Raffinata, bellissima e con una sensiblità fuori dal comune: abbiamo intervistato per voi Fabiola Fontana, vincitrice della corona di Miss Trans Italia per la sezione SudAmerica nel 2016.

Ciao Fabiola, ti va di raccontarci un po’ di te?
Ciao a tutti voi. Mi chiamo Fabiola, ho 29 anni e sono una ragazza brasiliana di Salvador de Bahia. Vivo in Italia da molto tempo però, la considero come la mia patria del cuore. Ho appena finito la scuola di make up-artist e l’anno scorso ho vinto la corona di Miss Trans Italia SudAmerica.


Una bella soddisfazione. Che cosa ha colpito la giuria di te?
Sicuramente la bellezza è la prima cosa che colpisce. Ma se si riesce a non far vedere il proprio nervosismo e a dare un’immagine tranquilla e sicura, a far uscire insomma “la regina” che è in te, il gioco è fatto. Di solito, la concorrente più tranquilla è quella che vince, perchè trasmette serenità.

Non solo belleza dunque, serve anche personalità.
Certo, personalità e una bella postura, eleganza e un buon carattere. Bisogna sapere dare una immagine pulita e credibile perchè chi vince rappresenta un collettivo.

 

Tu che tipo di persona sei nella vita privata?
Sono una ragazza molto sportiva, mi piace fare palestra, viaggiare, tenermi informata…chiacchierare con le amiche; cose semplici.  Nella vita privata sono tranquilla perchè, pur non ritenendomi un personaggio così importante, come Miss ho la responsabilità di dare del mondo trans una visione pulita e positiva.

In che senso?
Viviamo in una società che non da fiducia e crediblità alle trans, spesso accostate solo al mondo della prostituzione o a fatti brutti di cronaca. Attraverso i concorsi invece abbiamo la possibilità di far vedere che non tutte le trans sono così; la maggior parte di noi sono ragazze eleganti, intelligenti e capasci. Fare vedere che riusciamo ad emergere in altri contesti è importante.


Si sente che ti piace molto il mondo dei concorsi. Un loro pregio e un loro difetto?
Si amo i concorsi, fin da quando ero bambina. Mi piace la passarella, indossare begli abiti, le urla del pubblico. In quei momenti ognuna di noi si sente una regina.
Non trovo veri e propri difetti…mi dispiace un po’ quando finisce tutto perchè durante il “periodo di confinamento” del concorso si fanno nuove amicizie e quando si torna a casa è come se finisse un po’ il sogno, tornando alla propria quotidianità.

 

Non dirmi che non hai mai visto rivalità o qualche piccolo sgarbo tra miss…
(ride). Beh, qualcuno si, ma credo che in qualsiasi concorso e non solo, succeda, è normale. Alla fine si tratta di una gara, ci si mette tutte alla prova e a confronto con le altre e quindi a volte ci sono quelle che si fanno prendere più dal nervoso, si è sotto stress.

Come ci si prepara ad un concorso?
Si inizia a prepararsi almeno un mese prima. Si creano o scelgono i costumi con cui partecipare…ci si mette a dieta. Devi arrivare il giorno della gara il più in forma e snella possibile, alla fine si è li per vincere e devi essere al massimo!

Quando hai deciso di partecipare al tuo primo concorso?
Il primo concorso in realtà è nato per scherzo. Abitavo ancora in Brasile ed ero ad una festa tra amici e ci è venuta l’idea di vestirci tutti da donna, per poi eleggere la più bella.
Il concorso ufficiale vero e proprio invece è stato quello di Miss Trans Universo a Perugia; li mi ha incoraggiata una mia amica d’infanzia a partecipare…e sono arrivata terza!


Da lì hai partecipato anche ad altri poi.
Si, ho partecipato a Miss Trans Lombardia, al locale Nuova Idea, poi ho partecipato a Miss Trans Europa arrivando al terzo posto ma vincendo la fascia di Miss Eleganza.
Ho partecipato anche per due volte a Miss Trans International a Barcelona, in Spagna, dove ho vinto con il “best costume national”, un vestito tradizionale che rappresenta la cultura di chi lo indossa.
Ho anche partecipato come staff a Miss T World, organizzato da Brenda D’Ponde, lei è la stilista che mi ha vestito in tutti i concorsi a cui ho partecipato, è una mia grande amica. Ho aiutato le ragazze dando loro consigli e dritte su come fare colpo sulla giuria, tra le altre cose.

Infine sei diventata reginetta a Miss Trans Italia per la sezione SudAmerica!
Si, è stata una grandissima soddisfazione ed emozione. Parteciperò anche come ospite anche alla nuova edizione che si terrà il 13 ottobre, dove incoronerò la nuova Miss. Cercherò di dare il mio contributo dando l’immagine migliore di me, sia esteticamente che a parole.

Un giorno credi che smetterai di partecipare a concorsi di bellezza?
Guarda, ho sempre fatto concorsi di bellezza, è un costesto che è sempre stato presente nella mia vita. Pensa che la prima volta che mi sono vestita da donna è stato ad un concorso di bellezza, in Brasile. Mi piacerebbe continuare, ancora, magari anche dietro le quinte, chissà.

