Miss Sarah Avolio

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Oggi vi presentiamo la vincitrice del premio “Miss Critica” al concorso di Miss Trans Europa 2018: la bellissima Sarah Avolio. Già intervistata da noi qualche tempo fa, come sempre, è stato un piacere parlare con lei delle sue emozioni ed esperienze.

Buongiorno Sarah e complimenti per esserti aggiudicata il premio Miss Critica. Come ti senti?
Mi ritengo molto soddisfatta del risultato, anche se è stato inaspettato. Veramente nemmeno mi aspettavo di rientrare nelle prime, poiché comunque la concorrenza era tanta. Tutte le concorrenti erano belle.
Sono ancora emozionatissima: non credevo di arrivare come finalista insieme a Sara Finizio E’ sempre bello partecipare a un concorso come questo.

 


Miss Trans Europa è una bella vetrina.
Si, lo è, visto gli obiettivi che mi sono fissata, con molti media presenti. Sono contenta ma anche tesa perché nei giorni che hanno preceduto la sfilata e il concorso, si sono presentati i soliti inconvenienti dell’ultimo minuto. Questi hanno fatto diventare la prova ancora più difficile per me moralmente, ma emozionanti.
Lo scenario di Cinecittà World è stato fantastico, sublime, meraviglioso. La gente che ci ha visto e ci fermava per fare le foto con noi, acclamandoci, meraviglioso. Ricevere sorrisi gratuiti e solidarietà ci ha rallegrato.

Le tue parole esprimono davvero entusiasmo!
E’ stato un bel concorso. Mi ha portato molte soddisfazioni, e me ne sto prendendo tante. Molte persone si stanno infuriando nel scoprire il mio passato, con grande ipocrisia. Da un lato mi stanno chiudendo porte in faccia, dall’altro ricevo apprezzamenti. Sono orgogliosa di quello che sto facendo. Mi sto muovendo ancora di più come attivista, sperando di alzare un grande polverone e aiutare le nuove leve di domani.
Sono un po’ stufa di essere etichettata come la trans “mignotta”. Faccio un lavoro di immagine e come tale è criticato, ma non sono mai scesa a nessun compromesso perchè non mi piace essere presa per quella che non sono.

Cosa ti ha spinta a partecipare al concorso quest’anno?
Era da tanto tempo che non partecipavo a un concorso di questo genere. Il motivo in più è stata la forte stima che provo verso Stefania Zambrano. Essendo oramai conosciuta da riviste del settore e dai social network, guardando i suoi contatti ho visto che quest’anno i giornali si sono accaniti sul suo discorso dell’adozione per noi della comunità LGBTQA. Fa sempre piacere saper che c’è chi ci ascolta e ci fa piacere farci “sentire” a 360 gradi.
Comunque, sono arrivata a Stefania Zambrano grazie a Loredana Rossi. Associazioni come la sua rendono ancora più forte e libero il concorso. Questa è l’Italia che vuole emergere, fare boom, che unita potrebbe avere molto di più. La stessa Italia che però, purtroppo, ci sotterra.

In che senso?
Parlo da attivista: io preferisco sempre dare un’occupazione alle trans che fanno delle scelte. Anche se veniamo buttate fuori di casa, possiamo emergere e vivere, non ci dobbiamo abbattere. Purtroppo, il mondo lgbt a tutto tondo è visto con paura, perchè sembra porti solo guai, malattie e trasgressione e noi, per quanto possiamo anche essere tutto questo, siamo in primis essere umani e non dobbiamo essere emarginate.
L’unione fa la forza. L’unione fa rumore. L’unione fa significare che noi esistiamo e quindi, come esiste il resto del mondo, esistiamo anche noi. Avere un lavoro e stabilità è importante. Non trovare o peggio, perdere il lavoro perchè si è transessuali, come è capitato anche a me, non è bello per niente.

Arrivare in finale, dicevi, è stato inaspettato perchè la concorrenza era agguerrita.
Non eravamo tantissime ma comunque tutte di bella presenza, giovani ragazze di età differente rispetto a me e ognuna con una storia e una formazione alle spalle. Ognuna di noi aveva la propria eleganza, il proprio stile e naturalezza.
Sorrisi, lacrime, tensioni, personalità, carattere, storie, estro voglia di vivere hanno dato voce a tutto ciò che ci è mancato e io sono diventata portavoce di tutte. Ho cercato di esprimere e mettere in mostra i lati più forti del mio carattere e del mio aspetto, cercando il miglior compromesso possibile senza eccessi. Ho conosciuto persone stupende, con storie forti alle spalle. E io ho portato le mie “vanità” perchè fanno rumore e discussione, e in questo momento posso permettermi di rimettermi in gioco.

Il rapporto tra voi Miss in gara come è stato? Un po’ pepato o sereno?
Noi ragazze nel dietro le quinte parlavamo, ci confrontavamo e aiutavamo l’una con l’altra; e pensare che nemmeno ci conoscevamo! Io sicuramente sarò passata per la più snob, l’ammetto, ma sol perché nella testa avevo altre cose che facevano “a botte”: vista la mia età avevo preoccupazioni diverse da una di 20 anni.

