Oggi vi presentiamo Heymilly Maynard, in arte Amanda, una bellissima transessuale di 24 anni originaria di Recife, in Brasile. Alta 1.87, segno zodiacale dei pesci, prima di venire a vivere in Italia e fare la escort, ha lavorato con un’Associazione per la difesa dei diritti umani, ama viaggiare e passare del tempo con gli amici.

Intervista alla trans Amanda
Buongiorno Amanda, come mai sei venuta via dal Brasile? Raccontaci…
Buongiorno a voi. Dovete sapere che il Brasile, il mio Paese, è molto pericoloso per vivere per noi persone appartenenti alla comunità LGBT. Quest’anno sono stati ammazzati ben 109 transessuali. In Brasile, essere trans, significa andare incontro ad umiliazioni, percosse e anche morte.

Quella che hai descritto è una situazione davvero terribile.
Il Brasile è un paese conservatore e molto religioso, abbiamo pochi diritti garantiti dalla legge. Per questo motivo sono venuta in Italia: per vivere meglio. Sono arrivata qui il 24 novembre 2017 e devo dire che mi trovo molto bene. E’ un Paese molto diverso dal mio, mi piace tantissimo stare qui. Le persone sono educate, in generale, anche se a volte capita di trovare lo “stronzo” che ti tratta male (sorride).

In Brasile eri Presidente di un’associazione per i diritti LGBT, ce ne vuoi parlare?
Certo, si chiama “Natrape” ed è un’associazione solo di persone transessuali, di cui sono stata anche Presidente, affiliata a “Rede Nacional de Pessoas Trans do Brasil“. Lo scopo di Natrape è combattere la transfobia e cercare di ottenere condizioni di vita migliori per tutte le persone trans e combattere ogni forma di discriminazione.

Il tuo essere attivista dipende dal tuo essere trans? Come hai vissuto la tua transizione, è stato difficile?
Questa è una domanda difficile; penso che tutte le persone trans dovrebbero essere attiviste per i diritti.
Io ho fatto la mia transizione totale a 16 anni, un momento molto difficile e delicato, quasi più per i miei genitori che per me. Ricordo che quando ero bambino, sentivo di non essere uguale ai ragazzi.
E’ stata una prova di sopravvivenza per perseguire la felicità.

Dicevi che per la tua famiglia è stato difficile?
All’inizio, i miei genitori si vergognavano ed erano tristi: per loro sarebbe stato più facile accettare che io fossi omosessuale, non come me. Famiglia a parte, ho visto tante persone cattive, senza cuore e senza amore.
Ma io ho sempre cercato di combattere con forza i preconcetti.

Amanda, oggi, cosa si può fare per combattere la transfobia?
Mostrare a tutti che noi transessuali siamo persone normali, bisognose di rispetto e di lavorare. Abbiamo carne e sangue esattamente come tutti gli etero!

Sembri davvero una ragazza tranquilla e con un cuore grande, sognante, ma forte di pensiero. Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Grazie (sorride). Beh, mi piacerebbe frequentare l’università, che abbia uno sbocco professionale magari nel servizio sociale. Poi, mi piacerebbe sposarmi e formare una famiglia.

E noi te lo auguriamo di cuore. Vuoi aggiungere qualcosa?
Si: vorrei vivere in un mondo con più amore e rispetto per tutti. Un bacio.

Grazie Amanda e in bocca al lupo per tutto!