Com’è nata la passione per fare la birra?
E’ nata da un amore per il prodotto, che ho voluto fabbricare acquistando un kit per fare personalmente la birra.
Poi tutto il progetto si è evoluto quando ho lavorato presso un importatore di birra.

Com’è nata la Birra Frara?
Ho consolidato la mia esperienza ed ho iniziato a vendere la birra con un furgone.
Nel 2012 ho aperto il primo negozio in via Carlo Mayer.
All’inizio è stata veramente dura, ma poi lentamente si è imposta la mia proposta.
Finalmente, tre anni fa ho trovato l’attuale ubicazione.
Quest’ultimo locale, consolidando il successo, ha una squadra di sei ragazzi che collaborano con me.


Recentemente ti sei manifestata nel tuo genere di donna, come l’hanno recepita i tuoi clienti?
Bene, perché sono stata serena, decisa e lucida, ma soprattutto mi sono espressa dopo avere ponderato lungamente e attentamente questo passaggio.
Sono riuscita a fare capire la cosa così com’era: spontanea e naturale.
Pure la mia famiglia ha avuto una reazione positiva.
Ho preparato evidentemente, le condizioni in modo giusto senza improvvisare nulla.

Secondo te, cosa si può fare per combattere l’omo-transfobia?
Occorre superare la paura del mondo.
Nel mondo trans occorre comprendere che bisogna integrarsi in modo naturale; non cercare di cambiare la mente delle altre persone.
L’ostentazione è pericolosa e gli urti di petto contrappongono pericolosamente.
Non c’è bisogno di fare rumore ma occorre saper camminare in punta di piedi.

Come vivi la sensualità e la disforia di genere?
Non mi piace mettere la mia vita troppo in luce.
Ma visto che mi viene chiesto cercherò di rispondere.
E’ importante una precisazione preliminare perché ho sempre cercato di vivere nello stesso modo in cui mi manifesto.
Da uomo mi piacevano le donne; ora da donna continuano a piacermi le donne.
Certamente sono lesbica, come tante donne.
Io sono fatta così: il mio genere e la mia sessualità sono diverse.

Quando hai cominciato a sentirti così?
La prima volta a 15/16 anni, complice la curiosità.
Non avevo una disforia di genere prepuberale, che negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente.
La bellezza ideale è quella della trans e ho capito che volevo diventare così.
Ho sempre avuto fidanzate ma poi è sempre finita.
Oggi non ci sono più sorprese e chi mi vuole trova quello che vede.

Ora mostraci le birre di tua produzione.
Ne produco sei ed ognuna ha un nome collegato alla città di Ferrara.
Le prime che ho fatto sono “Hydra” e “Eretika”, che si ispira al Savonarola, l’altra è il simbolo della contrada di San Giorgio, che è la mia.
La “Boia” è ispirata alla Casa del Boia di Ferrara.
La “Lucretia” è ispirata alla figura di Lucrezia Borgia.
La “Lima” , che in ferrarese significa la sbronza, ha un nome più complicato perché l’ho tratto dallo strumento con il quale i prigionieri avrebbero voluto uscire dalle sbarre; è una birra che aiuta a fuggire..
L’ultima nata è la “Hydra Pills” ed è stata quella più difficile da fabbricare perché essendo la più semplice non aveva una precisa identità, che io comunque volevo imprimerle.
Oltre alle sei birre di mia produzione, i miei clienti possono degustare due birre ospiti che vengono selezionate a seconda della stagione, poi naturalmente, abbiamo una ricchissima selezione in bottiglia.

Parlami ora della cucina locale.
La cucina è concepita con gli stessi programmi della birra: qualità.
Verdure, carni, hamburger, fritti, con dolci preparati in loco.
Qui si parte dalla birra, poi si abbina il cibo, quindi l’attrice della tavola e la domina del menù è lei.

Il tuo locale è citato dalla guida delle birre di Slow Food, com’ è arrivato li?
L’iniziativa è partita da loro che fanno il censimento delle birrerie.
Vengono ad assaggiarle e se superano certi parametri accedono alla loro guida.
L’”Eretika” ha vinto due volte e “Hydra” una , così pure la “Boia” e sono diventate a pieno titolo Grandi Birre.
Oggi ho cambiato sistema, non faccio più bottiglie e “La Gran Birra Frara” si beve solo nel locale.

Dopo questa intervista non resta che andare ad assaggiare tutte le prelibatezze che Marcella ci offre nel suo locale.

Potete vedere la video intervista integrale di Marcella Colombari sul nostro sito.