Il mondo Transgender italiano, e più in generale il popolo LGBT, ha al suo interno molte personalità forti, di grande valenza scenica ed indubbie capacità. In questo prato così rigoglioso c’è un fiore che si fa notare particolarmente per la sua bellezza e presenza. Questo fiore, che ha il nome e le sembianze di Sofia “Lapapessa” Mehiel, ci ha dedicato un po’ di tempo ed indovinate? Ne è nata un’intervista ricca di spunti interessanti e di retroscena.

Come è cominciato il tuo lavoro come conduttrice di eventi e perché è nata questa passione?
Innanzitutto grazie agli amici di Piccole Magazine per questo spazio che mi concedete. Mi chiamo Sofia Mehiel detta anche Lapapessa.
Il soprannome nasce dal fatto che mio padre di cognome si chiama Papa e visto che, le fondatrici di uno dei primi movimenti omossessuali e lesbo in Sicilia si chiamavano Le Papesse, da li è nato il mio soprannome.

Ho iniziato a frequentare il mondo dello spettacolo nel 1999 quando fui ospite da Gad Lerner su Rai 1 , grazie anche al fatto che in quel periodo, il comune di Bologna organizzava i primi corsi di formazioni per transessuali con fondi statali ed iniziative per inserire persone come docenti per i Beni culturali ed ambientali.
Dopo questo, ho studiato recitazione al teatro del Navile ed ho lavorato nella compagnia teatrale Albert Stanley di Ennio Ruffolo al Cassero (Arcigay nazionale). Sono stati anni di formazione importantissimi per la mia carriera e capacità di stare sul palco. Ho studiato canto per migliorare la gestione della voce e del diaframma grazie all’insegnante Luisa Lodi, fondamentale per la mia formazione vocale.

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Da quanti anni lavori nel mondo degli eventi e spettacoli e di cosa ti occupi?
Ho iniziato nel 1999 nei locali come cartomante e da li, migliaia di eventi in giro ovunque e visto le mie doti caratteriali e di parlantina anche in presenza di pubblico da li hanno iniziato a chiamarmi per presentare eventi e cosi è nata la mia carriera da presentatrice. A seguito di questa crescente visibilità hanno iniziato ad affidarmi le direzioni artistiche di vari locali…tanti (ride); complice il fatto che, sopratutto nel mio periodo di transizione ero anche molto piacente dal punto di vista estetico.
Dal 2000 in poi sono diventata la spalla destra di Regina Satariano per il concorso nazionale di Miss Trans Italia.

Nel 2005 ho creato Miss Trans Emilia Romagna con notevoli successi ed ospiti di prestigio, da Diego Dolcini stilista delle scarpe di Mariah Carey, Platinette e Maurizio Fiorrini e molte altre persone che hanno contribuito ad aumentare la mia popolarità. Successivamente, ho iniziato con spettacoli di Trasformismo includendo donne Transessuali, Drag Queen e cercando di creare un ambiente inclusivo di tutte le forme artistiche, al contrario di quello che era in precedenza dove le Drag Queen tendevano ad escludere le Trans nei loro spettacoli.

È difficile condurre un evento e quali sono state le difficoltà che hai incontrato nel corso degli anni?
Effettivamente non è facile condurre eventi come i Miss Trans perché devi cercare di far contente un po’ tutte le partecipanti e per far questo, visto che nei concorsi di bellezza tradizionali le fasce di premiazione sono molto poche, già dal 2005 decisi  di creare più fasce per premiare vari aspetti che valorizzassero le ragazze, dal total look, alle curve per le ragazze formose senza privilegiare per forza le ragazze magrissime, ho cercato di dare alle ragazze Trans un incentivo per non mollare e per migliorarsi sempre e diventare dive di loro stesse.
Sicuramente quindi grandi difficoltà, a volte anche rimesse economiche ma comunque soddisfazioni sempre crescenti, dalle ragazze, dalle istituzioni, onorificenze. Alla soglia dei miei 40 anni, mi aspetto di ritornare nel direttivo di situazioni molto importanti che per un periodo ho deciso di mollare per impegni imprenditoriali ma che ora voglio riprendere grazie anche alle mie esperienze passate.
Attualmente il mio lavoro è come Mistress, e cerco quotidianamente di andare avanti anche se sappiamo tutti che non è facile ma mi guida lo spirito dell’arcobaleno che è dentro in ognuna di noi, che è partito dal simbolo del triangolo rosa cucito sulle persone omosessuali durante la seconda guerra mondiale e portato oggi come un arcobaleno. Cerco di affrontare tutte le disuguaglianze che ancora esistono, per esempio in posti come la Russia e peggio ancora la Cina da dove non trapela niente rispetto a quello che succede a chi porta avanti queste tematiche.

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Quale è la tua passione? 
La mia più grande passione è sempre stata lo spettacolo come forma d’arte, espressa in tutte le sue discipline.

Gli eventi miss Trans hanno aiutato a dare visibilità alle ragazze Trans?
Mi auguro che questi concorsi servano non soltanto per far vedere la bellezza delle donne transgender, ma che siano un veicolo per abbattere le barriere e creare situazioni a favore dell’uguaglianza, per rafforzare le nostre organizzazioni, per aumentare la prevenzione e l’informazione, per creare un fronte comune anche a supporto di quei paesi dove le donne Trans ancora vivono con grandi difficoltà, come può essere la Romania, la Russia, la Cina.

Cosa ne pensi riguardo alla disuguaglianza dei diritti tra la supposta famiglia tradizionale e quella lgbt?
Ti rispondo dicendo semplicemente che dietro ad un figlio adottabile c’è un matrimonio etero fallito. E’ inutile l’ utero in affitto, secondo me tutte le persone, indipendentemente dalle loro preferenze sessuali, dovrebbero preoccuparsi di questi bambini abbandonati e, mi ripeto, se sono stati abbandonati, dietro c’è il fallimento di una coppia eterosessuale.

Il concorso più famoso del mondo è il miss International Queen nella città di Pataya in Thailandia, hai mai pensato di portare a rappresentare il proprio paese una candidata italiana che abbia vinto il Miss Trans Italia o Miss Trans Europa?
Miss International Queen è una potenza. Sappiamo che nella tradizione Buddista Thailandese la Transessuale è la figlia di Buddha che deve espiare i peccati della vita precedente, il famoso Kathoey, personaggio che gode di grande rispetto anche a livello religioso.
Sappiamo che la Thailandia è all’avanguardia per quel che riguarda il cambio di sesso (che ho fatto anche io 8 anni fa).
Questo concorso è cresciuto sempre più di importanza nel corso degli anni anche grazie alla presenza di  grandi sponsor molto forti che hanno permesso una risonanza mondiale dell’evento.
Sono sincera, effettivamente sono sempre molto perplessa nel vedere una Thailandia cosi avanti a fianco di una Cina cosi arretrata da questo punto di vista.
Non vi nascondo che il mio sogno oltre che quello di accompagnare qualcuna come rappresentante italiana sarebbe quello di parteciparvi direttamente, ma per le taglie forti (ride).

Grazie Sofia “Lapapessa” Mehiel e a presto!

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