Continuano le interviste de “il Piccole Magazine” alle più famose Mistress d’Italia. Abbiamo rivolto alcune domande a Federica Quadrelli, figura storica che da anni anima le notti della vita notturna emiliano-romagnola e non.

Ciao Federica, parlaci un po’ di te .
Sono una trans che ha risolto i suoi problemi e che sa ciò che vuole dalla vita, mi sento realizzata. Sono di origini romagnole ma ora vivo a Bologna , mi vedo come una signora di mezza età tranquilla e felice.


Chi è per te la Mistress?
Ci sono diversi tipi di Mistress: quelle convinte di comandare e dominare ma che in realtà finiscono loro stesse vittime ed asservite da “schiavi” maschi che, con furbizia, rendono la donna serva (nel senso che ti assorbono tutto il tempo con le loro richieste). Poi ci sono quelle con cui questo gioco non funziona, ed io mi reputo una Mistress di questo tipo.

Tu ti identifichi a pieno in questo ruolo?
No, nessun ruolo per me è reale, ne mi lascio coinvolgere, per me è tutto un gioco e scena. Io rimango Federica, e sono poche le persone che mi conoscono intimamente e sanno ciò che io davvero mi sento di essere e desidero. Preferisco vivere nella realtà piuttosto che creare personaggi irreali o fantasiosi, anche se sono poi molto brava ad entrare nel personaggio e recitare la mia parte se necessario.

Ti senti solo Mistress o anche altro?
Mi sento anche altre cose. Ho una personalità multipla e divergente, nascondo un’anima molto romantica sotto un carattere all’apparenza duro, spietato e a volte troppo disincantato e realista.

Quando hai sentito la “vocazione” per questo ruolo?
Trovo che il ruolo di Mistress mi sia cucito addosso perchè, come dicono i francesi, ho le “physique du rôle” (aspetto fisico adatto alla parte che si interpreta), ovvero un fisico imponente. Sono alta, maestosa con sguardo crudele e una personalità molto decisa, quindi attiro schiavi come mosche sul miele. Molti anni fa, quando ancora ero inesperta e non mi consideravo del tutto una Mistress, uno schiavo mi regalò vestiti e giochi bdsm comperati ad Amsterdam ed anche altri miei clienti che erano stati a Londra e New York mi portarono dvd, altri giochi erotici e vestiti in latex, adatti per questo lavoro: ho imparato così.

Cosa ti piace di più in ciò che fai?
Raramente mi piace fare giochi bdsm perchè di solito preferisco fare sesso vero e tutto quello che considero teatro e recitazione a letto mi stordisce e mi deconcentra. Però, a volte, con partner avvenenti, sexy e competenti mi sono divertita molto!

Cosa ti piace di meno, se c’è, nelle tue pratiche?
Non mi piacciono le pratiche con liquidi corporali e feci, mi piace sempre praticare nella massima pulizia e igene. Non tollero certi uomini che ti leccano le scarpe o stivali ma non gli frega nulla di te..lo trovo alienante e squallido.

Perchè ci sono persone che hanno “il bisogno della Mistress?”
Di solito le Mistress piacciono ad uomini di potere e successo molto benestanti. Il motivo è che questi uomini vogliono evadere dal loro quotidiano ruolo di comando e così si rilassano. Trovano eccitante essere comandati ed umiliati perchè è un’inversione di ruolo e posizione. Altri invece si eccitano nell’esser dominati perchè gli ricorda le punizioni ricevute in adolescenza…chissà.

Credi che andrai avanti in questo ruolo all’infinito o un giorno smetterai?
Se mi serve per lavorare o per divertimento posso continuare. Come si dice “impara l’arte e mettila da parte”.

Hai avuto una “maestra” che ti ha introdotto in questo percorso?
No, stranamente ho imparato facendo la prostituta per accontentare i clienti. Molti erano disposti a pagare molto di più delle tariffe ordinarie per “giocare” a qualcosa di più particolare.
Ho invece insegnato io e “dato alla luce” a molte ora famosissime Mistress di cui non faccio il nome per non sembrare presuntuosa …ma come tutti sanno, le allieve hanno superato la maestra.

Oltre che Mistress sei anche un personaggio molto conosciuto nel mondo della notte … raccontaci.
Da giovane sono stata una trans molto bella e sexy ed ero famosa. Una delle prime ad essere chiamata a lavorare nel mondo delle discoteche, da Ibiza, alle Canarie a Riccione, dove ero la “star” della discoteca Coccoricò e della sua sala privata Titilla. Sono stata una delle prime cubiste trans in Italia, facevo anche sfilate di moda ed esibizioni.
Ora lavoro alla serata Decadence che si svolge a Bologna, ma è anche itinerante, sia in Italia che all’estero e noto per le serate alternative. Ci lavoro fin dal giorno della sua apertura ed ho contribuito a farlo conoscere e crescere. Ho anche fatto film. Insomma, ho sfruttato la mia bellezza, malgrado fossi discriminata come trans.

Dammi un tuo pensiero libero, a conclusione di questa intervista, su ciò che non ti è stato chiesto, ma avresti voluto dire.
Sono felice e realizzata e sono contenta di lavorare ancora nei locali perchè mi piace stare in mezzo alla gente e agli amici per divertirmi ad indossare vestiti esagerati, bizzarri e stravaganti e recitare tanti personaggi diversi. Mi ricorda la mia infanzia da bambina, quando andavo in un cassettone nel garage dove mia mamma riponeva abiti meravigliosi, luccicanti e coloratissimi con mille pajettes che le venivano regalati dalla signora presso cui faceva le pulizie in una villa a Riccione. Mamma poi si rifiutava di metterli perchè li trovava troppo esagerati e stravaganti per lei…invece io non avevo remore e li indossavo felice, sognando di diventare una favolosa stella che strabiliava tutti, cosa che poi effettivamente si è realizzata.

La seconda parte dell’intervista, riguardo il percorso di transizione di Federica, lo potrete leggere giovedì 24 agosto!

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