Venerdì 16 Novembre, al Teatro di Abano Terme, si è svolto con successo il primo appuntamento del concorso Ciao DragQueen – Selezione Triveneto, ispirato al format di Ciao Darwin. Abbiamo intervistato Simone Trentin, in arte Dharla Away, madrina della squadra delle Bionde; conosciamola meglio.

Intervista a Dharla Away, Drag madrina al Ciao Drag Queen Triveneto
Ciao Dharla, raccontaci un po’ chi sei.
Ciao a tutti. Il mio vero nome è Simone Trentin e vengo dalla provincia di Vicenza. Nella vita alleno una squadra di pattinaggio artistico e faccio l’amministratore di condominio, cioè sono impegnato nell’assistenza sociale (sorride).
Nel tempo libero mi piace molto la letteratura fantasy, i giochi di ruolo d’improvvisazione e creare armature e costumi in  worbla, materiale resinoso usato tipicamente nei cosplay.

E quando hai iniziato ad interessarti al mondo drag queen?
Circa 5 anni fa, quando ho cominciato a seguire in modo più assiduo i locali gay. Il personaggio di Dharla è nato proprio in un bar gay-friendly a Montecchio Maggiore.

Come è andata?
Con quattro amici avevamo di travestirci da donne…eravamo davvero orrende (ride al ricordo). Ognuna di noi decise di darsi un nome e io ne scelsi uno, metà inglese e metà italiano che creasse assonanza e volesse dire qualcosa (in italiano “darla via”).

Ci sono artisti a cui ti ispiri o che ti piacciono particolarmente?
Sicuramente Luciano Letizzetto e la grandissima Anna Marchesini, che fanno spesso delle parti squisitamente divertenti e comiche, ma sanno anche interpretare parti drammatiche, le trovo attrici complete.
Per la parte più divertente dei miei show utilizzo il loro spettro comico, per la parte più sociale invece, che è quella che mi piace portare sul palco dei vari concorsi, non ho un’artista di riferimento: uso la mia vita e le esperienze che ho vissuto o di cui ho letto nei libri.

A proposito di concorsi, sei madrina di “Ciao Drag Queen Selezione Triveneto“, come sei arrivata a ricoprire questo ruolo?
Si può dire che la collaborazione è iniziata tra una sigaretta e l’altra (sorride). Io ho partecipato a Miss Drag Queen Italia 2018, in quanto vincitrice di Regina d’Inverno, ed ho conosciuto Gina Lellafrigida, una delle organizzatrici. Lei a sua volta aveva vinto la fascia di Emotional Queen, data alla drag che ha colto di più lo spirito e l’emozione di LaWanda Gastrica.
Io però non l’avevo votata e le spiegai poi li perchè.

Il giorno seguente lei assistette al mio show e venne da me a parlarmi. Io pensai che voleva lanciarmi i sassi (ride), invece mi disse che le ero piaciuta e da lì abbiamo allacciato i rapporti. Poi, ho conosciuto l’organizzatrice regionale Madame Cabaret che mi ha proposto di darle una mano in queste selezioni.

Intervista a Dharla Away, Drag madrina al Ciao Drag Queen Triveneto
Ci parli un po’ del format di Ciao Drag Queen?
E’ dedicato alle drag e cabarettisti che vogliono cimentarsi in uno show divertente ispirato a “Ciao Darwin”. Deve essere preso alla leggera ovviamente, è un evento scanzonato con delle drag queen più vicine al vecchio stampo “baraccone” delle drag.

Essere una drag queen per te cosa significa?
Domanda difficile! Per me è fondamentalmente un uomo che si veste da donna, un performer, un intrattenitore. Puntualizzo che parlo per me: la drag esiste quando sale sul palco, Dharla esiste quando è li, in mezzo alla gente, in discoteca e durante lo show. Qando si “smonta” il trucco torna Simone, ed io amo siano due entità perfettamente distinte e definite. Purtroppo, non mi piace lo stereotipo del ragazzo che si veste da drag queen e abborda gli etero come fossero prede da macello. So che è una cosa scomoda quella che sto dicendo ma è un dato di fatto.

Insomma, la drag per te è un alter ego che ti permette di esprimere cose che altrimenti non riusciresti a fare.
Esatto, è una valvola di sfogo.

Ti va di parlarci un po’ degli spettacoli che fai?
Di solito quando faccio la doccia ho le illuminazioni. Quando scrivo al mio ballerino “ho avuto una visione” lui si preoccupa perchè sa che ho partorito qualche idea malsana (ride). Queste però vengono sempre da qualcosa che ho visto, percepito, una storia che ho letto….mi piace molto leggere se non si è capito! (ride)

Se vado in discoteca propongo show molto leggeri , vicini alla baracconata, perchè il popolo discotecaro del venerdì e sabato sera vuole divertirsi e non affrontare temi “pericolosi” e pesanti. Ai concorsi invece voglio comunicare qualcosa, perchè credo ci sia necessità di capire che la drag queen può far ridere, piangere, emozionare, può essere bellissima…c’è uno spettro talmente vasto di carattere e sfumature da poter esprimere!
Invece noto che ultimamente ci stiamo soffermando solo sul peggio che vediamo da Ru Paul Drag’s Race: si, vanno bene certe spettacolarità come spaccate e twerk ma io preferisco aggiungere contenuti.

