Piccole Magazine, come sempre in prima linea nell’informarvi sui più importanti concorsi di bellezza e spettacolo LGBT in Italia e nel mondo, vi parla oggi del concorso Miss Teen Gay International che si terrà quest’anno in Honduras a Tegucigalpa.
Abbiamo intervistato Raul Garita, dal Costa Rica, che è direttore e organizzatore di questa edizione 2019.

Intervista a Raul Garita, direttore e organizzatore di Miss Teen Gay InternationalBuongiorno Raul, il nostro più caloroso benvenuto.
Buongiorno a voi. Grazie per l’opportunità che date di far sentire la nostra voce sui diritti umani, la ragione principale per cui la comunità arcobaleno deve unirsi di fronte al mondo.

Questo concorso unisce l’intera comunità LGBT di diversi Paesi, parlacene un po’.
Questa è la terza edizione. La prima si è svolta nel mio Paese, il Costa Rica, e nel 2018, a El Salvador, Rachel Longoria ha vinto la corona. Da lì si è iniziato a prendere in considerazione un aspetto che prima in America Latina non c’era, ovvero dare visibilità alla trans XL. Quindi abbiamo introdotto due categorie nuove, Miss Teen e Miss Plus, ed hanno vinto due trans dell’Honduras e Costa Rica e per Miss Plus, Messico e El Salvador.

E’ importante vedere come la comunità latinoamericana e centroamericana si integrino in questo concorso. Come avviene la selezione delle ragazze? C’è un casting, sono reclutate sui social?
C’è un impegno da parte dei direttori nazionali di ciascun paese: Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Messico e Costa Rica per la selezione delle candidate. Attualmente siamo in trattative anche con Colombia, e stiamo anche parlando con persone provenienti da Perù, Cile e anche dall’Uruguay per partecipare al concorso.

Quindi ogni Paese manda un suo rappresentante che partecipa al concorso Miss Teen Gay International, oppure c’è un casting interno che viene fatto anche in questo caso in Honduras?
Vengono effettuati casting per ogni Paese di rappresentanza. Quest’anno anche in Costa Rica viene fatto, ma tengo a sottolineare quanto sia importante che ogni candidata che partecipa abbia, oltre alla presenza scenica, una preparazione sui Diritti Umani, così da unire bellezza fisica e cultura.

Possiamo dire che questi sono i requisiti fondamentali che deve possedere una ragazza transgender per partecipare.
Si, non deve essere solo bella; sappiamo che tante ragazze che vogliono partecipare, ma noi vogliamo che si parli anche di diritti umani e del lavoro, così, sappiamo che chiunque vinca, torni a casa con un’esperienza di vita e con il desiderio di continuare a lavorare per la comunità.

Prima hai parlato delle categoria Miss Teen, spiegaci meglio.
Teen significa adolescente. Ovviamente non ammettono minori, ma si fa riferimento a tutte coloro che sono trans ed hanno iniziato il processo di cambiamento. La categoria è rivolta alle trans dai 18 a 25 anni che hanno almeno 3 anni alle spalle di percorso di transizione.

Quando parli di transizione, intendi tutte le ragazze che hanno iniziato il viaggio verso un cambiamento definitivo del genere?
Mi riferisco alle persone che stanno iniziando il percorso e possono o meno raggiungere il cambiamento di genere. La cosa che a noi interessa è che possono assumere il ruolo di rappresentare una donna. Quindi, il concorso non è rivolto solo alle persone trans, ma a tutte coloro che hanno in mente di cambiare, dal momento che ognuno ha il diritto di esprimersi con il proprio corpo come meglio crede.

Intervista a Raul Garita, direttore e organizzatore di Miss Teen Gay InternationalPerfetto, quindi può partecipare anche chi nella vita di tutti i giorni continua a vivere come ragazzo ma al concorso si esprime come donna.
Esatto. In effetti, la maggior parte dei ragazzi vive la vita quotidiana da ragazzi e al concorso si rappresentano come donne.

