Abbiamo avuto una interessante conversazione con Andrea Pancaldi, volto conosciuto e collaboratore da anni della serata “La Regina Nera“, che si svolge a Bologna una volta al mese, punto di ritrovo per ogni appassionato di pratiche sadomasochistiche, bondage (legature) e in generale per chi vuole realizzare attivamente le fantasie erotiche più particolari.

Ciao Andrea, ti va di raccontarci un po’ di te?
Iniziamo con la domanda più difficile. Posso dirti che Andrea Pancaldi nasce nel 2006. Perché dico nasce? Perché come in tanti già sapranno non è il mio vero nome, ma il nome che ho usato la prima volta che sono entrato alla serata alternativa Decadence nel 2006. In tantissimi avevano nomi che palesemente non potevano essere reali, quindi io non volli essere da meno (era la prima volta per me ed ero affascinato da questa cosa). Usai il primo nome che mi venne in mente, ne volevo uno semplice da ricordare. Tra l’altro, ho anche due amici che hanno stesso nome e cognome…ma loro non lo sanno (ride).

Essendo tu un volto piuttosto noto nell’ambito delle serate bdsm, dove c’è una elevata presenza di dominanti e schiavi, puoi darci una tua definizione di Master?
Il Master è appunto una figura dominante, nel caso dell’uomo, di sesso maschile che sottomette un’altra persona. Oggi giorno, in tanti si identificano Master, forse per via di alcuni film usciti negli ultimi anni, forse solo per manie di grandezza. Io invece credo che una persona possa definirsi tale solo quando ha alle spalle tantissima esperienza e sappia prima di tutto condurre un gioco sano, sicuro e consensuale.

Tu ti identifichi in un Master o pensi che un giorno ti ci identificherai?
Assolutamente no. Seppure nel gioco mi piaccia assumere un ruolo da dominante, non mi sento un Master in senso stretto: ho ancora tante cose da imparare, tante pratiche e mi manca ancora tantissima esperienza. Poi, personalmente, non credo mi ci identificherò mai.

Nel gioco cosa ti piace di più in ciò che fai?
Una delle cose che più amo è la dominazione psicologica. Arrivare a puntare sui fattori psicologici ed emozionali dell’altra persona. Poter lasciare da parte per una volta il fattore fisico e dedicarmi al 100% a questa pratica.

Cosa ti piace di meno, se c’è, nelle tue pratiche?
Normalmente cerco sempre di fare cose che piacciano sia a me che alla mia compagna.

Credi che andrai avanti in questo ruolo all’infinito o un giorno smetterai?
Da sempre nel gioco ho assunto ruoli di dominazione, quindi direi di sì.

Hai avuto un “maestro” che ti ha introdotto in questo percorso?
Nessun maestro, o meglio: ho iniziato ad interessarmi, a leggere e a guardare persone più capaci di me. Ho la fortuna di poter far pratica con la mia ragazza, insieme impariamo, ci scopriamo e capiamo quali sono i limiti a cui possiamo spingerci. Poi, sì, per certe pratiche mi sono affidato agli insegnamenti di persone che si potrebbero tranquillamente definire maestri nel loro settore.

La tua passione per la dominazione ti ha portato a collaborare strettamente con una delle serate bdsm più importanti d’Italia “La Regina Nera”. In che ruolo?
Si, ad oggi collaboro principalmente con la serata “La Regina Nera”, serata BDSM che ha sede a Bologna una volta al mese. Anche se non sembra, un evento di questo genere richiede tantissime energie, tantissima passione che però viene sempre ripagata dalle facce felici che alla fine della nottata ci salutano. Collaboro nella buona riuscita della festa e mi occupo di tante cose, gestisco i fotografi e la selezione e la censura delle fotografie, faccio accoglienza all’entrata a inizio serata e durante la serata giro tra le persone per sapere la loro opinione su come si trovano e mi assicuro che tutto si svolga per il meglio.

Cosa ti piace di questo mondo?
La cosa che più amo è vedere persone che possono essere davvero quello che sono, libere di esprimersi al 100% senza la paura di essere giudicati dagli altri. Purtroppo, viviamo in una società che troppo spesso limita le persone e in una serata come La Regina Nera, appunto, possono davvero mostrarsi per come sono veramente.

Infine, ti va di raccontarci la tua prima volta in un locale notturno, qualche aneddoto particolare?
La mia primissima volta fu molto divertente, ero al Decadence con un amico. E come tutti i curiosi, volevamo entrare a tutti i costi in “dark room” (camera oscura dove le coppie o i gruppi si appartano a fare sesso). Dopo aver cercato due ragazze disposte ad accompagnarci, passammo la selezione ed entrammo. Una volta dentro, lasciammo andare le due ragazze e cominciammo a guardarci intorno. Ovviamente, venimmo notati subito da un ragazzo della sicurezza che ci invitò ad uscire ma una ragazza (alta, nastro nero a formare la classica X sui capezzoli e perizoma) ci disse che potevamo restare dentro se in cambio ci facevamo mettere alla gogna e frustare. Ovviamente accettammo, non volendo uscire da li senza essere stati neanche tre minuti dentro. Fu la primissima volta che provai sulla mia pelle un “fustigatore” e non fu particolarmente bello, infatti fu anche l’ultima. Venimmo allontanati dalla sala subito dopo, purtroppo.

Dammi un tuo pensiero libero, a conclusione di questa intervista, su ciò che non ti è stato chiesto, ma avresti voluto dire.
Da aggiungere ho davvero poco. E’ stato davvero un piacere per me partecipare a questa intervista. Per chi avrà voglia, ci vediamo alla “Regina Nera” da settembre. Vi aspetto, a presto.

Grazie Andrea Pancaldi per il tempo che ci hai dedicato e a presto.

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