Gina Lellafrigida

conosciamo insieme la drag gina lellafrigida

intervista alla drag Gina Lellafrigida

Conosciamo meglio oggi la spumeggiante drag queen ligure Gina Lellafrigida, presentatrice del concorso “Ciao DragQueen“. Dietro il trucco e parrucco di Gina si cela Valerio, 38enne impiegato che si occupa di corsi di formazione, trasferitosi per studio e lavoro a Torino e con l’hobby per lo spettacolo. Quest’ultimo, l’ha coltivato anche attraverso studi di comunicazione e media.

Intervista alla drag Gina Lellafrigida
Buongiorno, quando hai iniziato ad interessarti al mondo dello spettacolo e delle drag in particolare?
Già da piccolo, sotto spinta di mia madre, ho iniziato a calcare qualche palcoscenico studiando pianoforte. Nonostante sia sempre stato estremamente timido, l’attrazione per le luci del palco mi è sempre stata chiara.
Nel tempo, ho studiato anche il mondo dei media e le tecniche di comunicazione radiofonica e televisiva tramite il mio percorso di studi universitari. Ho affiancato anche qualche corso di regia e montaggio video. Questa scelta nasce ovviamente da una forte passione per il cinema e il linguaggio audiovisivo.

Da questa tua passione è quindi nata “Gina Lellefrigida”.
Si, è nata proprio per “colpa” di questa passione (sorride). Sono stato coinvolto nel 2008 nel progetto LesArtistes del circolo Maurice di Torino (uno dei primi e più importanti circoli culturali a tematica LGBTQI e non solo di zona). Se inizialmente mi occupavo solo di riprendere gli show e realizzare dei trailer, pian piano ho cominciato a curare anche l’ambito delle prove, coordinando le drag queen del gruppo e la regia degli spettacoli.
Nel 2010, la defezione dal gruppo di alcuni membri mi ha portato a saltare dall’altra parte e mettermi in gioco come personaggio. Al tempo lavoravamo a uno dei progetti più ambiziosi e riusciti del gruppo: un musical drag di più di un’ora costruito sulla falsariga del capolavoro di Manzoni.

Bello! Come si chiamava?
“Le Promesse Spose”, in cui rivestivo i panni di Donna Rodriga. Il nome tradisce la passione per il cinema.. richiamando e parodiando il nome di Gina Lollobrigida. Negli anni mi sono messo in gioco partecipando a diversi concorsi. Sono sempre soddisfatto delle critiche ricevute anche quando non mi hanno portato al podio. Anche se, va detto, che un paio sono andati bene, dal momento che ho vinto il titolo di Drag per una Notte Italia nel 2013 e il titolo di Miss Drag Queen Emotion Italia 2018 (sorride).

Che cosa significa essere una drag queen, per te?
Per me Gina è l’occasione di tirare fuori una parte che, per motivi vari, Valerio contiene, soprattutto sul lavoro. Gina Lellafrigida è il suo lato più buffo, sfacciato e dinamico.
In generale, vedo il ruolo della drag come quello di un personaggio che nelle sue effimere apparizioni ha il compito di emozionare, divertire e far riflettere il suo pubblico.

E che tipo di pubblico va, al giorno d’oggi, a vedere uno spettacolo drag?
Il pubblico delle drag al giorno d’oggi è molto sfaccettato. Io amo molto lavorare in ambienti misti, ristoranti, pub, karaoke. In questi infatti si può interagire anche con famiglie e persone di ogni orientamento ed età. Il pubblico Lgbt che popola le discoteche ha un approccio più complesso con la realtà drag: molti le tollerano a fatica, soprattutto quelle che non ricalcano un modello televisivo che va per la maggiore in questa fase (quelle che per battuta sono definite le “figlie di RuPaul”).

Ogni tipologia di locale necessita di un diverso tipo di drag. Lo spazio ci sarebbe per tutti, se non che per alcuni “criticoni” ad esempio le “baraccone” (categoria in cui orgogliosamente mi inserisco) sono pezzi d’antiquariato che han fatto il loro tempo. Sicuramente stonano in un contesto disco, ma funzionano molto in ambito teatrale o cabarettistico.

Tu sei anche presentatrice del concorso Ciao DragQueen – Selezione Piemonte/Val d’Aosta/Liguria, che si è svolto il 29 settembre scorso. Il titolo non è forse ispirato a Ciao Darwin, il programma di Paolo Bonolis?
Il titolo è ispirato proprio a Ciao Darwin e la cosa ha fatto sorridere non poco Paolo Bonolis e il suo staff, che ho avuto modo di conoscere un annetto fa.
L’idea nasce dalla mia carissima collega e amica Princess Queen. Lei come me aveva voglia di mettere in piedi un concorso fondato sulla trasparenza e la correttezza delle valutazioni. Inoltre voleva che non fosse solo a chi si può permettere abiti, gioielli e parrucche stratosferici ma a chi sa stare a 360° su un palco a intrattenere.

