Sabato 25 maggio, alle ore 17, la scrittrice mantovana Chiara Cantagalli presenterà il suo libro “Non solo la Scantastorie” presso il sexy shop Boutique “I Trasgressivi”. “Impulsiva, testarda e ironica” così si definisce Chiara e noi vi consigliamo di non perdere la possibilità di incontrarla dal vivo e farvi conquistare dalle sue parole.

Chiara Cantagalli: ‘le persone sono l’emozione più grande’Ciao Chiara e grazie per questa intervista, rompiamo subito il ghiaccio. Chi è la Scantastorie e perché hai scelto questo nome?
Tieni presente che io sono sempre stata per gli amici, o presunti tali, La Canta, diminutivo del mio cognome, Cantagalli. Nel momento in cui ho iniziato a esibirmi in pubblico recitando le mie “cose”, ho sentito l’esigenza di trovare una definizione altra da quella di “poetessa”.
I brani che porto in scena, infatti, prendono le distanze dalla poesia tradizionale: nascono in strada, le parole germogliano inseguendo il ritmo, scandito dai miei passi, una musica solo accennata che non viene mai raggiunta, ma solo corteggiata.

Altra caratteristica fondamentale dei miei brani è la componente narrativa. Non poetessa quindi, ma artefice di piccole storie che inseguono la musica, un po’ come i cantastorie, quelle figure che la tradizione ci consegna come giullari girovaghi.
Una S davanti perché “scantà” nel dialetto della mia zona (sub-padana) significa disilluso, sveglio, mentre in siciliano la parola “scanta” vuol dire paura. Perfetto direi perché sia la disillusione, che la paura emergono di frequente nei miei testi, sempre esorcizzate con l’ironia, l’unica arma che ritengo sia giusto usare.

Quando è nato il tuo amore per la scrittura?
Da quando ho iniziato a sentirmi sola. Molto presto quindi, credo già verso i sette otto anni. All’epoca iniziai a tenere un diario che ancora sto scrivendo. Per me la scrittura è sempre stata una questione molto intima e privata.

E’ per questo motivo che hai deciso di rivelarti come artista solo negli ultimi anni?
Ho sempre indossato la maschera della commedia nella vita quotidiana, mostrandomi esuberante ed estroversa. In realtà sono un’introversa nata e questo i miei testi, molto spesso lo rivelano. La ritenevo una debolezza che emergeva solo attraverso la scrittura.
Questa è la prima ragione, la paura di svelarmi al mondo in tutta la mia fragilità. La seconda è dovuta anche alla paura che quella che per me è sempre stata una costante e una questione molto seria (la scrittura) non venisse apprezzata. Insomma, avevo paura di non piacere.

Chiara Cantagalli: ‘le persone sono l’emozione più grande’C’è qualche persona o artista che ti ha ispirato per la tua crescita professionale?
Una magnifica nonna ex mondina e magliaia a cottimo che, con la sua quinta elementare mi ha trasmesso l’amore per Pascoli, che sapeva a memoria. Credo che il funky, che ascolto fin da bambina, avendo la passione per la danza, eserciti ancora una qualche influenza sulla composizione dei miei testi, così come il cantautorato italiano, in particolare Rino Gaetano, Franco Califano e Nostra Signora Bertè.

Un’altra figura importantissima è stata Jim Morrison. Tempesta elettrica, la sua raccolta di poesie divorata all’età di quattordici anni, determinò un decisivo spostamento della mia scrittura diaristica verso la poesia, o la ballata che dir si voglia. Henry Miller, Pier Vittorio Tondelli e Aldo Busi sono, credo, gli scrittori a cui più guardo ora. Anche Isabella Santacroce ha avuto un forte ascendente su di me: in passato l’ho amata moltissimo.

Tu sei un delizioso e insolito mix tra scrittrice e attrice. Dove ti esibisci di solito?
Io direi disturbante più che delizioso! (sorride). Essendo abbastanza eclettica, dopo il periodo iniziale in cui prediligevo le strade di Bologna e le improvvisate zingaresche, ora giro i locali più svariati dai circoli Arci ai locali per scambisti. L’importante è divertirsi, sempre. 

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi live?
Dagli spettatori. Ultimamente sto variando molto il repertorio, senza scaletta, fiuto il pubblico e cerco di proporre brani che possano essere azzeccati per l’occasione. Sono in una fase di sperimentazione perché sto preparando il nuovo spettacolo, quindi alterno spesso brani vecchi a nuovi “testandoli”, usando insomma il mio pubblico come cavia.

