Intervista a Walter, il piccolo diavoletto che ti porta in paradisoBuongiorno Walter e piacere. Siamo molto felici di condividere con i nostri lettori quest’intervista davvero interessante che ci permette di conoscerti meglio. Direi che possiamo partire dagli aspetti più fondamentali che prendi in considerazione per svolgere il tuo percorso come accompagnatore, vuoi dirci quali sono?
Ciao a tutti e grazie! Direi che il punto di partenza fondamentale risiede nel primissimo contatto, che è sempre telefonico.
La persona dall’altre parte deve avvertire la massima cortesia e molta educazione, senza simulazioni. Ovviamente poi non può mancare la disponibilità. Non parlo molto di me all’inizio, se non il minimo per mettere a proprio agio la persona.
Lascio che si esprima e mi limito a rispondere con equilibrio, senza affollare la mente.

Che si tratti di un uomo o una donna, tengo sempre conto della diversità nell’approccio, ma non è scontato che l’uomo sia più diretto della donna anzi, spesso è il contrario.
La conversazione deve prendere una forma generica, non si parla subito di quello che io posso fare, in fondo entrambi sappiamo perché siamo al telefono.
Quando vengo contattato, spengo eventuali distrazioni, radio o tv, perché chi sta dell’altra parte deve sentire e ricevere la mia attenzione completamente. Mi concentro sull’altra persona quindi senza distrazioni che sicuramente potrebbero creare fastidi.
Inoltre considero anche il fattore logistico: chi desidera trascorrere del tempo con me, sia poche ore che un fine settimana, non deve avere l’ansia di come muoversi o dove ricevermi. Se desidera venire da me o devo spostarmi io, tutto deve svolgersi liscio, senza stress. Possiamo dire che il primo contatto e la preparazione sono molto importanti!

Cosa significa per te il piacere?
Il piacere parte dalla testa. Se dovessimo dire che il piacere è il sesso, allora ridurremmo tutto a un numero di contrazioni. È il contorno che fa il piatto.

Per te è più importante donare piacere oppure riceverlo?
Ovviamente darlo, poi ovviamente visto come mi propongo, allo stesso tempo lo ricevo. A prescindere che ci sia un rapporto intimo completo, allora anche io provo piacere, la carne è carne, ma la priorità è l’altra persona, che sia lui o lei. Non mi comporta nessuna fatica, viene naturale, è gioia.

Raccontaci come vivi le tue esperienze come accompagnatore. Sei più ricercato da uomini, donne o coppie?
Dipende dai momenti, ma direi che maggiormente uomini e coppie. Donne ancora al 100% disinvolte che ti cerchino, sono in numero minore. Per me c’è ancora un po’ di retaggio storico del ruolo di donna che resiste, ma la maggior parte ormai, e aggiungo finalmente, rivendicano il diritto del godimento.

Vivo con molta serenità la mia esperienza e durante gli incontri di persona si è sempre creata un’atmosfera di simpatia e complicità, senza invadenza.
Delicatezza e trasgressione, con tocchi di sorprese piccanti ma gradite, sono fondamentali. Mi studio il profilo di chi mi vuole, in maniera discretissima con domande molto mirate e naturali, per poterlo/a a renderli felici.
Ho fatto molte volte il toyboys, senza limiti di trasgressione, diventando quindi il giocattolino di coppie esigenti, che hanno sempre dei capricci.

Intervista a Walter, il piccolo diavoletto che ti porta in paradisoSappiamo che hai provato anche a essere Master? Cosa provi quando vivi quell’esperienza?
È giusto specificare che ovviamente queste esperienze sono sempre accordate e forse anche questo le rende bellissime. Dolce e amaro si alternano. Non servono nemmeno tanti strumenti che procurano dolore fisico.
Umiliazione psicologica, cuckold, lui guarda e lei lo umilia, o viceversa, sono tante le situazioni che si creano. A volte trovo anche chi prova piacere accompagnato da lacrime, perché ancora una volta, si gode di cuore specie con il Master e bull.

Mi è capitato anche di vedere una donna che viene umiliata da un’altra…sono sempre e tutti giochi senza forzature.
Non uso catene e nulla, al massimo corde. Una volta ho messo in una dispensa angusta in castigo una donna che sapeva di meritarselo. Era nel copione. Aveva disobbedito.

Qual è la differenza tra il Walter accompagnatore e il Walter Master?
La stessa dell’acqua che viene versata in due vasi diversi…prende la forma del recipiente che la contiene.

Quale sarebbe il tuo incontro perfetto? E perché?
L’incontro perfetto più che mio dovrebbe essere suo. Come dicevo mi impegno molto a capire chi ho davanti e cerco di rendere unico per lui ogni momento. Per questo direi che per rispondere scelgo gli incontri che hanno portato l’altra persona a tornare da me e quelli con chi mi sponsorizza dopo appunto essere rimasto felice.
Poi alla risposta aggiungo che per me, che si avvicini alla perfezione, sarebbe un incontro in una città grande, dove non sono sotto riflettori indesiderati come in un piccolo paese o in una cittadina. Ad esempio un weekend con la buona tavola…viziato per poi viziare…perché? Perché mi piace essere gratificato e sentirmi dire che ho fatto stare bene!

Molto interessante e siamo sicuri che in molti condividono e prenderanno spunto da questo ‘appuntamento perfetto’ per contattarti! Per concludere, come ti piace definirti?
Mi definisco il piccolo diavoletto che ti porta in paradiso…

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