Abbiamo avuto il piacere di ospitare nei nostri studi l’affascinante boy Luca Borromeo, famoso accompagnatore e attore hard di Milano, che ci ha raccontato della sua vita e delle sue ambizioni. Se siete stanchi del solito “fast food” e volete assaggiare la “haute cuisine” Luca è l’uomo che fa per voi!

Ciao Luca, raccontaci di te.
Sono più di 10 anni che faccio questo lavoro, quasi 13, ho accumulato molta esperienza. Oltre ad essere gigolò – mi propongo ad una clientela sia femminile, che maschile che di coppia, eterosessuali e bisessuali – sono un attore hard, sempre all’incirca dagli stessi anni in cui faccio l’escort, o il gigolò.

C’è differenza tra le due definizioni?
Dipende dalle latitudini: in Italia, chi svolge questa professione ed è maschio è chiamato “gigolò”, mentre la parola escort è di solito rivolta alle donne, comprende in realtà anche gli uomini, perché significa “accompagnatrice” o “accompagnatore”.

Prima stavamo chiacchierando dietro le quinte di come hai iniziato questo lavoro.
Per gioco, non per necessità, pensa che inizialmente non sapevo neanche esistesse la figura del “gigolò”, pensavo fosse una figura “mitica” legata ai racconti letterari e cinematografici, come Richard Gere nel famoso film. Un amico mi parlò dell’esistenza di alcuni siti in cui era possibile pubblicare un annuncio per farsi chiamare dalle persone in cerca di incontri…spinto dalla curiosità, decisi di accettare la sua proposta, ci facemmo delle foto a vicenda per un sito e dal giorno successivo iniziarono ad arrivare le telefonate!

Un successo immediato, insomma.
Si, e con delle foto artigianali! (ride). La cosa divertente è che io ero incredulo che la cosa potesse funzionare e quando mi chiamavano io andavo agli appuntamenti. Lui invece che aveva spinto ad accettare la sua “sfida”, quando veniva chiamato aveva paura ad andare perché non sapeva chi avrebbe potuto incontrare e al momento di passare all’azione si era tirato indietro.

Dunque, iniziai ad andare a questi appuntamenti, non solo a Milano, città in cui vivo, ma anche in altre zone d’Italia…divertito dall’idea di chi avrei potuto incontrare. Non ho mai pensato che potevo far incontri pericolosi, ero consapevole del fatto che “il delitto perfetto non esiste” e avendo i numeri di chi mi contattava e viceversa, ero tranquillo.

E così è iniziata la tua carriera.
Si, quando mi incontravano dicevano che sembravo un professionista, che ci sapevo fare con le persone etc e da lì decisi da lì a qualche mese dopo di smettere con il lavoro che avevo e dedicarmi esclusivamente a questo. Quindi, non sono arrivato a fare l’accompagnatore per necessità ma per gioco, che, come dice un poeta “è serio pari ad un lavoro” è poi diventato tale.

Come hai scelto il tuo nome d’arte?
Bella domanda, chiaramente non è il mio vero nome d’anagrafe. Ho scelto Luca Borromeo perché sono nato il 4 novembre giorno di San Carlo Borromeo, poi perché venendo da Milano Borromeo ha un legame molto forte. Luca poi è un nome facile, “easy” come direbbero gli inglesi. Il fatto di essere italiano è una garanzia, specialmente visto che la mia clientela è composta al 50% da stranieri anglosassoni. A Milano vengono molti americani, arabi e asiatici e se sono qui per pochi giorni mi chiamano per cercare compagnia e il fatto di far sapere loro che sono italiano per loro è garanzia di qualità. L’Italia all’estero gode ancora di ottima reputazione ed emana un fascino di cui forse gli italiani non si rendono conto! (ride). Il fatto di propormi con nome e cognome italiani dà l’idea che io sia “made in Italy” al 100%.

Un “prodotto” di ottima qualità ed eccellenza!
Si, l’italiano passionale, amatore…del resto “italians do it better!”. Nome e cognome danno profondità al personaggio, di Luca Borromeo ci sono solo io, non sono un Luca tra tanti.

