Il nostro inviato speciale, in questi giorni di reclusione sanitaria è continuamente a caccia di interviste di webcam girl; gli riesce un altro colpo ed intervista Diane, una ragazza che non rimpiange affatto il suo passato di commessa.


intervista-da commessa-a-web-cam-girlE’ una ragazza magra, che sembra più alta di quanto sia realmente, per via delle sue forme sottili.
Capelli rossi, anche se non si sa se sia il suo colore naturale; pelle bianchissima, mani affusolate ed unghie ben curate; voce dolce ed infantile con inflessione padana: è senz’altro italiana.

“Che male c’è’?”

Diane ora fa sesso virtuale, e guadagna, quando le va male 1.900 euro al mese.
La giovane ex commessa e cubista, di Parma, ci racconta di che cosa si occupa: si spoglia sul web e su Skype, senza mostrare il volto; lo fa per arrotondare e sussurra: “Che male c’è’?”.

mostrando il proprio corpo


Ci dice: Non si tratta di prostituzione. Mi spoglio davanti alla webcam dal 2015. Sicuramente mi ha aiutata l’aver fatto la cubista per tre anni. Durante una serata in discoteca ho conosciuto una studentessa universitaria,  con la quale sono entrata in simpatia,  e mi ha raccontato che nel tempo libero arrotondava le proprie entrate, per mantenersi agli studi, mostrando il proprio corpo su di un sito. Nel suo caso registrava brevi video e non faceva spettacoli dal vivo, ma per me è stato importante per capire come funzionava.

Nella mia personalità ho sempre avuto una parte esibizionista e farmi ammirare mi ha sempre stuzzicato. Prima facevo la commessa in un negozio di abbigliamento e spesso mi sentivo dire dalle clienti, con una punta di invidia, che l’abito in prova sarebbe stato certamente meglio a me”.

Madame Butterfly


intervista-da commessa-a-web-cam-girlDiane ora webcam girl, il cui volto sottile si intuisce sotto la sfocatura del web, prosegue: “Così, prima ho provato per curiosità, poi mi sono lasciata trascinare perché i fan sono aumentati; piaceva il mio corpo, la mia leggerezza, che qualcuno ha paragonato a quella di una farfalla, chiamandomi ‘Butterfly’. Sulle prime non ho capito; sa, Parma è una terra di cultori della lirica e credevo facesse riferimento all’opera di Puccini, Madame Butterfly, ma in me non c’è nulla di orientale, poi ho compreso che il riferimento era alla movenza lieve della mia figura, mai volgare e tantomeno frenetica, ma sempre composta.”


Diana ama particolarmente il fatto di non avere orari fissi e scadenze perentorie; non è un negozio che deve aprire tutti i giorni, agli stessi orari, come faceva prima.
Lavora quando ha voglia; ha predisposto un angolo della sua camera con una parete bianca alle spalle, per essere certa di restare nell’anonimato più totale: nulla si vede del suo intimo privato.


A volte lavora due/tre ore, altri giorni anche otto o nove ore, ma sempre seguendo il suo istinto in libertà, senza alcuna forzatura o controvoglia; così, quando c’è, è sempre al massimo ed al meglio.
Diana ci racconta: “Il guadagno è basato sui crediti comprati dai clienti, che pagano lo spettacolo privato su di una tariffa oraria, al minuto. Io sono partita da 20 crediti, 2 euro, incassandone solo la metà, poi sono passata a 25, ed ora a 30, che mi fruttano 1,50 euro al minuto. Le chat più lunghe sono quasi sempre alla sera tardi, quando mi contattano i mariti mentre le mogli dormono.

– Ora webcam girl guadagno due volte quanto guadagnavo da commessa –

intervista-da commessa-a-web-cam-girlHo anche degli estimatori di cui mi fido particolarmente e per loro faccio degli spettacoli privati, in sessioni individuali e non multiple. Mi faccio pagare con ricariche Postepay. Non ho una entrata mensile fissa, ma quando lavoro poco e va male arrivo a 1.900 euro, due volte quanto guadagnavo da commessa.”


Quando chiedo chi sono i clienti, risponde partendo da un sorriso, nel quale si intuiscono le labbra lunghe e sottili: “Ci sono quelli che vogliono semplicemente vedermi fare autoerotismo, ma tantissimi perversi che amano il sadomaso, che vogliono essere offesi o essere guardati mentre compiono atti sessuali di ogni tipo. Sono soprattutto sposati, alcuni molto giovani, che forse per solitudine o desiderio di trasgredire si rivolgono alla rete”.


L’intervista scivola sulla famiglia ed è la stessa Diane a raccontare spontaneamente che ha spiegato a sua madre che lavoro fa: “Quando ho raccontato alla mamma che non andavo più a fare la commessa e che cosa facevo, lei è stata una settimana senza parlarmi, poi un giorno mi ha detto: ‘Fai che non lo sappia tuo padre’ ed è tornata la mamma di prima. Lei ha compreso ed accettato, certo, papà non sa nulla, così quando devo fare dei collegamenti in orari nei quali lui è a casa, per evitare qualsivoglia brutta sorpresa, vado a casa di una amica, che a volte lavora con me”.

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