Intervista ad ADRIANO FERRO in merito al Ddl Zan: ‘Siamo esseri speciali’ Interviste

Intervista ad ADRIANO FERRO in merito al Ddl Zan: ‘Siamo esseri speciali’

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È con immenso piacere che vi presentiamo una nuova intervista ad Adriano Ferro che ci parlerà di alcuni sui progetti che ci permetteranno di conoscerlo meglio.
Ci piace variare gli argomenti che trattiamo per coinvolgere sempre più utenti e sappiamo che quando si tratta della vita notturna milanese possiamo contare su di lui. Abbiamo partecipato e parteciperemo a tantissimi eventi e spettacoli al Baraonda, il locale che Adriano Ferro gestisce e che, in questo periodo, ha adattato per far divertire il pubblico in totale sicurezza.
Siamo curiosi però di scoprire il ‘dietro le quinte’ e la sua storia per conoscere un po’ il suo pensiero e il suo punto di vista che di sicuro servirà come esempio per tante altre persone.

Intervista ad ADRIANO FERRO in merito al Ddl Zan: ‘Siamo esseri speciali’Ci piacerebbe prima di tutto poter sapere un po’ della tua storia e la tua vita Adriano. Come ti definisci a livello personale?
È un piacere reciproco interloquire con voi che siete sempre attenti alle tematiche LGBT+. Mi definisco un uomo abbastanza cresciuto ma con la voglia di giocare come un adolescente. Forse è perché son dovuto crescere in fretta, in una Sicilia di circa 28 anni fa, che mi stava stretta e non mi ‘capiva’…per usare un eufemismo. Sono gioviale ma nello stesso tempo molto solitario e in momenti come questi emerge il mio vero essere. Pirandello scrisse la novella ‘Uno, nessuno e centomila’, la trovo splendida, sembra cucita sul corpo e sull’anima di un gay. Spesso tormentata ma anche giocosa, fragile ma molto dura. Proprio come la vita, che grazie alle nuove leggi sembra un po’ più  lieve, anche se bisogna lavorarci ancora molto sopra. 
Amo insomma rinchiudermi nella mia tana. La mia casa è il posto dove ritrovo me stesso, in cui rifletto, scrivo e penso a quello che dovrò e vorrò fare. Posso definirmi un uomo al quanto complicato insomma.

Qual è la tua opinione sulla comunità LGBT+, specialmente quella italiana?
Non si differenzia molto da quella globale. Il gay italiano, si distingue in due categorie, e non so quale sia la migliore. Una un po’ ‘attempata’ di cui faccio parte, e l’altra è composta dalle nuove leve. Per quanto riguarda la prima categoria, che è la più grande, a me sembra di essere rimasti in un limbo. Ci si corteggia ancora con gli sguardi e si scelgono accuratamente le parole da dire.
A volte però capita di esagerare se possiamo dire così e ci sforza così tanto a trovare un letto caldo fino a dimenticarsi che c’è un’età per ogni cosa e si rischia di trascendere nel ridicolo. Proprio per questo al di fuori del mio lavoro sono molto discreto, soprattutto per quanto riguarda la mia vita privata.

I giovani invece, forse più fortunati rispetto a noi, hanno una maggiore libertà espressiva, che a mio avviso, a volte sfocia un po’ nell’eccesso.
Tutto questo però l’hanno guadagnato grazie ai semi delle battaglie dei nostri zii o nonni gay che finalmente hanno germogliato e loro ne raccolgono i frutti, ed è giusto così.
Credo però che si necessiti di un giusto equilibrio, come in tutto.

Secondo te, viste tutte le leggi esistenti soprattutto a livello nazionale, una persona LGBT+ si può sentire totalmente libera di essere sé stessa?
Assolutamente no! Come ho detto prima, devono cambiare ancora tante cose e le tutele per le persone gay lesbiche e trans devono aumentare. I fatti recenti del resto mi danno ragione e per questo la legge ZAN deve essere approvata al più presto, soprattutto per proteggere le categorie fragili. Questo disegno infatti è per una legge non a persona ma che protegge varie categorie.