Il sottotitolo della prima edizione “La regressione” sottolinea questo, il voler tornare alle origini. Tornare a quando artisti come Emilio, Cipria o la Karl di Pigne, anche con poco e con trucchi non stratosferici riuscivano a catturare l’attenzione e le emozioni del pubblico.
Nel progetto abbiamo coinvolto anche Max Cestaro, volto noto di molte giurie di concorsi drag e di varie produzioni televisive. E’ qui per supportarci nella ideazione del format e nella conduzione…e abbiamo scoperto di essere un trio ben assortito e che funziona.

Il pubblico “sovrano” come ha risposto?
Il riscontro dato dal pubblico e dai partecipanti della prima edizione ci ha convinti ad ampliare il progetto al resto d’Italia. Abbiamo creato 7 selezioni che coprono ben 17 regioni e che si sfideranno in una finale nazionale che si terrà ad aprile a Torino. Nel frattempo, noi stiamo partendo con la seconda edizione che abbiamo intitolato “La Clonazione”, dal momento che porterà le concorrenti a sperimentare il mondo degli “impersonatori”. L’idea di base è quella di continuare apportando ogni anno qualche piccola novità proprio come nel format di Bonolis.


I concorrenti erano 8 suddivisi in due squadre, ma “mescolate” tra loro, come mai?
Si, una prima differenza rispetto alla scorsa edizione è che in ogni puntata le concorrenti sono “mescolate” tra loro, per dare maggiore dinamismo al gioco. Come forse si è intuito dal trailer che abbiamo realizzato e dalla locandina, la prima sfida a cui abbiamo sottoposto le concorrenti è stata clonare le due conduttrici, ovvero me e Princess Queen (povero Max dovrà sopportare un esercito di cloni). Sa un po’ di autocelebrativo ma le drag, si sa, non sono mai modeste! (ride)

A chi è rivolto il concorso?
E’ aperto a chiunque voglia mettersi in gioco nel creare e definire un personaggio drag. Con fierezza, posso dire di aver avuto in due edizioni uomini etero, gay, donne biologiche, trav che hanno appunto colto lo spirito: la drag non è chi sta sotto la maschera ma il personaggio sotto i riflettori. E funziona se è definito e studiato.
In questo, le concorrenti saranno supportate in ogni puntata da due drag caposquadra, che saranno dei mentori e mostreranno varie sfaccettature dell’arte drag e valutate da drag presidenti di giuria di riconosciuto valore e competenza.

Insomma, una sfida avvincente. Ma ora torniamo a te, chi sono i tuoi artisti preferiti? Da chi prendi ispirazione?
Le mie ispirazioni nascono principalmente da cinema, tv e musical ma non sono esente dal cogliere spunti dalle colleghe. Ho avuto forti influenze da Barbie Bubu, che è stata una delle mie “zie” artistiche, di cui ammiro un sacco la capacità di creare spettacoli scenografici.
Nel tempo ho colto anche spunti da La Wanda Gastrica e Peperita, che trovo bravissime nell’intrattenimento al microfono e nel gestire ogni intoppo in maniera professionale. Non posso non citare poi Devin Demon, che mi ha accolto nel suo staff e spronato a provare modalità di esibizione diverse dalla mia confort zone del comico trash… ma, in generale, sono convinta che ogni drag abbia da insegnare qualcosa alle altre.

Quali sono i prossimi progetti di Gina Lellafrigida?
Quest’anno, con le selezioni regionali di Ciao DragQueen da seguire e la finale Nazionale da organizzare, il tempo sarà un po’ tiranno. Anche perché nel frattempo ho avuto anche il madrinato per la macro-area Nord (sempre assieme a Princess Queen e a Max Cestaro) anche di Top Queen International, concorso ideato da Gold Queen. Inoltre, sto ricominciando a fare serate in vari locali (ad Halloween sarò a Saint Vincent) e a essere coinvolto in diversi progetti (non posso svelare ancora nulla ma il 15 dicembre ci sarà una piccola sorpresa). In ogni caso, sono da sempre parecchio social…per cui ogni progetto sarà pubblicizzato a dovere!

In mezzo a tutti questi impegni, hai qualche sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Sogni nel cassetto? Beh…per Gina i cassetti sono già strabordanti di abiti parrucche e rossetti (ride). L’ambizione è quella di continuare a divertirsi, anche perché nel momento in cui non fosse più così tacchi e parrucche saranno appesi al chiodo. Per Valerio, direi che salvo qualche naturale intoppo, la situazione è comunque positiva: un lavoro stabile c’è, l’amore è arrivato grazie a Ciao DragQueen e così anche tanti amici.

Bene, noi siamo molto felici del tuo successo e in ultimo ti chiedo se vuoi aggiungere qualcosa.
Mi limito a ringraziare tutti coloro che stanno dando vita a questo progetto; dai concorrenti agli sponsor ai vari collaboratori. Mettersi in gioco per dare visibilità al mondo drag e portare le persone a capire cosa c’è dietro a uno show non è mai semplice. Pertanto, grazie a tutti e grazie anche a Piccole Magazine TV che ci ha aiutato trasmettendo in streaming le puntate della selezione Piemonte/Valle d’Aosta/Liguria e che ci sosterrà anche in seguito!

Grazie Gina Lellafrigida e a presto!

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