Interessante, prima non ti eri mai vestita da donna?
No, il concorso è stato un punto di partenza, il momento in cui ho capito di volere fare questo percorso. Non è facile avere un corpo in cui non ti riconosci, sapere che non sei come la società e la famiglia vuole che tu sia.
Di solito, ti rendi conto di “essere diversa” in una età in cui non hai le idee ben chiare. Allora capisci che non sei quella persona che tutti si aspettano tu sia, ma non sai neanche di essere quella che poi diventerai. Io l’ho capito quando ho visto il mio primo concorso di bellezza.

Quale è stato, quanti anni avevi?
Avevo 16 anni, ero in Brasile e partecipai ad un ballo di carneale. Era la prima volta che uscivo da sola e quella sera eleggevano la regina trans del carnevale.
Io non avevo mai visto una trans, e quando le vidi sfilare in passerella chiesi ad un mio amico perchè sentivo commenti che le prendevano in giro. Non capivo, perchè tutte le ragazze erano belle. Lui mi spiegò che non erano donne ma ragazze trans. Fu una rivelazione.

E cosa facesti allora?
Mi avvicinai a una di loro e le chiesi se era vero. Lei inizialmente mi rispose un po’ fredda, forse credeva che anche io la volevo prendere in giro, ma quando le spiegai che facevo domande perchè volevo diventare anche io così come loro allora abbiamo fatto amicizia. Lei mi ha poi insegnato a prendere gli ormoni e a diventare come volevo.


La tua famiglia come ha vissuto il tuo essere transgender?
In famiglia non mi avevano mai fatto domande se ero gay, perchè più o meno vedevano che ero femminile, appariscente e scherzosa fin da piccola….la personalità era quella e portavo amici gay in casa senza problemi. La mamma ha sempre visto che ero diversa dai miei fratelli. Dico di lei che è una donna eccezionale, perchè quando scoprì che avevo il seno a causa degli ormoni – che prendevo di nascosto – non mi cacciò di casa, come temevo, ma mi ha rassicurata e accettata come ero. Non era delusa da me, ma dispiaciuta per perchè sapeva che avrei sofferto molto. Ricordo che mi chiese perchè non mi accontentavo di restare come i miei amici gay, ed io le spiegai che a me non bastava andare con gli uomini, io volevo essere una donna a tutti gli effetti per essere felice.
Lei quindi ha voluto che io facessi quello che volevo. E’ stata meravigliosa, tutto quello che sono lo devo a lei, sono stata fortunata.

E i tuoi fratelli invece?
Quello che ha fatto più fatica ad accettarmi è stato mio fratello più grande. Abbiamo pochi anni di differenza ed i suoi amici lo prendevano in giro a causa mia. Poi, dopo qualche anno, la situazione si è tranquillizzata e siamo tornati in ottimi rapporti.

E’ difficile farsi accettare come transgender? Come vivi la tua situazione?
E’ sicuramente difficile guadagnarsi la fiducia delle persone, che fanno fatica ad accettare il tuo cambiamento. Ma tutto dipende dal mondo di fare: se ti fai conoscere per quella che sei, comportandoti in modo corretto, allora ti danno spazio, e spesso restano sopresi perchè non si immaginano che dietro una ragazza trans c’è in realtà una normalità che non si aspettano.
Verso le trans spesso c’è più aggressività e preconcetti ma, ripeto, se fai vedere di essere una persona integra, alla fine la fiducia arriva. Certo, la situazione è sempre molto difficile da vivere, la battaglia per farsi accettare davvero è lunga.

E’ uscita da poco in Brasile una legge dove un giudice convalida la sentenza di una psicologa che ritiene l’omosessualità una malattia.
Si, una cosa assurda. L’omosessualità non è una malattia, vedere negli anni 2000 che la propria identità sessuale sia motivo di discussione tra medici e politici è terribile.
Sono le azioni che contraddistiguono una persona, non i gusti sessuali o cosa piace fare a letto nella sfera intima. Ora ci sono ancora più preconcetti e ancora meno accettazione. Penso anche ai bambini, che magari si trovano a vivere una situazione di incertezza sessuale, quanto li farà soffrire questa cosa. Invece di fare passi avanti si è tornati indietro.
Quando questa legge è andata in vigore, molti artisti brasiliani si sono fatti avanti con video per cercare di bloccare questo orribile messaggio, perchè un essere umano è sempre tale, non deve essere giudicato dalla società per le sue scelte sessuali .
Tutto dipende dall’eduacazione che si da ai bambini, se tu fai capire loro che la diversità è normale loro cresceranno senza preconcetti e pregiudizi e diventeranno adulti di mente aperta e rispettosi delle vite altrui.

Che obiettivi hai per il futuro?
Come miss mi sento molto fiera e realizzata, grazie alla visibilità che ho avuto tramite i concorsi. Sono stata anche ospite del noto programma tv Le Iene, una bella esperienza, magari si aprisse qualche altra porta in quell’ambito. Sono comunque una pesona molto creativa, mi piacerebbe lavorare nel mondo della moda e della bellezza: ma mi piacciono le sfide, sono aperta a tutte le occasioni!

 

 

 

 

 

 

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