Abbiamo avuto il piacere di incontrare Magda Aliena, poliedrica artista, resident Dj al Cassero di Bologna, organizzatrice di Miss Alternative dal 2016 e vincitrice dello stesso concorso nel 2014. Conosciamola meglio insieme!

Magda Aliena, benvenuta, vogliamo sapere qualcosa di più su di te, visto che sei stata anche la vincitrice di Miss Alternative 2014, di cui ora sei organizzatrice. Inoltre sei Dj, come fai a conciliare tutti gli impegni?
Ciao a tutti. E’ nato tutto assolutamente per sbaglio, per una scommessa fatta con un amico molto vicino al Cassero all’epoca. Mi parlò di questo concorso, Miss Alternative, in cui ogni anno c’era un tema e venivano sviluppati abiti con materiali di riciclo. Questa idea mi stuzzicò molto sia dal lato artistico, sia da quello umano. Devo ammettere che all’epoca avevo anche un “pregiudizio” verso chi, uomo, vestiva panni femminili. Mi dissi che era una cosa stupida da pensare e che dovevo combattere questo pregiudizio. E quale modo migliore che buttarsi nella mischia?

Ed è andata bene.
Mi è piaciuto così tanto che ho aspettato un intero anno per rifarlo e nel 2014 ho vinto il titolo. I primi anni, quindi, Magda, esisteva una volta all’anno. Poi, per una serie di circostanze iniziai ad avvicinarmi al Cassero. Mi ero laureata da poco in Comunicazione ed era uscito un bando dove cercavano un responsabile della comunicazione: feci la selezione, anzi, il mio alter ego lo fece e fui assunta. Facendo già il dj “per gioco” in passato, da un semplice aperitivo musicale sono nate una serie di eventi che mi hanno portata ad essere qui oggi.
Poco a poco ho iniziato a suonare in modo stabile al Cassero, tre anni fa mi è stata affidata la direzione di Miss Alternative, che ricordo essere il primo concorso queer in Italia, creato da Stefano Casagrande.

Lui è stato il primo direttore artistico del Cassero, giusto?
Si ed io credo molto nella causa del Miss Alternative, visto che è un concorso per beneficenza che ha come scopo principale quello di raccogliere fondi per la ricerca, per la cura all’HIV e per politiche sociali e comunitarie volte a rimuovere le discriminazioni e lo stigma verso le persone sieropositive. Ecco, da lì, sono nate una serie di progetti che gli hanno portati a collaborare con artiste come me e ho conosciuto il mondo delle drag.

Parlando del tuo personaggio Magda Aliena, dove è nato?
E’ nato appunto da quel concorso, a cui avevo accompagnato il mio amico. Il tema di quell’anno era “Rinascimento” e mi venne subito una visione, una sfilata performativa. La condivisi con chi voleva partecipare e il direttore artistico dell’epoca mi disse: “tu lo fai”. Nella mia testa era un “no” ma la mia voce disse “Si”. Quindi, mi chiese quale era il mio nome da modella e non so da dove, ti giuro, uscì Magda Aliena, e da lì è rimasto. Ridendo e scherzando sono già passati sei anni…sono vecchia dentro e fuori! (ride)

E questa passione per lo spettacolo l’hai sempre avuta?
Credo ci si nasca. Sai quei ricordi che uno rimuove per un lungo periodo della vita e poi rifioriscono? Ricordo che già a 3-4 anni facevo gli show in casa, tenevo banco ed era qualcosa che avevo dentro da sempre. Ovviamente, il contesto culturale e sociale e le circostanze in cui si cresce, “soffocano” questa parte di noi.

Ero “repressa”, dopodiché è uscita fuori prorompente: può sembrare sciocco e superficiale ma vestire i panni di un altro soggetto, che sei comunque tu perché scopri che il tuo alter ego ti appartiene, al di là della connotazione sessuale uomo/donna. Se indossi panni diversi rispetto a quelli della vita di tutti I giorni, questa cosa ti da una spinta in più per tirare fuori quello che hai dentro.
Dico sempre che è come essere posseduti da uno spirito: Magda Aliena non sa mai quello che fa, quello che dice, dove andrà a parare..esiste come voi essere umani! L’alter ego si muove in modo indipendente.

Prima hai nominato il termine “queer”, che a volte le persone fanno fatica a capire.
Non è definibile, in inglese significa “bizzarro”, “strano”, tutto ciò che non rientra nei canoni. Io lo riassumerei in una sola parola: libertà. Libertà d’espressione, libertà d’esprimersi in tutte le tipologie che si preferisce e metterei anche molto l’istinto in questo. Secondo me, Queer è il coraggio di seguire il proprio istinto, magari con una connotazione pseudo-artistica. Si mischia ciò che hai dentro e che nella vita di tutti i giorni non porti fuori con la libertà che ti dà l’essere qualcun altro.

