Regina Satariano, responsabile del Consultorio Transgenere di Torre del Lago Puccini e Vice Presidente ONIG, è tornata da pochi giorni da Barcellona, dove ha partecipato come ospite speciale a Miss Trans Star International 2019. Nello specifico, è importante sottolineare come sia stata rilevante la sua presenza al FORO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI E SALUTE: “ESSERE TRANSGENDER: IMPATTO NELLE NOSTRE VITE & STRATEGIE”, dove ha tenuto un intervento sul tabù del lavoro sessuale e che ha posto l’accento sulla tutela della salute.

Buongiorno Regina, come è stata l’esperienza a Miss Trans Star International?
In generale positiva, tutto era orientato non solo alla bellezza indiscussa delle concorrenti, ma sullo stare insieme, al dibattito. Le ragazze provenivano da Paesi diversi e socializzare è stato molto importante, visto il contesto generale. Lo staff organizzativo è stato eccellente e le ragazze si sono adeguate al regolamento dalla A alla Z, senza creare problemi. Questo è stato molto positivo.

Hai partecipato come attivista politica, unica invitata dall’Italia, a un importante convegno sui diritti transgender, raccontaci un po’ cosa è emerso da questo confronto.
I problemi delle persone trans sono uguali in tutto il mondo, il disagio è ovunque. Valuto la mia presenza in modo positivo, ho trovato disponibilità alla collaborazione e al dialogo. Al dibattito ho proposto a tutte le concorrenti di mandare una mail a Piccole Magazine dove raccontare, non solo la loro esperienza personale ma descrivendo anche il contesto legislativo e sociale dove vivono, di esporsi con l’ONU, esponendo le loro richieste.

Sappiamo che sei stata molto applaudita, specialmente quando hai raccontato la tua esperienza.
E’ vero, quando ho raccontato il mio vissuto è stato un momento toccante, diverse persone si sono emozionate. Anche quando ho chiesto un minuto di silenzio per le vittime che ogni anno vengono ricordate nel TDOR.

Vittime che purtroppo ogni anno aumentano.
Esatto. E purtroppo si tratta di una lista di nomi non veritiera perché spesso le trans che vengono ammazzate non vengono riconosciute, le generalità restano ignote o certune vengono “insabbiate” e non figurano nell’elenco.

Al concorso è stata assegnata anche una seconda corona, quella di Miss Beyond The Crown, che premiava la Miss più coinvolta concretamente nell’attivismo LGBT. Pensi che per una Miss, vista la sua esposizione mediatica, sia particolarmente importante farlo, essere d’esempio?
Come ho detto alle concorrenti: “vi do’ una notizia, siete ambasciatrice dei diritti trans per il mondo, ognuna di voi quando torna a casa deve iniziare a lavorare su questo, avete questa responsabilità”. Il titolo è certamente importante e utile, tutte vengono da mondi differenti, ed e bisogna dar valore al portare avanti la battaglia per i diritti.

Come hai trovato le partecipanti al concorso? C’era una bella atmosfera?
Erano molto belle, finalmente tante sapevano parlare una seconda lingua, il livello di cultura era elevato. Ho notato molta solidarietà tra loro, la settimana ha aiutato a conoscersi.

A che punto siamo con la questione dei diritti LGBT in Italia e nel mondo? Si può fare di più?
Si può e si deve fare sempre di più, siamo molto indietro ancora, specialmente sulla questione del diritto al lavoro, non siamo ancora allo stesso livello degli etero. Nel mondo succedono sicuramente cose peggiori, basti pensare al Brasile e alla Polonia ma qui in Italia bisogna incentivare le aziende a assumere le transgender.

Grazie Regina, per concludere, prossimamente dove sarai impegnata?
Dopo il 15 gennaio mi occuperò di Miss Trans Italia e Sudamerica, decidendo anche con gli sponsor e altre organizzatrici di concorsi regionali un nuovo format che sarà unico, perché darà spazio non solo alla bellezza ma anche all’effettivo attivismo delle partecipanti.

Inoltre, guarda tutte le interviste ai partecipanti di Miss Trans Star International su Piccole Magazine TV

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