Oggi vi presentiamo Elisabetta, in arte Mona Diet, 25enne artista sarda che ha appena iniziato il suo percorso da Bio Queen, vincendo la prima puntata del concorso Miss Rome Queen, organizzato da Priscilla Favolosa al Caffè Letterario di Roma. Trasferitasi nella capitale circa 6 anni fa, per studiare recitazione teatrale e regia, ci racconta: “attualmente lavoro, non nel mio campo purtroppo, anche se cerco di mettere sempre un pizzico di arte in tutto quello che faccio!”. Conosciamola meglio insieme!

Ciao Mona, congratulazioni per la vittoria alla prima puntata di Miss Rome Queen, te lo aspettavi?
Ciao a tutti! Non mi aspettavo affatto di vincere la prima puntata di Miss Rome Queen! Tra l’altro era la primissima esibizione di Mona. Non poteva andare meglio!

Raccontaci…chi è Mona Diet?
Mona Diet è una forza della natura. Ribelle, irriverente e provocatrice. Le piace parlare alla gente guardandola dritta negli occhi, porta con orgoglio qualche chiletto in più e non le importa del giudizio degli altri. È sicuramente la me di quando avevo 15 anni, ma molto più consapevole. È sempre ironica, socievole e scherzosa, ma attenzione, non pensiate che sia frivola e sciocca! Mona non è AFFATTO superficiale.

Come è nata la passione per lo spettacolo e come hai conosciuto il mondo delle Drag Queen?
Mona nasce piuttosto tardi nella mia vita. Sono la terza di 8 figli, 7 maschi ed io, e sono cresciuta ricevendo un’educazione fortemente cattolica, neocatecumenale per la precisione. Inutile precisare che il mondo Lgbtq non era di certo pane quotidiano per me. I miei stessi modi di essere sono rimasti a lungo sepolti, finché non ho trovato la mia dimensione qua a Roma. Provvidenziale è stata la conoscenza fatta qualche anno prima della partenza a Roma con Diego Micheli, il papà di Mona Diet! Diego mi ha fatto conoscere per primo il mondo Drag. Mi ha detto che esistono anche le Bioqueen, e mi ha dato il nome Mona Diet! Mi conosce bene, e sa che io sono una grandissima mangiona, ma almeno quando mi presento in inglese, posso dire che “I’m Mona Diet” letteralmente “sono a dieta!”

Tu sei una delle poche Bio Queen italiane. Che differenza c’è con una drag queen?
La differenza tra Bio Queen è Drag è semplicemente nel corpo dal quale iniziamo la trasformazione in “Queens”. Le Bio Queen (biologiche appunto) partono da un corpo femminile, e le Drag da un corpo maschile. Il discorso sulle Bio Queen è molto delicato per me. Quando si sceglie di essere una queen, si entra in un mondo che ai più superficiali appare solo paillettes, lustrini, colori sgargianti ed esagerazione, ma che si porta dietro tanto altro. Lotte per l’accettazione, talvolta inadeguatezza, pianti, pugni stretti e rivoluzione vera. È un tempio sacro.

Non può essere un capriccio fare la Bio Queen. Non si può fare con leggerezza quello che non staremmo facendo se qualcuno prima di noi non ci avesse spianato la strada (anche se c’è ancora tanto lavoro da fare). Nel mio caso, ho dovuto lottare tanto anche da donna per essere liberamente quella che sono, e tante persone, anche molto vicine continuano a non accettarmi. Ma questo mondo è come una grande famiglia per me, l’affetto non mi manca davvero mai.

Cosa significa fare spettacolo, per te?
Fare spettacolo per me è liberarsi e liberare. È essere i primi a ballare in pista, così poi gli altri non si vergognano ad aggiungersi alle danze! Ho tatuato una frase sul braccio, una frase di Proietti sul teatro, che recita “benvenuti a teatro, dove tutto è finto, ma niente è falso”. Il palco è questo per me, un vis a vis con la realtà, spesso enfatizzata, delle cose e della vita. Quando devo parlare o esprimere un concetto mi sembra sempre di non essere stata abbastanza chiara, o di non essere stata compresa. Ma quando canto sento di parlare davvero, sento di comunicare davvero qualcosa.

Che genere di spettacoli proponi al tuo pubblico?
Identificarmi in un genere dopo due sole esibizioni in Drag è ancora difficile. Sto lavorando però, visto che le mie prime esibizioni sono state più o meno comiche, su un profilo più drammatico di Mona, vedremo come va!

C’è un artista da cui prendi ispirazione?
In realtà non c’è un artista da cui prendo ispirazione. Il mio è un bel minestrone di tutti i miei idoli femminili. Per un periodo della mia vita sono stata definita un maschiaccio, e allora ho iniziato a lavorare sulla mia allora sepolta femminilità, e quando si tratta di femminilità le drag hanno tanto da insegnare! Ru Paul’s Drag Race è sicuramente un programma al quale devo tanto, infatti.

Come sei stata accolta dalle altre drag, in questo mondo?
Non nego che il primo approccio, soprattutto con alcune drag, è stato un po’ diffidente, non scortese, ma diffidente. E io stessa ero parecchio intimorita. Ma è perfettamente comprensibile, difatti , legandomi a quello che dicevo poco fa, questo è un mondo sacro, e bisogna avere profondo rispetto di chi ci ha permesso di essere liberamente queens oggi, e di chi ancora oggi nel 2020 (siamo messi proprio male) deve lottare contro la discriminazione. Ad ogni modo, la diffidenza iniziale ha lasciato subito spazio ha un profondo senso di accoglienza. Questa è davvero una grande famiglia. Una menzione speciale va alla mia tutor La Fleur du Male, mi sento ONORATA ad essere nel suo team. Una persona, profonda, intelligente, seria ma non seriosa e profondamente sincera. Qualità che io trovo meravigliose. Il nostro team (Tamara Strange, Ophelia Rose Avada Kedavra ed io) siamo veramente affiatati.

Che consiglio daresti a chi vuole affacciarsi per la prima volta in questo mondo?
Il consiglio è avere un gran rispetto e non rinunciare mai a quello che siamo. Questo è un mondo di libertà assoluta, ma spesso si tende a essere conformisti anche nell’anticonformismo. Ed è un peccato, perché si danneggia uno dei pochissimi ambienti dove vige la spontaneità.

Tu sei giovanissima, che progetti hai per il futuro?
Questa è difficile. Mi rendo conto che ho fatto un po’ il percorso al contrario nella mia vita. E man mano che cresco divento sempre più ambiziosa e sognatrice. Ma è un richiamo al quale non posso scappare. Sento di avere tanto da dire e sento che l’arte è il mio unico modo di esprimerlo.

Mi auguro di vivere di quello che amo, mi auguro di smettere di fare un lavoro che non mi soddisfa, mi auguro di poter conoscere tante nuove cose, mi auguro di avere sempre la voglia di non arrendermi, mi auguro di essere sempre sincera. Ma soprattutto mi auguro, comunque vadano le cose, di essere felice, nonostante quello che alcuni pensano di me.

Grazie Mona Diet per questa bella intervista, sei stata gentilissima, a presto e in bocca al lupo per tutto!

Inoltre, guarda tutte le video interviste alle drag queen su Il Piccole Magazine Tv.

 

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