Questa disquisizione sul nome è parecchio interessante perché permette alle persone di capire meglio chi sei. Ora, senza pensarci troppo, tre aggettivi per descriverti?
Senz’altro originale, curioso ed onesto.

Tornando al fatto della clientela, che servizi offri tu e cosa cercano da te?
Io mi dichiaro bisessuale, non ho nessun problema a dirlo e mi fanno sorridere i colleghi che dichiarano di essere etero e poi scopri che hanno una clientela esclusivamente maschile. O si vergognano di far sapere cosa gli piace, o hanno sbagliato ad individuare il loro target. A me chiamano molte donne singole, così come uomini, gay o sposati, magari incuriositi dal fare esperienze nuove. Donne di ogni età, dai 18 in su, sposate, single…con motivazioni diverse perché ovviamente quello che cerca una ragazza di 20 rispetto a una donna di 50 è diverso.

Hanno esigenze diverse?
Certo, magari le 30-40enni mi chiamano per vendicarsi del marito che le ha tradite, 50enne mi chiama non necessariamente perché è stata tradita, ma perché vuole evadere dalla routine di un rapporto consolidato e non ha più intimità con il marito. Ma certo non per questo ha intenzione di mandare a monte il rapporto. Oppure ci sono le single che vogliono divertirsi quando e come vogliono loro. L’altro giorno mi è venuta a trovare una donna che sembrava più giovane dei suoi 40 anni e mi ha assunto come sex trainer…è sposata e si è fatta l’amante, e siccome vuol far bella figura con lui, è venuta a prendere “lezioni di sesso” da me, mi ha chiesto di spiegarle l’approccio…varie cose. (sorride)

Quindi dai anche consulenze?
Si, tra i diversi servizi che propongo c’è anche quello di consulente formatore per aspiranti escort e gigolò. Avendo quasi 13 anni d’esperienza, senza peccare di presunzione, penso di aver imparato qualcosa dal mio lavoro e di poterlo insegnare a chi lo vuole apprendere, consapevole del fatto che non vado incontro al fatto di nessuna complicazione a livello legale. Non è favoreggiamento o induzione, semplicemente io dispenso consigli su come farlo al meglio.

Come si sviluppa la cosa?
Ricevo le telefonate dagli “aspiranti” gigolò. Uso le virgolette perché molti di chi mi chiama vuole farlo per necessità e non per gioco, sia uomini che donne. C’è chi è rimasto senza lavoro, chi ha bisogno di soldi per vari motivi e pensano di potersi improvvisare, attirati dai facili guadagni. Prima di tutto, vorrei dire a tutti che decidere di fare questo lavoro per bisogno è il peggiore degli approcci. In secondo luogo, il guadagno non è facile, bisogna saper avere a che fare con le persone, non solo a letto ma anche umanamente, a me la gente non chiama solo per “scopare” ma mi assumono per andare in viaggio con loro, fare rappresentanza, andare a teatro, nei musei alle mostre…dare lezioni.

In che senso?
Una volta una persona mi ha chiamato perché nel suo programma di viaggio erano previste gite a cavallo, io ci so andare e quindi mi ha chiamato anche perché ero adatto. Poi serve sapere l’inglese a livello “fluent”: la metà di chi mi cerca è straniero e saperlo a livello base non basta.
Ancora, sono massaggiatore, tanti cercano come primo approccio una cosa graduale e coinvolgente e il massaggio è perfetto per questo, crea un’atmosfera che poi porta ad altro. Per questo ho imparato a fare i massaggi, è importante saperli fare bene, altrimenti rischi di fare male.

Per questo prima dicevi di essere curioso.
Esatto, quando c’è qualcosa che non so, la voglio imparare! Anche nel sesso: non sono nato “imparato”, tante cose ho imparato a farle nel tempo, chiedendo al partner di turno, andando incontro alle sue esigenze. Mi sono sempre posto in un atteggiamento di ascolto, cosa che è scritto anche nel mio annuncio su Piccole Trasgressioni: ascoltare è la base.

