Abbiamo incontrato il poliedrico Marco Spagna, meglio noto come Revuelta Strass, famosissima drag queen tra le organizzatrici del concorso nazionale ANDROGYNOUS, rivolto alle drag queen che fanno parte del mondo androgino. Revuelta Strass è appassionata di Raffaella Carrà, alla quale ha tributato anche un omaggio a teatro quando ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo, pratica pattinaggio artistico sul ghiaccio, ama viaggiare, la cucina, l’enogastronomia e le grandi Dive del passato. Conosciamola meglio.

Intervista a Drag Revuelta Strass
Buongiorno Marco, raccontaci chi sei.
Chi sono? Sono una persona e sono un personaggio drag queen che fa parte dei riflettori e dei bagliori del palcoscenico, dei lustrini e delle pailettes.
Il personaggio di Revuelta Strass è nato tra il ’98 e il ’99 a Madrid, in Spagna, un po’ per gioco e un po’ per caso.
Ho iniziato a fare spettacolo per una questione di curiosità, sotto l’ala protettiva della drag madre Estrella Del Mar.
Era allora molto nota nelle scene nella movida madilena, ed, ahimè, oggi non è piu tra noi, pace all’anima sua
.

Come è nata la tua passione per il mondo drag?
Revuelta Strass all’inizio faceva parte di un duetto diventato poi trio, in cui c’erano la mora, la bionda e la rossa, una delle classiche figure del gruppo di spettacolo del cabaret derivante dagli anni ’70 prima e poi degli anni ’80 con i loro grandi lussi, le piume, i boa etc. Io sono sempre stata affascinato dalle grandi Dive del passato, glamour ed eleganti.

Glamour ed eleganza sono effettive caratteristiche dei tuoi spettacoli.
Io propongo al pubblico un genere di spettacolo molto variopinto, sicuramente glamour e reinventato sulle note e sulle corde del mio personaggio, ispirato ai grandi movimenti e alle grandi Dive hollywoodiane che hanno fatto la grande storia del cinema e che in quegli anni avevano grandi abiti.
Oggi, alcune di queste Dive sono morte, altre sono ancora tra noi. In generale mi ispiro a personaggi come Cher, Jane Fonda, Patty La Belle e Diana Ross; ho delle “punte” che spaziano come repertorio dagli anni ’20 e ’30 fino alle grandi cantanti spagnole e sudamericane, tipo Estrella Ravalle. E non dimentichiamoci della grandissima Raffaella Carrà!

Raffaella Carrà è amatissima in anche in Spagna, ora che mi ci fai pensare.
Si, e peraltro è stata recentemente insignita proprio in Spagna dell’onoreficenza di Dama dell’Honor Civil, appunto pechè è molto adorata. Lei e i nomi citati prima, sono le mie grandi muse ispiratrici.

Le Dive di quegli anni vestivano abiti stupendi. Quelli che indossi per i tuoi spettacoli, li realizzi tu o qualche stilista?
Il mio personaggio è effettivamente sempre super ingioiellato e inghirlandato in grandiosi abiti da sera.
Una parte li creo io e una parte sono realizzati da altri. Accessori e gioielli sono curati da miei fidati collaboratori che lavorano per me da ormai 10/15 anni. Per le parrucche, alcune le creo io, altre no.

Essere una drag per te cosa significa?
Significa essere un fuoco d’artificio scoppiettante che attrae l’occhio del pubblico e che porta in scena qualcosa di unico, che in quel momento deve far divagare il pensiero rispetto a quello che stanno vedendo le persone che assistono lo spettacolo.

Torniamo un momento a parlare dei tuoi spettacoli: possiamo dire quasi che sei stata una precorritrice nel tuo genere.
Il mio spettacolo non è mai volgare, può essere visto sia da adulti e da bambini e se voglio posso suscitare nel mio essere glam, elegante e “hollywoodiana” la statuarietà di un personaggio estremamente poliedrico e costruito su delle note che oggi sono quelle generali del mondo drag, ovvero essere ingioiellata e con un bel vestito.
Ma, come hai detto tu, quando ho iniziato a portare in Italia questa parte, c’erano ben poche persone che avevano questi connotati. E quindi, sul lato artistico, io sono il bagliore di quella pietra che attira la gazza ladra.
E sono altrettanto gazza ladra attirata dalle pietre! (ride)

