Oggi va molto di moda dire che siamo gay friendly e di mentalità aperta. I fatti però, dimostrano che non è assolutamente vero per tutti e chi lo dice, parla sapendo di edulcorare la realtà con una buona dose d’ipocrisia.
Ne è prova la morte del trapper portoricano 24enne Kevin Fret, gay dichiarato e freddato venerdì 11 gennaio con 8 colpi di pistola mentre era alla guida della sua motocicletta nella capitale San Juan.
Kevin Fret era salito al successo pochi mesi fa con la canzone “Soy Asi” ed era molto conosciuto per le sue battaglie contro l’omofobia e gli stereotipi di genere.
Evidentemente, il suo modo di essere e la sua voglia di esprimersi hanno dato fastidio ai tanti omofobi ancora  fortemente radicalizzati nell’isola caraibica. Infatti, è da rimarcare come Porto Rico, nelle ultime settimane sia coinvolta in un’escalation di violenze ai danni della comunità LGBTQIA.
In merito a questa terribile vicenda, abbiamo intervistato Regina Satariano, responsabile del Consultorio Transgenere e Vice Presidente dell’ONIG nonchè personalità di spicco e di riferimento della comunità Lgbt italiana.

Venerdì scorso si è verificato l’ennesimo omicidio omotransfobico, a pagarne il dazio il trapper sudamericano Kevin Fret. Come ti senti alla notizia?
La notizia mi sconvolge. Rimango sbalordita perchè questo odio transomofobico coinvolge tutto il mondo, non sono la comunità arcobaleno.
In Kevin Fret ho visto un ragazzo che si esprimeva con tutto il suo colore, la sua passione e con la sua bellissima voce trasmettere speranza e messaggi inclusivi di parità.
Tutti possono in qualche modo tapparci la bocca e forse reprimerci ma la musica funziona, la musica rimane e ci insegna che va anche oltre i messaggi d’odio.

Fare coming out è ancora vissuto come un momento difficile?
Gli omosessuali lo fanno già nel momento in cui decidono di essere se stessi. Capisco che molti ragazzi gay lo fanno solo all’ultimo momento, quando sono davvero determinati. Perchè se farlo significa mettersi in condizioni di pericolo, beh, io a questo punto non so neanche se è giusto insistere perchè lo facciano.
Certo, chi è nel mondo della comunicazione deve farlo perchè fa capire a tutti che non c’è nulla di strano o diverso ma i facinorosi ci sono sempre e bisogna stare attenti.

Persone come Kevin Fret che era un cantante ed è stato ucciso a causa della sua omosessualità.
Non immaginavo che questo potesse succedere anche nella musica. E’ sempre stata immune a questo e di solito gli artisti sono visti con tolleranza in tutte le loro esternazioni o quasi. Il fatto che l’odio sia arrivato anche in questo settore fa paura.

Intervista a Regina Satariano che ricorda KEVIN FRET, cantante ucciso per omofobiaMa possibile che nel 2019 si debba ancora aver paura di vivere alla luce del sole il proprio essere?
E’ inconcepibile che ci siano ancora così tanti Paesi dove si viene uccisi per la propria opinione, orientamento o identità sessuale.
Io non ho parole perchè siamo andati su Marte, stiamo cercando mondi lontanissimi e diversi dal nostro eppure qui abbiamo ancora situazioni di totale ignoranza e restrizione mentale.
Mi riferisco a leggi di Stati che ancora ammettono che chi viene considerato “diverso” dal pensiero comune venga ucciso. Basta pensare per esempio ai Paesi Arabi che prevedono la pena di morte per le persone omosessuali, o la Russia e altri Stati che mettono in galera anche solo per l’orientamento.

Tutti Paesi con cui l’Italia è in rapporti economici importanti.
Si ed è impensabile che ciò avvenga in Stati con cui l’Italia ha rapporti commerciali di milioni di euro e che non si riesca a fare una legge in cui si dica semplicemente di rispettare i diritti reciproci. Di questo c’è da spavantarsi perchè significa che ormai, nei rapporti, prevale solo la parte economica e non la parte umana.

Ci sono azioni concrete che possono cambiare queste condizioni di omo e transfobia dilaganti?
Le azioni sono purtroppo locali, a livello nazionale la legge è incompleta. In Paesi dell’est hanno tolto la pena di morte e hanno inserito quella sulla tolleranza, ma questa è soggettiva; serve cultura, informazione, bisogna parlarne e normalizzare ciò che normale è. Bisogna che si capisca che non c’è nulla di male nell’essere se stessi, anzi, ci avvantaggia rispetto al nasconderci. In Italia siamo in una via di mezzo, c’è tolleranza ma c’è anche tanta gente che soffre e che non è in grado di parlarne perchè viene cacciata di casa o vive una violenza da parte di amici e della scuola.

Come ci si può comportare in questi casi?
Bisogna essere forti e capaci, serve uno scudo che però non tutti sono in grado di avere; tanti hanno bisogno di essere rassicurati. Non è tutto oro ciò che luccica ma posso dire che siamo in una buona direzione.

Regina, hai un ultimo pensiero da aggiungere?
Io sarò molto felice nel momento in cui non ci sarà più bisogno di definire la parola omosessuale, transessuale e via dicendo. Sarò felice quando si parlerà solo di PERSONE, a prescindere dall’orientamento e dall’identità di genere che fa parte del proprio essere. Sarò felice quando le persone saranno valutate in base alla loro capacità di ragionare e costruire, di lavorare e dare il massimo, indipendentemente dal fatto che siano etero, gay, trans o no gender.
La persona va messa su un piedistallo con tutti i suoi pregi e difetti, senza far riferimento nemmeno al genere, solo così saremo tutti uguali. Per questo, servirà ancora tanto tempo ma forse allora avremo raggiunto la parità in tutti i sensi.

Riposa in Pace Kevin Fret.
Grazie Regina Satariano per le tue preziose parole e a presto.

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