E’ tornata a trovarci la splendida Laura Marini per approfondire alcuni aspetti della sua vita. In particolare, ci ha raccontato del suo percorso di transizione e dell’importanza di fare sesso protetto, cosa fondamentale nel suo lavoro di trans escort.

Ciao Laura e bentrovata. Rompiamo subito il ghiaccio, parliamo della tua transizione. Molte persone, magari proprio in questo momento, stanno pensando se intraprendere o meno questo percorso e sentire la tua esperienza diretta potrebbe aiutarle.
Certo, sono in terapia ormonale da quasi 10 anni. Sono iscritta alla MIT di Bologna e saluto Mary e tutto lo staff. Si inizia così: ti iscrivi in un Consultorio specialista, inizi la terapia psicologica prima di avere la prescrizione medica degli ormoni e una volta che la psicologa ha accertato che tu hai questa femminilità innata dentro di te, porta avanti le pratiche. La documentazione passa all’endrocrinologa che ti prescrivere varie analisi per vedere se sei sana. Con i risultati degli esami per il testosterone, emocromo etc ti fanno la prescrizione ormonale. Ricordo che rimasi male la prima volta che vidi il mio stato XY dello stato genetico.

Cosa significa?
Sarebbe lo stato maschile. Stavo andando quasi in depressione, il mio medico di famiglia, forse a causa di mancanza di istruzione su questa cosa, mi disse che forse la transizione non potevo farla, e andai in crisi. Poi, per fortuna, mi spiegarono che l’YX era normale, se invece era XX non si poteva fare, il valore non andava bene per la terapia ormonale. L’unico valore su cui non si interviene con terapia ormonale è quella degli ermafroditi perché nascono già con alterazione genetica. Quindi, non spaventatevi se da MtoF vedete XY perché è normalissimo e si può andare avanti tranquillamente.

Poi, se sentite questo bisogno di trasformarvi, fatelo. La cosa può nascere per vari motivi: chi ha il bisogno dalla nascita, chi sviluppa il personaggio femminile magari partendo da una serata giocosa in cui si traveste da femmina, per poi scoprire che si trova meglio in quei panni e vuole vivere sempre così.
Vivetelo in libertà ma fatevi aiutare da specialisti nei Consultori transgender, dove vi seguono dall’inizio alla fine. A volte c’è la paura di sentirsi discriminati da famiglia e amici ma è importante portare avanti il percorso, una volta iniziato, senza avere paura.

Laura Marini, dietro le quinte mi stavi raccontando che hai iniziato il tuo percorso 10 anni fa circa, quindi in “tarda età” rispetto ad altri. Come è nato il tutto?
Per gioco. Mi chiamo Laura Marini “The Italian Girl”, perché seguo la stessa linea della storia del film “The Danish Girl”. Ho seguito pari pari il filo del film: una mia cara amica di allora, con cui c’era un rapporto speciale, insieme ad un’altra amica, hanno iniziato a truccarmi e vestirmi da donna e chiamarmi Valentina.

Valentina dei fumetti di Crepax, immagino!
Si, lei! Loro erano brasiliane e secondo loro io dovevo avere un nome “made in Italy”. Le prime volte che uscivo ricordo che tremavo, avevo paura si togliesse la parrucche ma giocando è iniziata un’abitudine, mi vestivo così anche di giorno, anche per andare al supermercato!
A questo proposito ricordo che un amico voleva fare uno scherzo ad una amica con cui ero e arrivò da dietro le spalle a dire “Buh!”…io mi girai e lui rimase sorpresissimo nel vedermi così!

Insomma, la sorpresa è stata fatta a lui!
Si, ottenne l’effetto contrario, fu una cosa simpatica. Poi iniziai a prendere gli ormoni, anche se in una fase avanzata perché ero già molto femminile e decisero di accelerare il processo. Mi ero portata avanti in Svizzera tramite un amico. Quando inizio a prendere l’Androcur, che è il farmaco androgino, ricordo che odiavo il pelo, feci 25 sedute di laser per toglierli e da lì mi sentii più sicura di me stessa, anche quando uscivo, mi sentivo più naturale dopo.
Cambiare è come scoprire un nuovo mondo: senti di avere dei poteri dentro di te, ti trasformi come un vampiro, cominci ad essere una persona in certi momenti e un’altra in altri momenti ancora.

Ti senti molto forte.
Si esatto, senti di avere un potere che gli altri non hanno. E’ come se tu fossi due persone in una, l’unione fa la forza, praticamente!

E queste due persone convivono bene in te?
All’inizio si, poi un’altra mia amica mi diceva, per scherzo: “esci da questo corpo, non ti appartiene!”. Automaticamente, sono iniziate le prime crisi, volevo essere una e basta.

Ora sei contenta, però.
Si, vivo una reminescenza, ricordo di avere vissuto una vita precedente. Credo nella reincarnazione e penso di essere rinata in un’altra persona ma ricordando la mia vita precedente. E’ bellissimo perché puoi correggere gli errori della vita passata.

Un’opportunità che non viene data a tutti, deve essere vista come cosa positiva, vero Laura Marini?
Si, quando c’è stato il cambio anagrafico, l’avvocato mi disse che se anche avevo ricevuto multe potevo far finta di nulla perché tanto la persona che c’era prima sui documenti non esisteva più! (ride). Ma premetto che mi sono sempre comportata seriamente, anche se è bello pensare che ero rinata. Ho il ricordo della persona che ero, e posso correggere gli errori del passato perché Laura è una persona nuova, nata con la conoscenza di non fare gli errori la persona che ero prima.

