. Io disegno i bozzetti e poi li propongo.

Hai qualche artista di riferimento a cui ti ispiri per i tuoi show?
Non ho artisti di riferimento, io voglio essere un personaggio originale. E’ chiaro che le esibizioni di qualsiasi artista sono influenzate da un certo background culturale, come per me può essere l’espressionismo tedesco, ma un conto è essere ispirati da qualcuno o qualcosa e quindi avere un punto di partenza, un conto è l’emulazione del personaggio di un altro artista. Dietro ogni mia performance c’è tanto lavoro, come penso per ogni drag queen: ognuna di noi vuole dire qualcosa in scena, non sono solo sgambettamenti sul palco frivoli e privi di senso. Ogni spettacolo ha un suo perché.

Tu sei tra gli organizzatori di Androgynous, il concorso nazionale per Drag Queen che fanno parte del mondo androgino. La finale nazionale è vicina e si terrà sabato 10 novembre al Teatro Alberti di Brescia.
Sicuramente la serata sarà molto, molto interessante. Tutte le concorrenti sono validissimi personaggi, ognuna con le proprie peculiarità e caratteristiche, quindi sarà una bella lotta per la corona!
Purtroppo in Italia la figura della drag queen androgina ancora non è vista come artista al 100% , è un po’ tenuta in secondo piano e non sufficientemente considerata.
Con questo concorso abbiamo voluto dare risalto particolare a questo mondo perché è molto variopinto, affascinante e molto vario. Per dire, c’è molto di personale in una drag androgina e Spooky Doll è una proiezione esasperata di me Simone “normale”.

Prima di salutarci, ti chiedo se hai un desiderio che vorresti realizzare.
Vorrei avere un mio locale dove lavorare, come magari fa Madame Si Si all’Art Disco Club di Desenzano.
Sarebbe un coronamento di tutto il lavoro che ho alle spalle e di quello che ci sarà in futuro: l’obiettivo finale del mio percorso e delle colleghe drag con cui collaboro è creare una realtà unita di personaggi con la stessa linea di pensiero.


Grazie a Simone Bartelloni, in arte Spooky Doll. Vi ricordiamo che la finale nazionale del concorso Androgynous sarà trasmessa in diretta streaming sul sito di Piccole Magazine Tv.

 

Intervista Spooky Doll