Oggi vi presentiamo Mauricio Gutierrez, importante attivista dei diritti umani, noto nella comunità LGBTQI e che lavora per diverse ONG del Venezuela e Latino America, dove si impegna come difensore dei diritti umani della comunità arcobaleno. Abbiamo parlato con lui della situazione dei diritti umani del suo Paese.

Intervista a Mauricio Gutierrez, Parlamentare, attivista e direttore di varie ONGBenvenuto al Piccole Magazine, un sito creato per dare voce e importanza alla comunità LGBT di tutto il mondo.
Grazie a voi, sono molto orgoglioso e nazionalista e mi piacerebbe che le persone che seguono il vostro importantissimo media di comunicazione, siano sensibilizzate riguardo la situazione del mio Paese. Tu hai detto che sono importante, ma io non mi considero tale, ho sempre lottato per il tema dell’HIV e le persone che ne soffrono. Come spesso accade, tutti gli attivisti iniziano questo cammino sapendo che è pieno di ostacoli ma ci sono anche soddisfazioni a livello personale.

Sostanzialmente, quando ho saputo che avevo l’HIV e non c’era nulla da fare per questo qui in Venezuela, sono diventato attivista; non solo per salvaguardare la mia vita ma anche le altre persone che come me convivono con questa malattia. Come sappiamo, è piuttosto diffusa nella comunità transessuale e LGBT ma pochi ne parlano. E’ un errore anche politico non portare questo tema all’attenzione del pubblico.

Infatti, quando si parla della comunità LGBT, ci sono diversi cliché e si nota la mancanza di politiche pubbliche.
Non è un segreto che il Venezuela sta attraversando anche una situazione critica. Dimmi, adesso la comunità LGBTQIA è rappresentata? Ci sono delle politiche pubbliche di supporto da parte del Governo? Come si sviluppa l’attivismo in Venezuela?

Adesso non c’è molto da fare, siamo con le mani legate. Non ci sono tante opportunità per i venezuelani e ci sono anche tante persone italiane e spagnole che vivono questa situazione reale del Paese. Però, posso dire che se anche ci sono questi problemi, c’è un po’ più d’inclusione della comunità, anche se la crisi influenza le persone che rappresentano il collettivo. Nel nostro Paese, e in tutta l’America Latina, la comunità LGBTQI è vulnerabile.

In che contesto c’è questa vulnerabilità?
Non siamo riconosciuti dalle leggi massime del Paese, e ciò vuol dire che siamo invisibili. Quindi, lo siamo anche per l’applicazione delle politiche pubbliche, non c’è supporto alle persone come noi.

Qualche tempo fa era stata proposta una legge per la promozione dei diritti LGBTQI che includeva il matrimonio egualitario in Venezuela. A che punto è?
Sì, il matrimonio è rimasto nel dimenticatoio. Quella era una proposta fatta per il popolo da presentare sotto forma di legge al Parlamento venezuelano ma purtroppo era un discorso venuto fuori solo per “pubblicità”, a cui non è stato dato seguito.

Vuol dire che era solo propaganda? Teoria ma non pratica?
Sì, infatti, noi persone della comunità LGBT siamo stati usati come un oggetto e non viste come persone. La proposta per il matrimonio ugualitario è arrivata in Parlamento ma non hanno fatto niente. Sono stati fatti molti discorsi a cui non sono seguiti i fatti.
Attualmente ci sono tre partiti politici che hanno una rappresentanza della comunità LGBTQI: c’era un nuovo partito in cui mi hanno invitato ad essere rappresentante ma dopo 4 anni che ho lavorato lì, mi sono reso conto che mi stavano utilizzando per altri fini. Stavo lavorando ad una proposta di legge che riguardava la violenza nei confronti della comunità LGBT.

Intervista a Mauricio Gutierrez, Parlamentare, attivista e direttore di varie ONGQuesta proposta di legge è stata approvata?
E’ rimasta come un sogno, come tante altre proposte. Ma dobbiamo riprenderla con questo nuovo Governo. C’è un nuovo parlamentare, Enrique Marquez, che ha chiesto per la quinta volta di dichiarare il 17 maggio il Giorno Nazionale Contro la Omofobia, Transfobia e Disfobia. Adesso ha ripreso quella proposta per il parlamento e la fazione democratica l’ha approvata.

Quindi è ufficiale?
Si ha un ritardo perché la fazione officialista ha fatto un ricorso davanti al massimo tribunale nazionale, che ha dichiarato di non essere in accordo e che non è legale.

Quali sono i ruoli delle ONG nell’approvazione di queste proposte? C’è qualche supporto da parte degli organismi latino americani o delle organizzazioni mondiali che possono servire come supporto, prendendo come base il diritto internazionale?
Effettivamente si e con loro abbiamo parlato delle problematiche dei diritti umani della comunità LGBTQI davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e anche davanti alla Organizzazione degli Stati Americani (OEA).

Sono stati presentati i casi?
Si e sempre hanno deciso a favore della vittima. Ma sappiamo che è il massimo tribunale del paese che deve obbedire a queste sentenze. Il direttivo delle ONG sta lavorando tantissimo per fare diventare realtà queste decisioni, ma il governo ha fatto un Parlamento parallelo a favore di altri decisioni.