Una drag androgina cos’ha di particolare rispetto a una classica?
Ha un mondo, un universo e una distanza. Nel senso che appartiene totalmente ad una entità di natura performante, appartiene totalmente a un connotato che può rifarsi vagamente a uno spunto femminile tanto a qualcosa di asessuato.
Non è solo questione di definizione sotto questo punto di vista, ma ovviamente la drag classica arriva molto più dal mondo del cabaret ed ha una derivazione storica del teatro “en travestie”.
La drag androgina, invece, è scevra da quello che è il mondo drag “per antonomasia”: è un performer che porta in scena elementi particolari, “cruenti”.

In che senso?
Nel senso che può avere uno spunto sotto il punto di vista della socialità, quanto sotto quello dell’horror, un po’ più “splatter” (diciamolo con le pinze): è un’impressionista. Ha un’espressione di una creatività che non si rifà a dei canoni standard ma è definita in un ruolo di soggettività, quando è ben caratterizzata nel ruolo androgino.

Intervista a Drag Revuelta Strass
Revuelta Strass, quanto lavoro e studio c’è dietro una tua performarce?
Ce ne è tanto, a partire dalla definizione e nell’accentuazione del testo, quando si crea un’enfasi che si vuole mettere intorno ad alcune parti e si da caratterizzazione e colore sotto il punto di vista vocale e tonale.
L’espressività è importantissima ma non mi stancherò mai ripetere, è fondamentale che una drag queen sappia fare il playback in modo impeccabile, rispetto al testo della canzone su cui performa.
Il look è la parte piu creativa dove si scatena la fantasia e può avere qualsiasi spunto o stimolo, da un tramonto, un colore, un fiore, un avvenimento della quotidianità.

Tu sei tra le organizzatrici di Androgynous, il concorso nazionale per Drag Queen che fanno parte del mondo androgino. In che cosa si differenzia dagli altri concorsi drag?
Prima non esisteva un concorso che si occupasse del mondo androgino e quindi io, Matteo e Dafne abbiamo voluto creare qualcosa di unico che riguardasse solo il mondo dei performer e degli androgini.
Questa “categoria” si stacca da quella classica drag, e abbiamo pensato fosse giusto avere qualcuno che valutasse e conferisse un premio a questo mondo un premio, perchè totalmente diverso e particolare.

Il concorso Androgynous come si struttura?
E’ strutturato con finali regionali divise per macro area: nord, centro e sud, con dei finalisti che arrivano ad una finale nazionale, rappresentati dalle madrine di riferimento. I finalisti si sfidano a loro volta in battaglie, fino ad avere alla fine un’unica vincitrice, fasciata e incoronata Miss Androgynus 2018.

Il futuro cosa ha in serbo per te? Che progetti hai?
Credo che forse un ciclo potrebbe concludersi a breve oppure potrebbe andar avanti. Progetti ce ne sono molti, ma fuori dall’Italia per lo più, anche se comunque avrò collaborazioni anche qui. Per il resto, abbiamo ancora qualcosa di “insabbiato” e segreto che non posso ancora svelare! (sorride)

Revuelta Strass, vuoi aggiungere qualcosa, a conclusione?
Si. Quello di fare bene ciò che si fa. Perchè ciò che è fatto bene e con passione origina un sentimento e un’emotività che poi vengono trasmesse al pubblico, senza il quale noi non esisteremmo.
Noi siamo personaggi, Revuelta stessa lo è; siamo entità fisiche ma virtuali che escono da armadi, bauli, scatole di gioielli etc e compaiono sotto i riflettori.
Ma, ahimè, così come sono comparse, queste entità, in maniera altrettanto “effimera ” scompaiono, lasciando dei ricordi belli, incisivi e unici nella mente e negli occhi del pubblico.

Una volta terminato lo spettacolo e la serata, è giusto che il personaggio scompaia e la persona invece continui a vivere in una vita fatta non di riflettori e pailettes, ma nella vita reale, perchè prima di tutto noi siamo persone, siamo uomini.

Grazie Revuelta Strass per questa bella intervista e a presto!