Come è nata la tua collaborazione con l’Associazione Cassero?
Il Cassero è stata la sede dove è nato Arcigay e le serate finanziano le attività sociali che si svolgono durante il giorno: abbiamo il gruppo salute, il gruppo giuridico, il gruppo scuola, il gruppo degli attivisti…ci sono tante realtà che operano sul territorio a livello trasversale e le serate servono appunto a sostenerle perché sono gratuite. Io ci andavo ogni tanto a ballare e poi, per una serie di amicizie, ho capito che svolgevano un’attività positiva. Attraversavo un periodo particolare nell’accettazione della mia omosessualità, mi sono avvicinato gradualmente e avendo suonato come dj in giro è nata la fusione tra il vecchio me e la nuova me e sono finita dietro la consolle del Cassero.

Prima parlavi dell’Haus of Cassero, cosa ti ha spinto a fondarla?
L’ho fondato a settembre 2019, è uno spazio di condivisione artistica per i ragazzi e le ragazze orientati all’arte drag, a cui partecipano persone che hanno un po’ più d’esperienza e lo mettono a disposizione per gli allievi e allieve della Haus. E’ nato per un’intuizione, per la volontà di dare voce e coraggio alle persone d’esprimersi in un contesto sicuro, un’area dove nessuno viene giudicato. Avevo molti dubbi sulla fattibilità della cosa ma c’è stato un ottimo riscontro, c’è una bella base solida di allievi e stiamo andando avanti per arrivare al 28 giugno a Miss Alternative, di cui tanti saranno modelle. Insomma, è un vivaio di artisti e artiste che si possano muovere all’interno delle mura casserine per valorizzare il mondo queer del Cassero.

Hai qualche artista che ti ispira?
L’ispirazione è ovunque, soprattutto nel mondo dei social, anche inconsciamente, siamo bombardati tutti I giorni di foto e video. Io, se devo indicarti un mio mito o un mio pilastro per me è David Bowie. E’ stato forse il primo a portar fuori un alter ego a tutti gli effetti, Ziggy Stardust. A me piace tantissimo il suo look molto “alienoide” e per me Dio è lui. Poi ovviamente ci si contamina a vicenda, è il bello di questo lavoro. C’è una contaminazione reciproca di idee, stili, lavoro, è una sfera magica in cui ognuno mette qualcosa di se per poi dare il suo tocco personale.

Se ti capitasse l’opportunità di collaborare con qualcuno, chi sceglieresti?
Mi piacciono le icone queer, anche se non si definiscono tali. Un mio mito è Donatella Rettore, farei un video musicale con lei! Anzi, Donatella, contatta Piccole Magazine e fatti lasciare il mio recapito! (ride).

Dei tuoi sogni nel cassetto che ci puoi dire?
Guarda, sarò banale ma vorrei continuare così per un altro bel po’ di tempo, poi, tutto ciò che viene, è accolto con gratitudine. Mi basta continuare ad esistere, fa tanto bene a me nell’anima. Diceva Stefano Casagrande “1 minuto e venti in passerella a Miss Alternative equivalgono 10 anni di psicoanalisi” e sono completamente d’accordo! (ride). Voglio dare sempre di più per combattere l’ignoranza sul mondo queer, delle drag e delle trav.

Esternamente si fa di tutta l’erba un fascio ma sarebbe giusto che la gente capisse che ci sono diverse sfumature, non bisogna far confusione tra la persona e il personaggio, non c’è necessariamente una percezione sessuale di se stessi diversa da quella biologica, ci sono tanti motivi per cui una persona lo fa. Sarebbe bello riuscire a dipanare certi dubbi che la gente comune ha riguardo a questo mondo, ed ero io la prima ad averli.

Ora sei diventata un esempio!
(Ride) oddio no, diciamo che ci sono colleghe più esemplari di me in giro ma nel mio piccolo cerco di fare quello che si può!

Per concludere, lasciaci con un tuo motto di vita.
Vivi e lascia vivere, ma soprattutto te stesso. Dobbiamo imparare ad essere liberi nei confronti di noi stessi, delle nostre passioni e desideri. Dobbiamo dimenticarci i giudizi da cui siamo stati influenzati e riuscire ad ascoltarci. Nel momento in cui ci concediamo di vivere come vogliamo, allora accettiamo il modo di vivere altrui! Oggi sono una filosofa! (ride).

Grazie mille Magda Aliena per l’intervista, davvero interessante, noi ci risentiamo presto per Miss Alternative, nel frattempo, in bocca al lupo per tutto!

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