Chi va, oggi, a vedere gli spettacoli drag queen? C’è più apertura mentale rispetto al passato?
In discoteca ci sono una marea di ragazzi giovani che hanno sdoganato questa figura ma solitamente sono ragazzi che vogliono vedere il “voguing”, le spaccate, un po’ di acidità sul palco…e va benissimo così.
Apertura mentale assolutamente si, ce ne è, anche perchè abbiamo avuto la fortuna, grazie ad internet, di avere un aggancio a un fenomeno mondiale come Ru Paul che ha insegnato molte cose.
Bisogna però prendere anche il meglio di quello che sta dietro il suo spettacolo: lo studio, l’impegno, la preparazione, che tutte le sue drag hanno, dalla prima all’ultima. Bisogna solo coglierlo ma bisogna fare molta fatica e purtroppo, oggi, i giovani non hanno molta voglia di fare fatica, sembra che tutto sia loro un po’ “dovuto”.

Già, basta guardare tutti gli youtuber per esempio…
Si, guarda per esempio i tutorial su youtube: “uh…guarda mi so truccare come un make up artist”….ma anche no!


Che consigli daresti a una drag “in erba” che vuole affacciarsi ora in questo luccicante mondo?
Prima di tutto non è un mondo tutto luciccante. Dunque preparati perchè stai entrando nella tana dei leoni, ti sbraneranno alla prima defaillance, quindi, spalle grosse, un po’ di faccia di bronzo perchè serve e si fa col tempo ed aiuta guardare i tutorial su youtube delle altre drag famose.
Ma ricordate che ciascuno di noi deve avere un’identità, se si copia, non si ha personalità e non si crea un proprio personaggio, allora si finisce presto nel dimenticatoio.

Immagino sia piuttosto difficile crearselo, un personaggio originale.
E’ difficilissimo, perchè solitamente si è scomodi. Ci sono già posti occupati dalle drag storiche che è difficile “rubare” (passami il termine) quindi, se voglio essere diversa, devo attrezzarmi e impegnarmi per esserlo.
A Leonardo Feltrin, di Radio Company, il mio insegnante di teatro, una volta ho chiesto come potevo abituare le persone a un certo tipo di show drag più impegnati e la risposta che lui mi ha dato è stata: “Simone, è semplice, devi essere tu ad abituarli, non devi mollare”.
Quindi, per rispondere alla domanda di prima, ai ragazzi che vogliono iniziare a fare le drag io dico di non mollare, di definire i confini di questa strada e avere umiltà e rispetto per se stessi e per gli altri.

Dharla Away, sappiamo che in cantiere hai anche il Gala “Regina D’Inverno”, ci puoi dare qualche anticipazione?
Volentieri! Quest’anno “Regina d’Inverno” cambia format e diventa un gran Gala dedicato esclusivamente alla raccolta fondi per aiutare i bambini, perchè, come dice LaWanda Gastrica “sono il futuro del mondo”. Quest’anno doneremo all’associazione “I bambini delle fate” che aiuta i bambini autistici e le loro famiglie. E’ un’iniziativa che ho accolto a braccia aperte perchè amo tantissimo impegnarmi in questi eventi sociali, per me sono linfa vitale. Sarà un evento fantastico, un tripudio di scintillio e sfarfallio, è proprio il caso di dirlo.

Che cosa ti auguri per il futuro?
Di non perdere mai la passione per qualsiasi cosa, avere sempre interesse e voglia di imparare perchè quando si perde questo ci si spegne. Mi auguro di avere cuore e cervello accesi per ancora molti anni, non chiedo altro in realtà.

Infine, vuoi aggiungere un tuo pensiero libero su quello che vuoi?
Ho sempre pensato che la drag queen fosse un animale da palcoscenico e si fermasse alla discoteca. Invece, ho visto che può incarnare qualsiasi emozione, è una pittrice che può dipingere un quadro sul palco e usare mille colori.
Il mondo drag queen è bellissimo e difficile allo stesso tempo. Io amo in modo viscerale fare la drag, mi interessa solo vedere la faccia delle persone quando scendo dal palco che mi guarda e ha capito il messaggio che volevo portare, questa è la più grande soddisfazione.
Ho speso valangate di soldi per creare outfit comprensibili alla maggior parte del pubblico e quando “arrivo” al pubblico e soprattutto anche i bambini capiscono cosa voglio dire, significa che ho raggiunto, per me, il massimo degli onori.

Grazie a drag Dharla Away e vi ricordiamo che potete vedere l’intero reportage dell’evento su Piccole Magazine Tv.

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