Il giovane napoletano Emanuele Buonincontro, in arte Perfida, è una drag queen che negli ultimi tempi sta facendosi notare a suon di riconoscimenti: è infatti vincitrice di Ciao DragQueen selezione Campania, nonché seconda classificata nazionale alla finale che si è svolta quest’anno a Torino. Ha sbaragliato le concorrenti al concorso Once Upon Drag selezione Campania (classificandosi terza al nazionale) ed è vincitrice morale di The Queen Of Throne, sponsorizzato quest’anno anche da Piccole Magazine Tv. Conosciamola meglio insieme!

Buongiorno, rompiamo subito il ghiaccio: chi è Perfida?
Perfida nasce nel 2017 come performer in un concorso con solo drag queen, non ero molto apprezzato e capito in quel contesto perché, diciamo, forse non riuscivo a far emergere il mio personaggio. Nonostante tutto ho avute anche in quel concorso molte soddisfazioni.

Perché hai scelto questo nome curioso?
Il nome Perfida è nato a tavolino insieme ad altre drags. Devi sapere che quando capita ho un carattere molto critico, se vedo qualcosa di una drag che non mi piace lo dico senza peli sulla lingua però non è legato al mio modo di essere…che è totalmente opposto e me lo dicono sempre (ride).

Tu sei la vincitrice in carica di Ciao DragQueen selezione Campania, e seconda classificata nazionale alla sua finale ..intanto congratulazioni. Come sono state come esperienze, cosa ha colpito la giuria e il pubblico di te?
Parto col dire che per me è stata un enorme soddisfazione rappresentare la Campania alla finale nazionale. Sinceramente, alla finale regionale ho mostrato i lati di Perfida, quelli divertenti, grintosi da showgirl. Ho provato un’enorme emozione, quella sera c’era tutta la mia famiglia che mi guardava e quindi la mia vittoria personale è stata quella.

Dalla tua performance traspariva un’intensità senza pari.
Alla finale nazionale ho mostrato il lato di un dolore e un ricordo che vivo ogni giorno, quello della mancanza di mio padre e ho dedicato proprio la performance a lui, portando sul palco tutta la sofferenza di una parte di me che mi manca. La cosa più bella è portare ogni tanto esibizioni dove punti a commuovere il pubblico e penso che il messaggio sia arrivato sia a loro e sia a mio padre che mi guarda da lassù. Poi penso che quel secondo posto al nazionale e un po’ merito di chi ha sempre creduto in me aiutandomi, partendo dalla mie madrine.

Hai vinto anche tanti premi in altri concorsi, cosa ti affascina di questa realtà?
Allora, essendo giusto un anno che faccio questo lavoro ho voluto partecipare ai concorsi per far crescere il mio personaggio: a volte perdendo a testa e a volte vincendo con grande umiltà. Penso che sia la base di qualsiasi cosa saper perdere ma sopratutto vincere rimanendo con i piedi saldati a terra, infatti io ho partecipato sempre con la voglia di divertirmi. Poi, vincere è stata per me una grande emozione, significa che lo meritavo. Essere al nazionale di Once Upon Drag a Padova come vincitrice è stato altresì importante perché ho portato un un personaggio diverso dalle solite principesse e interpretare “The mask” è stata una svolta. Mi ha dato soddisfazione avere la fascia delle madrine.

Che genere di spettacoli proponi al tuo pubblico?
Propongo pezzi showgirl e ballati e a volte pezzi classici, dipende dalla canzone. Mi piace anche sperimentare su vari brani.

C’è un artista da cui prendi ispirazione?
Sinceramente non mi ispiro a nessuno perché penso che essere innovativi e portare qualcosa di diverso è sempre ben accetto, anche se posso prendere spunto da una canzone, un outfit che mi piace da qualche collega.

Torniamo ai tuoi inizi, a quando hai mosso i primi passi in questo mondo. Come è nata la passione per lo spettacolo e come hai conosciuto le Drag Queen?
Essendo ballerino del mio migliore amico che fa la drag queen ero sempre presente ed ero molto affascinato da questo mondo e da questi artisti. E’ grazie a Ciao DragQueen Campania e alle madrine Gold Queen e Sissy Daiamond, ma soprattutto al mio amico Luigi che nata Perfida.

Hai avuto l’appoggio dei tuoi familiari?
Si, ho avuto l’appoggio di tutta la mia famiglia, è stato finalmente un sogno che si è avverato.

Ti è mai capitato di subire i pregiudizi della gente?
Inizialmente si però non mi è mai importato, ho sempre pensato a quello che rendeva felice me.

C’è un contrasto tra la vita di tutti giorni in cui sei un ragazzo come tutti gli altri e la notte, quando ti travesti?
Non vivo nessun contrasto, anzi, sono me stesso: Emanuele è un ragazzo come tutti gli altri che si fa volere bene e quando si traveste non cambia niente, rimango sempre fedele a me stesso.

Chi è una drag queen, per te?
E’ un artista a 360 gradi che non sceglie solo uno stile ma si butta un po’ su tutto. Deve saper interagire e far divertire il pubblico ma sopratutto commuovere e far rimanere un messaggio in ogni uno di noi perché abbiamo bisogno di amore in questa vita.

Qual è lo studio che si nasconde dietro a questa passione? Tu quanto ci metti a prepararti tra make up e vestiti?
Quando penso ad uno show penso sopratutto a leggere i testi e interpretarli e immergermi nel personaggio o nel brano che propongo. Ci tengo molto che tutto vada bene, la presenza di una drag vale tutto partendo dal vestito, il trucco ma sopratutto quello che per me è importante è il playback.

Tu sei “fresca” ma che consiglio daresti a chi vuole intraprendere questa carriera?
Il consiglio che posso dare è: se avete un sogno non mollate mai e ricordatevi che vincere una corona non fa di voi una drag queen, quindi rimanete sempre con i piedi saldi e restate umili a voi stessi.

Progetti per il futuro?
Per il momento non so…tutto può accadere! (ride). Un saluto dalla vostra Perfida e ricordate…abbiate rispetto per altri ma sopratutto per voi stessi!

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