Un buon consiglio da dare dunque agli aspiranti escort è quello di investire su loro stessi, sia finanziariamente che sul lato umano, con un occhio di riguardo all’ascolto, giusto?
Certo. Ma come dicevo prima, se il motivo scatenante è il bisogno dico di fare piuttosto un secondo lavoro, perché quello da escort non fa per loro. In questa attività, al di là della formazione personale, bisogna capire che non ci si improvvisa, bisogna spendere per foto e video professionali, solo i selfie dimostrano che non sei un professionista. Devi saperti in un annuncio accattivante e originale che ti distingua e che spinga le persone a chiamarti, vogliono una persona che si distingua, oltre che per l’aspetto fisico anche per la personalità. Io sono un uomo a 360°.

Sicuramente tu oltre all’aspetto fisico decisamente avvenente, offri una personalità intrigante ed interessante.
Grazie. Ed è quello che la gente cerca, un professionista con del contenuto. Io ho 40 anni e non mi reputo un “bambolotto vuoto” che può andar bene per persone che cercano ragazzi molto giovani d’età e con poca esperienza. A me continuando a chiamare clienti dopo tanti anni perché ho saputo conquistarli, coinvolgerli.

Insomma, li hai fidelizzati.
Si, diventi indispensabile, quasi (sorride).

Mi sorge una curiosità, tu sei riuscito a conquistare loro, ma una persona, per conquistare te, che caratteristiche deve avere?
Ne conosco tante di persone che mi hanno conquistato con la loro personalità e per le cose che grazie a loro ho imparato. Attraverso tanti clienti ho migliorato me stesso: al di là dell’aspetto economico, che è alla base di tutto, sul piano umano questo lavoro mi ha dato molto, e così sento di dare io.

E’ mai capitato che qualcuno si innamorasse di te, o viceversa?
Capita spesso. Da parte mia non lo faccio trasparire. Ma il fatto di innamorarmi di qualcuno è uno stimolo a dare del mio meglio, a non essere freddo. Mantengo sempre la professionalità, dirlo potrebbe creare un problema. Da parte dei clienti invece, ci sono persone più accorte che me lo hanno detto ma senza grossi eccessi di passionalità, sanno come approcciarsi e che tipo di rapporto ci deve essere tra noi. Altri invece si rivolgono a me in un momento di solitudine e non tengono conto dell’eventualità di potersi innamorare di me. E quando succede poi diventano ossessivi, perdono un po’ di vista il senso del rapporto, non sanno come approcciarsi ad una figura come la mia. E’ la disperazione a spingerli: magari in quel momento non hanno una vita privata o qualcuno vicino. In quel caso io mi limito a fare semplicemente il mio lavoro al meglio, non mi pongo troppo domande.

C’è stato qualche episodio piacevole che ricordi volentieri?
Mi fa piacere ricevere i complimenti se ho lavorato bene, mi piace che le persone serbino un bel ricordo di me. Poi sono arrivato dove non avrei mai creduto di arrivare: un anno fa mi trovavo a Los Angeles ad una serata di gala, all’inaugurazione di un museo a Westwood, vicino Beverly Hills. Ero lì con un cliente che mi aveva fatto passare per uno dei suoi segretari ed ero ospite della sua villa d’epoca a Beverly Hills che custodiva una collezione d’arte da fare invidia ad un museo di arte contemporanea. Mi aveva chiamato perché nel mio annuncio c’era scritto che mi interessavo di arte e cinema, mi aveva fatto chiamare dai suoi collaboratori e poi l’invito a raggiungerlo a Los Angeles…Io ero già andato negli Stati Uniti ma era la prima volta a Los Angeles, è stata una bellissima esperienza, ero in questa casa circondato da opere di artisti che conoscevo ed era un sogno. Poi appunto la sera mi ha portato a questa serata di gala dove ho incontrato diversi personaggi famosi dello star system hollywoodiano e ho mietuto complimenti per lo stile e l’eleganza. Non avrei mai pensato di arrivare lì, ecco. Anzi, se volete invitarmi agli Academy Awards ho già lo smoking pronto…(ride)

Non fatevi scappare l’occasione allora. Luca, dove ti possono contattare le persone?
Mi trovate su Piccole Trasgressioni – top boys class. Ho anche i miei canali social, cercate Luca Borromeo su Instagram, Facebook e Twitter. Chiamatemi, il mio numero di telefono è scritto ovunque e io sono sempre disponibile, non mi disturbate, rispondo sempre volentieri alle vostre richieste.

