Manuel di giorno è un bravissimo grafico pubblicitario ed illustratore, ma alcune volte, la sera, veste gli indimenticabili panni di Mew Memore, talentuosa drag queen che si è aggiudicata recentemente la fascia “Elegance” al concorso di Master Queen Lombardia, presentato da Madama Lancaster e che ha avuto tra gli sponsor Il Piccole Magazine Tv.

Buongiorno, siamo tutti curiosi di conoscerti meglio.
Io sono Manuel, grafico pubblicitario ed illustratore, anche se nella mia vita ho fatto un po’ di tutto. Al momento abito a Bergamo, ma molte cose stanno cambiando

Complimenti per la vittoria della fascia Elegance a Master Queen Lombardia, te lo aspettavi?
Sinceramente non credo essere uno da concorsi, quindi no, non mi aspettavo nulla. Ma amo la competizione e quando mi hanno invitato a partecipare ho deciso di provare.

Chi è Mew Memore?
Mew Memore è un personaggio che fa parte di me da tanto tempo e che, proprio per questo, ha subito tante evoluzioni. È un mezzo, che mi permette di esprimere parte della mia arte. A volte lo violento forse, ma mi serve, mi serve per capire fin dove posso spingermi, è una maschera che spesso racconta di più della mia vera faccia.

Come è nata la passione per lo spettacolo e come hai conosciuto il mondo delle Drag Queen?
Ho da sempre una passione per il ballo ed il canto, tanto che fin dalle elementari organizzavo io gli spettacolini di fine anno. Ho lavorato in teatro, nel mondo degli eventi e della notte ed è qui, insieme ovviamente alle puntate di RuPaul, che mi sono avvicinato al mondo Drag.

Come vivi il contrasto tra la vita di tutti giorni in cui sei un ragazzo come tutti gli altri e la notte, quando ti travesti?
Non vi è alcun contrasto, non sono mai stato uno che si nasconde o che divide le cose. Ho un profilo pubblico dove ci sono foto di me e dei miei show. Sono del parere che la vita è mia e faccio un po’ quello che ne ho voglia finché non faccio del male a nessuno.

Ti è mai capitato di subire i pregiudizi della gente?
A parte al concorso per via della mia barba? (sorride) Si, spesso, fin da piccolo. Ho perso “amici” che con un sms mi hanno sbolognato perché troppo gay, ho rischiato le botte e se avessi avuto soldi per ogni volta che qualcuno mi ha criticato, ora potrei comprarmi la luna. Tutto ciò mi ha forse inacidito, e mi spiace, ma mi ha anche dato una forza che per me è necessaria.

Mi dispiace sentirlo. Secondo te, cosa si potrebbe fare affinché queste situazioni non si verifichino più?
Insegnare ai genitori come educare i propri figli, trasmettendo fin dalla tenera età che essere diversi va bene. Inserire nelle scuole un po’ di sane lezioni sullo stare insieme, parlando di temi attuali proprio come la diversità, affrontandosi, trattando la materia come qualsiasi altra ritenuta, per l’appunto, “normale”…ed anche se, si, le famiglie rainbow non sono forse “naturali”, sono probabilmente la miglior dose di positiva coscienza di cui questo mondo ha bisogno.

Ora parliamo un po’ del tuo lavoro. Chi è una drag queen, per te?
La Drag, per me, è uno sfogo artistico, quel famoso urlo soffocato che invece prende voce: posso ballare e cantare, posso creare costumi, pettinature e make up sempre nuovi…credo sia una forma d’arte a tutto tondo e l’adoro!

Qual è lo studio che si nasconde dietro a questa passione? Tu quanto ci metti a prepararti tra make up e vestiti?
Io sono uno che ama le sfide e sfidarsi, quindi faccio tutto da solo, dai costumi, alle parrucche, al make up, alla preparazione degli show. Vorrei fare molto di più, ma è tipico di me pensare non sia mai abbastanza. A grandi linee direi che un costume mi richiede dalle 2 alle 4 ore (a parte le 8 ore per il costume che si illumina che ho portato al concorso, ma quella è follia) e direi 3 orette per acconciare la parrucca e truccarmi.

Che genere di spettacoli proponi al tuo pubblico?
Principalmente canzoni live e show con cambi d’abito/spogliarelli, aggiungendo magari qualche effetto speciale dove possibile (sorride).

C’è un artista da cui prendi ispirazione?
In molti pensano Conchita, e lei mi piace, ma personalmente mi trucco tenendo la barba ancora da prima che lei partecipasse all’Euro. Quindi no, sono troppo orgoglioso per copiare, non ce la faccio (i miei compagni di scuola saprebbero raccontare qualche simpatico aneddoto in merito).

Quanto è importante per te il contatto col pubblico?
È fondamentale, nonché una delle fonti di maggior gratificazione. Una delle cose che più apprezzo è quando vengono a complimentarsi con me, si per la mia arte, ma soprattutto perché mi dicono di vedermi “vera”, perché mi rivolgo a loro come persona, senza per forza parlare di c***o o palpandoli in ogni dove.

Che consiglio daresti a chi vuole affacciarsi per la prima volta in questo mondo?
Non ascoltate niente e nessuno, proponete la vostra idea e sbatteteci la testa. Cambiate solo quando voi lo vorrete, perché state proponendo voi stessi, e dovete crederci, non dovete presentarvi con un qualcosa che non vi appartiene, non fareste altro che omologarvi e “spegnervi”. Magari non lavorerete molto? Probabile, ma se come me pensate prima alla vostra arte che ai soldi, avrete vinto comunque.

Grazie Mew Memore per questa bella intervista, per concludere, svelaci qualche tuo progetto per il futuro.
Mi piacerebbe farmi ascoltare di più. La gente tende ad emarginare chi non si amalgama “al gruppo”, soprattutto in questo mondo dove le conoscenze sono tutto. Forse dovrei aprirmi di più, ma il mio scopo primario è tenere fede a chi è Mew Memore e a cosa rappresenta per me, perché solo finché io la apprezzo lo farà anche chi la guarda.

Bellissimo messaggio. Grazie Mew Memore e in bocca al lupo per tutto!