Come parlavamo poco fa, Miss Trans Europa è stato dedicato quest’anno alle adozioni trans, quale è la tua posizione a riguardo?
Io sono favorevole all’adozione alla comunità LGBTQA. Spero che si dia questa possibilità a tante persone che hanno il desiderio e la possibilità di diventare chi mamma e chi papà, senza stare a guardare se queste adozioni saranno composte da due figure femminili oppure due maschili. Un bambino ha bisogno di educazione, rispetto e tanto amore, queste sono le prime cose. Farlo crescere come un vero principe/ssa, fargli le coccole e impartirgli il rispetto verso il prossimo, aiutano a formare nel miglior modo una persona educata e corretta, con valori di vita.

Sinceramente, la cosa primaria è dare la possibilità a noi trans di un’integrazione totale a tutto tondo soprattutto per quando riguarda un lavoro e le possibilità di emergere nelle vita sociale, per far si che possiamo crearci una vita nostra: studiare, avere una casa ,formare una famiglia…tutto quello che manca alla maggior parte di noi.

In generale, pensi che questi concorsi possano essere una buona vetrina per far conoscere al pubblico un lato vostro che non fa “paura”?
Questo è un punto molto importante ma anche un punto difficile perché viviamo in uno Stato dove le comunità LGBTQA sono viste un po’ come un tabù e questo vale soprattutto per le trans. Sicuramente, il pubblico ancora non è del tutto pronto a un concorso a tutto tondo a livello nazionale, soprattutto in diretta tv o altre piattaforme, a differenza di altri Paesi dove i concorsi vengono trasmessi in TV nazionali e internazionali, come ad esempio Miss Queen in Thailandia prendi l’evento Miss T World in Thailandia.
Comunque,come dicevo, la comunità trans è vista ancora dai più come un qualcosa fuori dalle regole della vita quotidiana, una trasgressione.

Sarah Avolio, c’è qualcuno che vorresti ringraziare?
Vorrei ringraziare in primis l’organizzazione: Stefania Zambrano, Sofia Mehiel, Ciro Muoio, Mary Sommella, Patrizia Iulio, Lorena Arenas, Marcello Zanfagna, lo sponsor Piccole Trasgressioni e Piccole Magazine Tv, i vari centri sociali delle comunità e la mia famiglia, che anche se non presente, mi è stata vicino moralmente.

E’ bello che hai avuto il sostegno della tua famiglia.
Si, ci siamo sentiti per telefono durante il concorso e davo gli aggiornamenti ai miei familiari, i miei amici e tutti quelli che hanno creduto in me e nelle mie capacità. Il loro sostegno mi ha fatto andare avanti e sono stata in grado di vivere questa esperienza con molto piacere: la mia vittoria era già questo.

Quale è la cosa che ti è piaciuta di più del concorso?
Ce ne sono state diverse: la location di Cinecittà World…un’emozione mai provata in nessun’altra manifestazione. L’atmosfera, l’adrenalina messa da Stefania Zambrano quando ha iniziato a chiamare le finaliste…che dire? Bello, bello non so descrivere questa emozione, la vorrei provare altre 1000 volte!

Un’altra cosa che ho apprezzato tanto è stato il momento in cui l’organizzatrice ha passato la corona dalla Miss attuale alla nuova Miss: mi ha fatto salire l’adrenalina quando mi hanno incoronato su un palco maestoso come quello di Cinecittà World. Mica succede tutti giorni tutto questo, credetemi…qui in Italia (ride).

Questo dimostra che ci sono ancora persone, come quelle da te menzionate, che credono in questi eventi e li creano, per regalare un sogno.
Si e “speriamo” ce ne siano ancora tanti di questo alto target, grazie anche all’ospitalità della capitale, dove le persone ci hanno potuto osservare come delle vere Miss. E’ stata un’esperienza unica che mi ha portato capire di volere essere ancora più presente nei prossimi eventi, visto gli oneri che devo portare come portavoce di questo mondo difficile che è quello transgender MtF.

Infine, Sarah, lasciaci con un tuo commento sugli “addetti ai lavori”.
Stefania, oltre essere organizzatrice, sembrava la mamma di tutte noi, cercava di metterci a nostro agio, non facendoci mancare nulla.
Ciro è stato un’ottima spalla come presentatore, ho scoperto una splendida voce da cantante neomelodico che con il lancio del cd mi ha fatta sciogliere: mi rispecchia molto.

Patrizia è un’eterna miss: sotto un’apparente presunzione è invece una bomba di umiltà, sempre a disposizione per tutte noi.La make up artisti Lorena, che ha “subito” i nostri scleri dietro le quinte, truccandoci una ad una.
Infine Sofia: beh, che dire di lei. E’ una presentatrice fantastica, un’artista a tutto tondo, poi con lei sarei di parte, potrei dire troppo solo perché siamo amiche ma lei è “tanta” in tutto, senza mezze misure!

Grazie per questa bella intervista alla Miss Sarah Avolio e a presto!

 

 

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Potete vedere il reportage di Miss Trans Europa 2018 sul sito Piccole Magazine Tv.