E’ venuta a trovarci nei nostri studi la favolosa Morgana Cosmika, vincitrice di Miss Alternative 2017 Drag Factor 2019. Drag resident al locale RED di Bologna, ci racconta: “ho bisogno di essere spronata, ma quando mi decido a fare le cose, non mi ferma nessuno!”. Noi siamo sicuri di una cosa: la sua ascesa nel mondo drag queen è appena cominciata!

Bentrovata Morgana Cosmika. Tu sei una drag “novella”, come è nata la tua passione per questo mondo?
Buongiorno a voi. Sono sempre stata una persona curiosa dal punto di vista artistico. Fin da piccolo ho “bazzicato” gli ambienti del ballo e del canto e da adolescente ho lavorato come animatore turistico. Da lì è nata la passione per lo star sul palco, sotto i riflettori, da lì ho capito che mi sarebbe piaciuto. Poi, guardando programmi come RuPaul Drag Race, mi sono appassionata al mondo drag e abitando a Bologna ho iniziato a frequentare alcune serate drag queen. Mio marito mi ha poi spinta a partecipare e a mettermi in gioco. Tutto qui (sorride).

Tu ti sei messa in gioco e subito con successo, perché hai vinto Miss Alternative nel 2017 che centrava molto con la creatività e l’arte, pur non essendo prettamente un concorso drag.
Si, è stato un bellissimo concorso con finalità importanti come la raccolta fondi per il Cassero Salute per la lotta all’HIV. Ho partecipato e il caso ha voluto che abbia vinto. Sono stato molto contento e da lì è nato il nome Morgana Cosmika, suggerito anche da Magda Aliena, che saluto!

Dai successi di Miss Alternative al trionfo al Drag Factor di quest’anno. Come è andata?
Una bellissima esperienza, è stato il primo concorso come drag queen, è stato bello soprattutto per l’atmosfera che si respirava dietro le quinte. Quest’anno è stato strutturato in due squadre e quindi nonostante ci potesse essere qualcuno che poteva pensare a rivalità tra concorrenti, c’era una solidarietà tra noi, a parte qualcuna eravamo tutte drag “novelle” e ci siamo aiutate.

Insomma, è scattata la solidarietà tra di voi. E dimmi, per te essere una drag cosa significa?
Ha vari significati: nell’accezione più spicciola significa essere un attore, interpretare, indossando abiti luccicosi e tacchi dei personaggi fittizi o ispirati a personaggi reali. Ma credo anche che oggi giorno, come del resto vuole la sua origine, la drag sia un personaggio fortemente politico, soprattutto in una società come questa dove i politici sono i primi veri “baracconi”. Ecco, la drag serve a rompere gli schemi.

Sdrammatizza un pochino.
Esatto, ma nello sdrammatizzare riesce a portare dei messaggi importanti e questo è un aspetto che non deve essere sottovalutato. Molti pensano che la drag queen sia solo lustrini e paillettes ma non è solo quello!

Infatti prima mi raccontavi dietro le quinte che anche tu, prima di partecipare a certe serate hai una certa preparazione dietro, se non ti senti del tutto sicura esiti a farlo, ma se poi vieni spronata, ti lanci!
Si, è vero (ride). Sono fortunata perché ho mio marito che mi sprona ogni volta a partecipare a serate e concorsi, caratterialmente tendo a lasciarmi sopraffare dalle paure e quindi dico “no, vabbè, non ce la posso fare, richiede troppo impegno…” ma poi arriva lui e mi sprona.

Tu ti definiresti più “baraccona”, tradizionale…?
Sai, quando ho iniziato a fare la drag, quindi da pochissimo, pensavo di non sapere far ridere le persone, non mi vedevo una comica. Poi invece al Factor ho vinto con una performance comica e da lì mi si è aperto un mondo. E’ vero però che sono molto giovane e non so dirti se farò sempre la comedy queen, magari tra qualche mese sperimenterò altre vie.

E’ tutto in divenire. C’è qualche artista a cui ti ispiri particolarmente?
Le drag queen americane. Quindi RuPaul e le Ru Girls. Però, più vado avanti più conosco drag queen italiane davvero brave e quindi ecco, prima partivo dal preconcetto che solo le drag americane fossero capaci, invece no, le italiane sono davvero notevoli!