Senza entrare troppo nei dettagli e nei termini legati, cosa pensi del Ddl Zan?
È una legge che ci chiede l’Europa, che protegge chi è fragile, e che non imbavaglia nessuno. Del resto un omofobo tale rimarrà, anche se fosse accettata la legge Zan. È difficile estirpare il seme dell’odio ma quanto meno si tenterà di dare giustizia a chi viene picchiato deriso, e a volte ucciso. L’aggravante omofobo deve esserci.

Cosa ne pensi sulle modifiche e la ristrutturazione di questa legge?
Purtroppo in Italia pur di portare un mezzo successo, e questo vale per tutti i vari schieramenti politici di turno, si scende a compromessi. Speriamo però di non portare a casa una mezza legge che non è una legge vera e propria!

Intervista ad ADRIANO FERRO in merito al Ddl Zan: ‘Siamo esseri speciali’Ti sei trovato in qualche momento della tua vita, vittima dei flagelli sociali che stanno cercando di estinguere? Insomma sei stato vittima di omofobia, discriminazione, violenza e/o il non riconoscimento dei tuoi diritti? Se ti è capitato o conosci persone vicine a te a cui è capitato, come hai reagito davanti a quelle situazioni?
Certo che si e parecchie volte. Sia in Sicilia in tenera età, che nella metropolitana di Milano, proprio quando arrivai in questa città. Amo Milano e la ringrazio per avermi fatto crescere anche sotto il profilo artistico…nonostante tutti i rospi che ho dovuto ingoiare!

Voglio raccontarvi un aneddoto che mi è capitato circa 20 anni fa quando comprai casa in via Keplero.
Nell’attico abitava una signora, giudice, che, come ben venuto, il primo giorno che varcai la soglia, mi fece trovare un biglietto attaccato alla porta. Ricordo ancora benissimo la scritta: non vogliamo KekKe in questo condominio! Lottai per 10 anni, subii, da lei e da altri signori anziani, di tutto: dall’auto graffiata alle teste di galline sgozzate sull’uscio di casa.
Mi arresi? Si e non mi vergogno! La mia serenità, mi resi conto, che valeva più di ogni altra cosa. Immagino che non sia il finale che immaginavate ma vendetti casa e trovai la serenità in questa dove vivo. Potrei scrivere un libro…che forse scriverò. Vi terrò informati.

Complimenti, è un ottimo esempio! Non sempre arrendersi è sbagliato, a volte è la soluzione migliore! A parer tuo esiste però una soluzione a queste discriminazioni? Quale sarebbe la soluzione di Adriano Ferro e perché?
La soluzione all’ignoranza, mi spiace ammetterlo, non esiste.
Come si suol dire la moglie del BIIIIP è sempre incinta! E nel bip potete metterci la parolaccia che preferite! (sorride)
La soluzione alla fine insomma siamo noi. Dobbiamo corazzarci di coraggio e combattere. Il cuore mi duole per quei ragazzini che non hanno tale forza. Vanno tutelati, protetti e amati dalla famiglia, che a volte invece li allontana. Siamo gay, per molti siamo solo tacchi, boa di struzzo, Madonna, Lady Gaga e sciocchezzuole…spesso ci si dimentica che dietro una piuma, c’è un cuore, un’anima, una mente e un corpo.

Hai ragione, ma speriamo che le cose cambino. Per finire, lancia un tuo messaggio alla comunità LGBT+ d’Italia…
Chi sono io per poterlo fare? Posso solo dire di non fare gli errori da me fatti in tenera età. Tentai il suicidio quando ebbi la consapevolezza del mio essere, per paura, per vergogna e per odio verso me stesso. Posso solo dire ai giovani gay, non fatevi male, siamo esseri speciali, come disse l’immenso Battiato.
Grazie a tutti e a presto. Vi aspetto al Baraonda!

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