La musica neomelodica napoletana è un particolare genere musicale in cui sentimenti e relazioni vengono cantate in modo chiaro e semplice, senza troppi giri di parole ed è una fetta di mercato di musica italiana in costante crescita. Quando parliamo di cantanti neomelodici, sicuramente l’amatissimo 38enne napoletano Ciro Muoio merita di essere ascoltato ed apprezzato anche da chi non conosce bene questo genere. La nostra intervista.

Buongiorno Ciro, raccontaci di te
Buongiorno, mi presento, mi chiamo Ciro Muoio, sono nato nella favolosa città di Napoli e sono il secondo di 4 fratelli. Sin da bambino ho seguito le orme di mio padre iniziando poi a lavorare con lui nella sua azienda dove col tempo mi ha insegnato tutto del mestiere del tipografo. Questo però comunque non mi ha impedito di rincorrere anche i miei sogni quale il canto e la recitazione, dove sono sempre stato appoggiato dalla mia famiglia. Beh, in poche parole sono una persona come tutte (sorride).

La passione per il canto ce l’hai sempre avuta fin da piccolo? Come è nata?
Si, praticamente da quando ho memoria, ricordo che da piccolo cantavo con mia sorella le canzoni del maestro Nino d’Angelo, la quale impazziva per lui anche se io poi preferivo Claudio Baglioni.
E poi ricordo, avrò avuto tipo 7/8 anni, papà mi portò alle selezioni per lo Zecchino D’Oro dove però per timidezza io non mi esibii.

La timidezza è poi passata crescendo. Ti ricordi la tua prima esibizione in pubblico?
Ricordo che quando uscivo con gli amici ed andavamo in qualche pub dove facevano karaoke io quando cantavo cercavo sempre di nascondermi perché avevo troppa vergogna, poi, pubblicando il primo album, ho dovuto cercare di superare la timidezza se così si può dire. La prima esibizione da cantante ricordo che ero molto teso, un misto di emozione e paura…le gambe che tremavano una sensazione che fondamentalmente poi mi viene ogni volta che mi esibisco.

Quanti album hai pubblicato fino adesso?
Finora due. Il primo intitolato “Solo con te” che è il titolo della canzone che dedicai alla persona di cui ero innamorato in quel periodo, raccontando la nostra storia l’amore. Da lì è poi nato tutto. Il secondo album è intitolato “Quale amore sei” dove anche qui racconto storie di amori finiti o iniziati, di amicizie che finiscono per amore, consigli da dare agli amici, o della paura di amare.

E’ uscito pochi mesi fa anche il tuo ultimo singolo, di che cosa parla?
Si, s’intitola “Baciami sulla bocca” e parla di questo nuovo amore del quale non riesco a farne a meno.

La canzone neomelodica napoletana è sempre più apprezzata. Secondo te quale è il suo punto forte?
Penso che siano proprio i testi perché sono semplici e raccontano le storie reali che succedono un po’ a tutti.

Intervista al cantante neomelodico Ciro MuoioC’è una canzone a cui sei particolarmente affezionato?
Beh, sicuramente sono affezionato a tutte le canzoni anche perché sono un po’ autobiografiche, sono storie, periodi che ho vissuto, però una in particolare c’è e si intitola “Nun t’ho saccio dicere” dal primo album dove racconto un po’ il mio rapporto di odio e amore che ho con mio padre. Un’altra a cui tengo molto è nel secondo album, però quella la tengo per me (ride).

Il tuo cantante preferito di sempre?
In assoluto Micheal Jackson, però ho sempre ascoltato Baglioni, Battisti D’angelo, Finizio…diciamo che ho sempre ascoltato ed ascolto tutt’ora parecchi generi musicali, dipende molto dallo stato d’animo.

Dove trovi ispirazione per comporre le tue canzoni?
Dalle esperienze che vivo, o che vive qualche amica/o.

E prossimamente dove possiamo vederti?
Sicuramente nelle reti private, qualche festa patronale, diciamo che per partecipare a qualche evento di spessore devo ancora superare la timidezza (ride).

Sei una persona molto attiva e conosciuta anche nel mondo Lgbt, ti rivedremo presto anche a presentare con la tua conterranea e amica Stefania Zambrano?
Sicuramente si, la mia prima volta su un palco con un pubblico di fronte è stato proprio ad un concorso organizzato da Stefania Zambrano e volle me a tutti i costi. Io ero intimorito e pieno di vergogna perché pesavo 150 kg e per questo cercavo sempre di nascondermi, reprimendo quello che poi avevo dentro. Stefania sensibile a questa cosa, mi fece salire sul palco facendomi capire che non dovevo assolutamente vergognarmi di come ero.

Stefania è una donna molto empatica a cui è impossibile dire di no! Ciro, infine, il futuro cosa ti riserva?
Progetti per il futuro ne ho tanti, e tanti sono anche i sogni nel cassetto da realizzare ma per scaramanzia non ne parlo….! Un abbraccio a tutti i lettori di Piccole Magazine.

Grazie Ciro Muoio e speriamo di ascoltarti in concerto presto!