E’ necessario prestare attenzione a dettagli così significativi e ancor più quando si tratta di un concorso. Spesso si sente dire che chi partecipa a questi concorsi lo faccia per pura vanità.
A tutti gli esseri umani piace apparire bene, ancora di più ad un concorso di bellezza, lo dice il nome stesso. Ma l’idea di base del nostro evento è andare oltre e parlare di diritti umani, per questo sono stati fatti i casting, perché chi vuole partecipare deve aver già in mente questa questione e quando arrivano al concorso, scatta un cambiamento di mentalità grazie all’esperienza che vive.

Questo è un valore aggiunto alla personalità delle concorrenti. Ma come mai per voi è così importante che ci sia una vocazione per la promozione e difesa di diritti umani della comunità LGBT?
Nell’edizione del Costa Rica, ci ha visitato “El Esperanza”, una comunità che ospita le persone sieropositive e che sono anche in una situazione di indigenza. E’ stata un’esperienza significativa: è stato istituito un tavolo di lavoro per conoscere le ragioni che hanno portato queste persone a essere lì e sapere quali erano le loro richieste, come potevano essere aiutate. Tutte le persone sieropositive vengono emarginate dalla società e anche la loro famiglia spesso cade in uno stato d’indigenza. È un doppio colpo per ogni persona, e nel nostro concorso abbiamo parlato di come la comunità avrebbe potuto aiutare queste persone. Ogni partecipante si è impegnato a tornare nel suo Paese e ad accettare la sfida di aiutare persone sieropositive.

Intervista a Raul Garita, direttore e organizzatore di Miss Teen Gay InternationalLe vincitrici del concorso, restano impegnate in questo tipo di attività sociali anche dopo l’evento?
Rimangono disponibili non solo per Miss Teen International, ma per qualsiasi organizzazione che le richiede come personaggi pubblici che rappresentano la comunità LGBTQI. Per esempio, l’attuale Reginetta, ha iniziato a visitare case-rifugio, partecipa a raccolte fondi, raccoglie giocattoli per bambini e famiglie in estrema povertà e così via.

Questo dà davvero un tocco molto umano alla gara. E’ interessante sapere che Miss Teen Gay International porta alla comunità un messaggio di unione, solidarietà, collaborazione e sostegno attraverso la ragazza vincitrice e tutte coloro che competono. Al concorso ha mai partecipato una concorrente europea?
Non ancora ma le porte sono aperte! Ora stiamo cercando di includere il Messico e il Sud America ma ci piacerebbe avere concorrenti dall’Europa, Asia e Africa, sarebbe meraviglioso! Tuttavia, poiché siamo un’organizzazione piccola e senza scopo di lucro, anche se cerchiamo di fare grandi cose, è difficile per noi sostenere il costo biglietti aerei. Per chi viene dall’Europa il biglietto è costoso e questo per il momento è il principale impedimento. Stiamo lavorando con i direttori dei vari Paesi affinché affinché, insieme, possiamo riuscire a coprirne le spese.

Grazie perché tenete le porte aperte ad altri Paesi che possono portare anche altre culture. L’America centrale e l’America latina, che sono quasi interamente regioni di lingua spagnola, sono riconosciute per avere eventi di alto livello e di fama mondiale.
Chi vuole partecipare, dove può trovare le informazioni?

Seguite la pagina Facebook, Miss Teen Gay International che gestisco direttamente, o il mio profilo Facebook, Raul G.H. oppure tramite il WhatsApp +506 73004737 saremo lieti di inviarti le informazioni relative ai requisiti e alle date.

A proposito, quali sono le date di questa edizione?
17 e 20 ottobre. Le concorrenti saranno ricevute un giorno prima in hotel, poi faranno un tour, una sessione fotografica, avranno un cocktail di benvenuto e visiteranno un’importante comunità LGBTQI in Honduras. Da lì svilupperemo quello che è il vertice dei diritti umani, con assistenti sociali e professionisti in materia. Il venerdì ci sarà la prima giornata, con la sfilata in costume regionale e poi la finale dell’evento.

Grazie Raul Garita per essere stato con noi, è stato un onore.
È un piacere per noi contare su di voi, un caro saluto!

Visita il sito del Miss Teen Gay International qui!