Come hanno preso amici e famigliari questa tua rinascita?
Diciamo che in Italia viviamo in un’epoca ancora arretrata rispetto al Sudamerica. Le sudamericane sono molto più evolute di noi, è come se schiacciassero un interruttore e il giorno dopo vengono trattate da subito come se fossero sempre state quella persona, le chiamano con il pronome femminile. In Italia invece ce ne passa di acqua sotto i ponti prima che ti appellino come una donna. Ma non puoi chiamarmi al maschile se hai davanti un’altra figura.

E’ vero, questo è un errore che capita spesso purtroppo, l’abbiamo visto recentemente anche in casi di cronaca, questo lede anche la dignità della persona.
Certo, però dovrebbe essere proprio automatico chiamare una donna una persona che davanti a te si presenta come tale. Se mi si dà del maschile mi arrabbio!

Speriamo che in Italia pian pianino le cose s’instradino nella direzione giusta.
Le cose stanno cambiando, ma la difficoltà maggiore è proprio la cosa dei documenti che contengono un’identità che non coincide con chi sei. All’inizio anche io volevo trovare un lavoro “normale”, mia sorella mi aveva aiutato con delle attività in proprio, ma è difficile. Ora che risulto essere la persona che sono nei documenti vorrei cambiare.

Insomma, ora per te è più facile rapportarti anche negli uffici pubblici, non non c’è più l’imbarazzo dei fraintendimenti.
Si, pensa che una volta in un ufficio postale mi era capitato che il Direttore mi dicesse che vedeva un nome maschile e quindi doveva usare il maschile. E io gli risposi: “ma lei chi vede davanti, una donna o un uomo?”. Ora invece è tutto più facile, anche fare una semplice vacanza, sono più disinvolta. L’unico problema che mi affligge è quando vado in palestra o al mare è il discorso di spogliarmi con altre ragazze…e il costumino! Vorrei sentirmi come loro.

Stai prendendo in considerazione l’idea di cambiare sesso? Completare il processo di transizione?
Si, il giudice mi ha firmato il consenso all’intervento che vorrei fare a Torino. Essendo nata lì, vorrei rinascere nella mia città. L’unica cosa che mi frena è che ho sentito di casi in cui ci sono stati disfunzioni ormonali e si è preso su peso, ecco, questo mi affligge. E anche il fatto di avere una vita sessuale, ora non la vivo con la felicità completa perché ho una parte in più nel mio corpo che non mi permette di esserlo totalmente. Vorrei provare l’orgasmo femminile ma non sono sicura sia possibile per tutte. Però dai, sarebbe il meno alla fine, rispetto a quello che sto vivendo adesso, la felicità è raggiungere la completezza.

Sicuramente è una scelta su cui dovrai ponderare bene.
Certo, serve tempo, ma io non riesco mai a fermarmi, ho tre studi da seguire e non posso fermarmi il tempo necessario per l’operazione, adesso. Poi si sa, dopo niente è più lo stesso, alcuni clienti già mi chiamano chiedendo se ho cambiato sesso e io ci scherzo sopra dicendo di si…(ride). E’ comunque una cosa invasiva, però ho avuto la forza di affrontare la mastoplastica additiva che mi ha dato complicazioni…chissà! Sono sempre pronta a combattere.

Sono sicura che saresti la leonessa che tutti conosciamo, anche dopo l’intervento!
La forza non mi manca, sicuramente.

Visto che abbiamo toccato il tema dell’orgasmo, del sesso, della transizione: come saprai dicembre è stato il mese della prevenzione e si è parlato molto dell’importanza di fare sesso sicuro. Tu cosa ne pensi?
Vorrei fare degli spot pubblicitari per sensibilizzare su questo discorso. Adesso in Italia non se ne sta più parlando dell’HIV ma è una malattia ancora ben presente, i casi aumentano ogni giorno. Ricevo tante chiamate in cui posso raccontarvi a che livello siamo d’ignoranza sul problema: tanti mi chiedono di fare sesso libero, senza preservativo, ma non si rendono conto che non si deve fare, le malattie si trasmettono sessualmente e chi mi chiama non sa con chi sono andata prima. Io mi tutelo tantissimo e non voglio correre rischi, cerco di farlo capire ma in tanti prevale l’istinto maschile, hanno il difetto di rendersi conto dopo l’orgasmo del pericolo.

Invece bisogna pensarci prima.
Io dico sempre, sia da parte di chi chiama, sia di chi riceve le chiamate: so che il preservativo a volte frena la sensibilità ma è essenziale perché salva dalle malattie e la vita! Per un quarto d’ora di piacere non vale la pena rovinarsi la vita. Non solo per l’HIV, anche le malattie sessuali, bisogna tutelare chi hai intorno e te stesso. La trasgressione c’è, io non colpevolizzo nessuno che va con le escort, non stanno tradendo ma trasgredendo, allora fatelo con rispetto e in sicurezza, anche nei confronti delle mogli. Le evasioni vanno bene ma fatele in sicurezza.

Ed è il messaggio che non ci stancheremo mai di ripetere. Grazie Laura Marini per essere stata con noi, ricorda ai nostri lettori dove ti possono contattare!
Mi trovate su Piccole Trasgressioni, Top Trans Class – Laura Marini. Trovate le mie tre città principali dove mi trovo, saprete sempre i miei passi e dove sono. Un bacione e a presto!

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