Come fa la comunità LGBTQI a fare fronte a questa mancanza di legalità davanti alle sentenze di questo organismo mondiale?
Purtroppo il Governo cerca di nascondere tutto ciò che lo mette in luce negativa. Anche il Presidente della Repubblica. Le ONG stanno denunciando queste irregolarità davanti ad organizzazioni come la Organizzazione degli Stati Americani (OEA) e l’ ONU, in cui si é parlato della problematica della comunità LGBTQI.
Comunque, il Venezuela è stato il primo Paese ad avere una parlamentare transgender, ma il supporto è sempre stato molto basso, nonostante fosse un soggetto di diritto.

A livello legale, sociale e psicologico sarebbe importante che il Venezuela fosse rappresentato da una parlamentare LGBT.
Certo e la deputata TAMARA ADRIAN lotta anche per le donne trans del Paese che non hanno identità. C’è la legge che permette di cambiare di nome -non è il nome che fa l’identità – ma l’iter per il cambio è lunghissimo, sono richiesti tanti documenti e non sempre si conclude con un successo.

Significa che questa richiesta di documenti crea una burocrazia interminabile, quando invece il cambio nome dovrebbe essere un diritto umano, il libero diritto allo sviluppo della personalità.
Esattamente, e visto che siamo invisibili, questo è complicato anche dalla crisi e la mancanza di riconoscimento e protezione ci fa più vulnerabili.

In relazione a questo, quale può essere, secondo te, un’attività veramente significativa a livello legale, sociale, giuridico, per far cambiare il Paese e far assumere una nuova identità alla comunità trans?
Bisogna solo mettere in pratica quello che c’è, fare leggi che permettono l’integrità delle persone trans a livello globale. Come nel caso della deputata TAMARA ADRIAN: lei è professionale, ha figli, famiglia, proprietà. A lei non basta il cambio di nome e di identità, visto che lo ha fatto come uomo ma lei è veramente una donna, consapevole che ci mancano le norme per cambiare questo sistema.

Intervista a Mauricio Gutierrez, Parlamentare, attivista e direttore di varie ONGE’ stata proposta una coalizione delle ONG? Il Parlamento riprenderà questa iniziativa?
No, quelle persone che hanno fatto ricorsi davanti all’ONU lo hanno fatto per loro stessi. E’ l’informazione propria e aggiornata la migliore forma per creare meccanismi per fare influenza, lavorando con le persone della comunità. Le donne trans in Venezuela per sopravvivere fanno le sex-workers, visto che non sono riconosciuti loro i diritti dalle aziende.

Quindi non è ancora riconosciuto loro il diritto al lavoro, ad avere una famiglia e devono fare quel tipo di lavoro per vivere?
Principalmente. L’esercizio civile alle persone trans è stato tolto, e anche per comprare, per fare il mercato, devono avere il documento di identità.

E come fanno quando devono accedere a dei servizi ufficiali, se per farlo necessitano di un documento che non hanno perché non rispecchia il modo in cui loro vivono la quotidianità?
Si disconosce l’individuo: non c’è merito sia come medico, infermiera, portinaio… per il Governo è più importante il documento che l’identità delle singole persone. E’ per questo che penso che l’attivismo sia ancora scarso qui, per dare risposta ai problemi di cui soffrono i nostri cittadini che non riescono neanche a far fronte alle necessità basiche, non possono pagare neanche i servizi pubblici.

Bene Mauricio Gutierrez, per concludere questa intervista, quale è il messaggio che vuoi lanciare alla comunità mondiale?
Innanzitutto dobbiamo essere riconosciuti come persone, come esseri umani soggetti di diritti. Dobbiamo esigere di non essere manipolati a fini propagandistici e supportare le iniziative degli spazi in cui ci troviamo.
Noi, come partito politico, siamo 7 parlamentari e presenteremo questa proposta di legge contro la violenza por motivi di identità ed espressione di genere.

Abbiamo bisogno di protezione e nel presentare questa legge vogliamo spronare le persone ad andare avanti. Sono espressi punti molto importanti: dal 2016, da quando ho iniziato la redazione della legge, sono stati aggiunti il tema contro la discriminazione per l’appartenenza a un partito politico, per l’orientamento sessuale, l’identità di genere. Invito tutte le persone di tutti i Paesi a riprendere anche loro questa proposta.

Ci piacerebbe approfondire più avanti questo tema, visto che ci sono tante persone che hanno bisogno di informazioni di questo tipo, per organizzarsi e determinarsi a livello personale. Come Piccole Magazine, ti invitiamo per una prossima intervista e ci piacerebbe parlare di un altro tema molto importante vincolato specialmente alla comunità LGBT che è l’HIV. Una parola che solo a menzionarla fa paura e suscita tabù e discriminazioni.
Invitiamo tutta la comunità Europea, Latino Americana e anche del Regno Unito e tutte le persone che parlano spagnolo a seguirci in una prossima intervista sui nostri social. Grazie Mauricio Gutierrez per il tuo grandissimo lavoro e complimenti da tutti noi.
Grazie a voi, è un onore per me, vi faccio i complimenti per il vostro lavoro che valica le frontiere: è una forma di attivismo che porta benefici a tutte le persone. Un abbraccio e sono sempre disposto anche per parlare di HIV. Lavoro direttamente con queste persone e ci sono tante cose che il pubblico dovrebbe conoscere, perché le persone spesso muoiono senza informazioni a riguardo. Abbracci.