Del resto le drag italiane hanno un background diverso da quelle americane, sono forse più sceniche, è tutto una spaccata, un vouguing…
Esatto, hanno una preparazione totalmente diversa dalle nostre. In America, già nelle scuole si studia canto, recitazione, ballo. Noi siamo più “attori”. La cosa bellissima che ho scoperto è che qui in Italia ogni regione ha la sua particolarità: per esempio, le emiliano-romagnole sono principalmente comedy, le venete sono tutte bellissime. Ci sono delle grandi macro aree carine da studiare. In Italia si scoprono sempre cose nuove, certo ci sono le comiche anche nel Lazio piuttosto che in Puglia o Lombardia però ecco si, c’è questa tradizione.

Prima dicevi di drag italiane che stai scoprendo.
Sono tantissime e sotto diversi punti di vista. Per esempio Kelly Rocha mi piace tantissimo per la passione che mette nel creare outfit e performance, è una drag “giovane” ha tre anni di attività ma la guardi e non lo diresti mai. Poi ci sono le Karma B, Lucrezia Borkia, Asia, Simona Sventura, veramente tante brave che meritano per tanti aspetti, dal sapere reggere un palco con un microfono, cosa in cui io sono incapace…(ride)…per ora!

Hai mai subito discriminazioni per il tuo modo d’essere? La tua famiglia e i tuoi amici come hanno reagito quando hai detto loro che volevi fare la drag?
Sono estremamente fortunata, ho una famiglia splendida e anche quella di mio marito. Sono i primi fans che mi spingono a fare il mio lavoro. Mia madre e mio padre mi hanno aiutato a cucire gli abiti e sono per loro motivo di vanto e orgoglio. Mia sorella mi manda messaggi per chiedere consigli sul trucco o I suoceri mi scrivono per complimentarsi per le mie performances, da questo punto di vista sono contentissima. Gli amici poi sono la famiglia che scegliamo e rispecchiano chi siamo. Io sono una persona molto tranquilla e ben accetto le passioni degli amici, anzi, le sprono e loro fanno lo stesso con te, questo mi aiuta molto.

Ora una domanda piccante: come sei stata accolta nel mondo drag, è tutto oro quel che luccica o è volato qualche tacco a spillo?
(ride) Allora, personalmente sono stata accolta benissimo. Non ti nascondo che non è tutto rose e fiori, ci sono rivalità, ripicche tra drag, ci sono quelle che si amano follemente e chi si odia, ma credo sia normale, ovunque trovi una situazione del genere. La cosa fondamentale è portare rispetto, che deve essere profondo, in primis per la persona rispetto al personaggio.

Detto questo, sarà perché sono nuova e quindi non ho avuto modo di farmi “nemiche”, ho trovato tante persone di cuore che mi hanno aiutata, per esempio Gemma Jones, Emilia Lomagna, Calypso. Sono state fantastiche: ancora, cito Madame YoYo, Jill Tonik…mi hanno dato consigli fondamentali per poter migliorare. Mi viene in mente per esempio Diana Blodura per alcuni consigli sui make up, così come Kelly Rocha, sicuramente sono stata fortunata. Poi siamo aperte al futuro e vediamo! (ride).

Attualmente dove ti possiamo trovare come resident drag?
Attualmente sono resident al Red di Bologna, grazie a Matteo Giorgi che mi ha voluto dopo il Drag Factor. Sono stata contentissima sia per la richiesta sia per l’ambiente che c’è, si è creato un bel gruppo, si ride, si scherza, comunque si lavora, è piacevole. E’ divertente perché frequento un posto con gli amici e quindi anche se si lavora, il tempo passa in modo davvero piacevole.

Come progetti futuri continuerai a lavorare al Red e poi…?
Ah, questo bisogna chiederlo a Giorgi! (ride). Scherzi a parte, ne ho tanti ma mi spiace non li svelo perché essendo napoletana sono scaramantica! Spero di realizzarli, appunto sono scaramantica, mi sento alle prime armi per cui faccio tutto pensandoci prima mille volte.

Allora, dimmi un sogno che ti piacerebbe realizzare?
Essere meno critico con il personaggio di Morgana Cosmika, mi rendo conto che in alcune circostanze mi blocca e limita. Ci sto lavorando ma serve tempo.

E’ il buon proposito per l’anno nuovo! Grazie mille Morgana Cosmika per essere stata con noi, sei stata carinissima, un grosso in bocca al lupo per tutto!
Grazie a voi, ciao!

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