Riguardo il tuo lavoro di attore hard invece cosa puoi raccontarci?
L’attività di attore non l’ho mai voluta fare in maniera continuativa perché almeno in Europa è difficile essere messi sotto contratto da una produzione e comunque non è che lavori tutti i giorni. Avevo iniziato in contemporanea alla mia carriera di escort con una casa di produzione di Bologna che faceva film gay, poi mi è stato proposto di fare l’attore etero o “switch”, e ho girato molti film tra il 2007 e il 2009 con una produzione di Milano. Mi sono poi fermato perché il lavoro di boy mi impegnava molto, inoltre per girare le scene hard non devi avere fatto sesso la sera prima e quindi era diventato inconciliabile. Oltretutto i guadagni di un attore hard sono minori rispetto a quelli da escort.

Ora però hai ricominciato giusto?
Si, con l’aumento vertiginoso dei siti porno gratis in internet, tante persone hanno iniziato a chiamarmi dicendo che mi avevano visto in vecchi film online. Allora ho pensato che era una straordinaria opportunità per me ed avere ulteriore visibilità, quindi mi sono detto che potevo riprendere a fare film. Ho iniziato con video auto prodotti fino a che una produzione di Torino mi ha contattato proponendomi di girare per loro e ho accettato, anche perché non ho spese e questo mi ha alzato anche nella ricerca dell’indicizzazione online (ride). Oltretutto adesso tante persone mi chiedono di fare con loro la stessa cosa che magari mi hanno visto fare in un film…

E prendono ispirazione!
Ecco perché continuo, anzi, vorrei fare anche più film gay, ma in Italia non ci sono, sono tutte concentrare in Inghilterra, Spagna o in America e andare all’estero per farlo è più difficoltoso. Una curiosità: nell’ultimo film gay che ho girato in Inghilterra gli attori recitavano e facevano sesso vestiti in giacca e cravatta.

E come è stato?
E’ stato difficilissimo, terribile. A parte la scomodità, nello studio atelier di moda dove abbiamo girato, gli spazi erano piccoli e c’era tanta gente della troupe. Le luci facevano caldissimo, non potevo spogliarmi perché il cliente che aveva richiesto quel film aveva quel tipo di fetish. Comunque la cosa ha funzionato, all’indomani dell’uscita del film mi hanno contattato persone che volevano le ricevessi vestito in giacca e cravatta e che facessimo le stesse cose del film. Spero di girarne molti altri, a costo anche di autofinanziarmi.

Hai molte cose sul fuoco!
Ad un certo punto dovrò scegliere a cosa dedicarmi, ho realizzato tanto, chiaro che nel futuro, man mano che arrivano le occasioni potrò scegliere se coglierle al volo o no, a seconda se mi danno o meno opportunità future.

Hai un sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe aprire un bordello maschile in Italia ma qui è difficile vista la legge! Però magari apro l’Università del Gigolò, visto che abbiamo già quella degli Influencers! (ride)

Un’Università aperta però a chi ha i requisiti giusti.
In primis a chi ama questo lavoro e non lo vuole fare per necessità. Se non sei trasgressivo, non puoi farlo. Io stesso se non fossi un amante della trasgressione, non potrei, certe cose devi sentirtele e viverle con leggerezza, senza drammaticità. Non basta essere belli o belle, bisogna sapersi approcciare a tante tipologie di persone diverse, con sensibilità diverse dalla tua.

E non posso che essere d’accordo con te e augurarti il meglio. Grazie mille Luca Borromeo per essere stato con noi, speriamo di rivederci presto!

Condividi