Di base adoro le showgirls italiane degli anni Ottanta perché riuscivano a coniugare una forte carica erotica a una grande vena umoristica. Cosa che a oggi non si fa più: le comiche sono bruttine, o fanno le bruttine, mentre le poetesse hanno solitamente un’aria molto seria e solenne. Non tutte eh, sto scoprendo personalità molto interessanti, ma la tendenza generale è questa e d’istinto mi viene da contrastarla.

Chiara Cantagalli: ‘le persone sono l’emozione più grande’Beh, come dimenticare per esempio Sabrina Salerno, tanto per citarne una. Tu quindi hai un bel rapporto con il tuo pubblico?
Dialogico: per me è fondamentale instaurare un contatto, anche visivo, con gli spettatori.
Per dirti, odio i fari puntati negli occhi e il buio in sala. Mi piace vedere chi mi sta davanti e, a seconda di ciò che sto dicendo, rivolgermi a qualcuno nello specifico che penso possa identificarsi particolarmente in ciò che sto dicendo.
Mi è stato detto che ci azzecco, insomma, riesco a creare un rapporto empatico. Le volte in cui mi sono divertita maggiormente, scendevo dal palco e gironzolavo tra il pubblico sedendomi tra gli spettatori.
È una delle cose più belle. Credo che in questo momento storico, ritrovare un vero contatto sia fondamentale ed è quello che cerco di fare.

Sei mantovana di origine ma bolognese d’adozione, cosa ami tanto di Bologna?
Dico sempre che è a Bologna che sono davvero nata. Perché mi sono spogliata di tutti i condizionamenti sociali che la cittadina provinciale dove sono cresciuta mi aveva imposto castrandomi, e ho avuto il coraggio di fare ciò che volevo fregandomene del giudizio altrui.

Il 25 maggio presenterai il tuo libro “Non solo la Scantastorie” alla boutique “I Trasgressivi”. Puoi già darci qualche anticipazione?
Certo! Il libro in brevissimo contiene, tra due storie d’amore fallite miseramente, il percorso di una ragazza che si riappropria del proprio corpo e rivendica la libertà di usarlo, a volte in maniera cinica altre in maniera tenera. Per l’occasione sto preparando delle letture di parti incentrate sull’autoerotismo. Tanto ne scrivo perché tanto lo pratico, ma ho letto da qualche parte che le donne che scrivono meglio sono quelle che si masturbano di più…speriamo sia vero!!

Chiara Cantagalli: ‘le persone sono l’emozione più grande’Chiara, che cosa ti emoziona, oggi?
Sono molto sensibile alle bellezze architettoniche delle città medievali e rinascimentali. Mi commuove vedere la varietà di luoghi culturali storici contenuti nel nostro Paese che non riusciamo ad apprezzare mai abbastanza. Poi mi emoziona camminare, andare in bicicletta. E le persone… non la gente, la gente è merda, ma le persone sono l’emozione più grande.

E da qui a qualche anno come ti vedi? Che progetti hai per il futuro?
Voglio continuare questa mia strada, lavorando sulla commistione dei linguaggi: poetico, musicale e visivo. Ho all’attivo una collaborazione con un musicista che sta musicando i brani che andranno a costituire il mio nuovo spettacolo che conto di avere pronto per il 15 di agosto.
Per gli ultimi quattro mesi dell’anno cercherò di portarlo in giro per l’Italia il più possibile e, dato che tratta di erotismo in maniera molto esplicita, non mi dispiacerebbe riuscire a creare piccoli video ad hoc, in quanto mi sto molto interessando al porno cosiddetto etico o femminista. Al momento è ancora tutto molto vago, ma lo voglio fare e quindi mi sa che lo farò!! Poi mi piacerebbe trascorrere un po’ di tempo all’estero, ma vedremo.

Insomma, non si può certo dire che non ti dai da fare, brava! E dimmi, sogni nel cassetto, ne hai?
Diventare una scrittrice di fama nazionale, anzi no, mondiale. Eh oh, se dobbiamo sognare meglio farlo in grande! No?

Te lo auguriamo di cuore. Infine, vuoi aggiungere qualcosa a conclusione di questa intervista?
Vorrei che ognuno di noi riuscisse a trovare la forza e il coraggio di fare davvero ciò che vuole. Credo sia la chiave per essere felici e per fare felici chi ci sta attorno. Il male è capillare, ma lo è anche il bene. E poi vorrei… com’è che si dice?? la pace nel mondo… chiaro, ma forse prima la pace la vorrei trovare dentro di me. Prima o poi.

Grazie Chiara Cantagalli e a tutti i lettori de Il Piccole Magazine diamo appuntamento sabato 25 maggio alle ore 17 presso la Boutique “I Trasgressivi” per la presentazione del suo libro. Non mancate!
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