Evoluzione: questa è la prima parola che viene in mente quando si parla con Franco Trentalance. Per vent’anni è stato una figura di grande rilievo nel panorama dell’hard internazionale, lavorando con le migliori produzioni di tutto il mondo (ha 445 film e 27 awards all’attivo) ed oggi, è una delle poche star a diventare anche scrittore, attore e coach di successo.
Infatti, dopo la partecipazione al reality La Talpa su Italia 1, quando si parla di performance e rapporti uomo/donna, Franco Trentalance è diventato uno dei principali riferimenti per radio, televisione, giornali e siti web.

Ha ideato i live talk “Cena afrodisiaca” e “Chiacchiere private” nei quali intervista amici e colleghi del mondo dello spettacolo, campioni sportivi, chef stellati e star del web. Si è cimentato come attore, in teatro e nel cinema mainstream. Ha scritto per riviste e siti web e nel portale di sviluppo personale corsi.it tiene videocorsi per migliorarsi nel campo della seduzione.

Come coach tiene conferenze e speech su paure, scelte fuori dagli schemi e dinamiche del successo. Attualmente, ha all’attivo un progetto nel campo dell’antiaging (Ormesi) in collaborazione con il dottor Attilio Cavezzi.

Se vi abbiamo incuriosito, venite a conoscerlo di persona la sera di domenica 8 marzo al Rifugio degli Artisti di Dosso (FE) in occasione della Festa della Donna, e nell’attesa, leggete l’intervista esclusiva che ha rilasciato per Piccole Magazine.

Facendo qualche ricerca su di te, mi ha molto colpito la tua carriera di scrittore. In poco più di 4 anni hai già composto una quantità notevole di romanzi, riscuotendo pareri molto positivi e collezionando parecchi premi. Vorrei chiederti: è una passione “recente” o hai sempre avuto dentro di te “il fuoco dello scrittore”? Qual è fonte la tua d’ispirazione?
Più o meno si, in passato ho scritto per diverse rubriche su GQ, Nocturno Cinema, Velvetgossip, facendo anche recensioni di film porno da un punto di vista critico. Mi sono sempre “allenato, mi piace comunicare e credo che il miglior mezzo per farlo sia la scrittura, l’esaltazione della parola stessa.
Per quanto riguarda l’ispirazione, spazio. Ho scritto thriller nel momento in cui avevo voglia di farlo, ma ora sono più orientato al coaching. Vado ad umore, e comunque per fortuna mi pubblicano sempre, non sono legato a temi particolari, posso scrivere di tutto (sorride).

Hai qualche autore preferito? Qual è il libro che hai letto che avresti voluto scrivere tu?
Sono cresciuto con Richard Bach, che ha scritto il gabbiano Jonathan Livingston, e Charles Bukowski. Bach è molto spirituale, Bukowski più carnale e io ho sempre saltellato da un genere all’altro, mi sento a metà tra i due. Nessuna meraviglia, tutti dovremmo essere così, chi è più spirituale non è detto che apprezzi i piaceri del sesso e della gola e un pornodivo non è raro si senta attratto dall’intelletto.
Leggo i thriller di Robert Chris, Wayne Dyer…ma ammetto che mi sarebbe piaciuto scrivere Illusione di Richard Bach.
Da un paio di anni leggo libri di coaching. Pensa, più di 30 anni fa conobbi il primo vero mental coach in Italia, era un italo-australiano. Immagina parlare di training autogeno e sviluppo della mentalità a quei tempi. Da lì mi sono appassionato e tutti quegli insegnamenti mi sono poi serviti nel porno.

Interessante, in che modo?
Beh, se fai carriera nel porno ad alti livelli come me, devi avere un certo controllo, non basta il talento, è l’attitudine mentale a far la differenza tra un buon giocatore e un campione. Nel sesso a comando, i mental coaching mi hanno aiutato ad eliminare gli elementi di distrazione, a concentrarmi solo sugli aspetti positivi di una determinata situazione.

E da allora non hai più abbandonato il mental coaching. Infatti, tra i tanti progetti in cui sei impegnato possiamo vederti su corsi.it proprio nei panni di life coach. Mi sarei aspettata di trovarti in cattedra su materie ben più vicine al mondo dell’hard, invece troviamo in Franco Trentalance un valido supporto nel superare le proprie paure. Mi piacerebbe sapere di più delle tue esperienze e anche delle tue paure che hai superato. A chi consiglieresti il tuo corso?
Dinamiche del successo, scelte fuori dagli schemi e vincere le proprie paure, sono i miei punti di forza. Lavorare su se stessi non è uno sforzo, cercare di migliorarsi è divertente. Ma non è una cosa da tutti, a volte vedi persone a cui sembra andare tutto male, che non si sentono mai realizzate, che non hanno rapporti personali soddisfacenti…ecco, serve un input per mettersi in gioco e migliorare. Potenzialmente tutti siamo in grado ma la vera domanda è: “la voglia per iniziare a migliorarti ce l’hai?”. Io posso insegnare i metodi per migliorarsi ma il “voglio” iniziale deve scattare in ogni persona, deve esserci una motivazione che parte da dentro.

Il corso lo consiglio a tutti coloro che vogliono migliorarsi. Bisogna eliminare la parola “ormai…” dal vocabolario, togliere la rassegnazione che implica. E’ una parola che non concepisco, per me non dovrebbe esistere.

Concordo. Ma molte persone probabilmente, hanno paura di far il “salto” per paura di fallire.
Un aiuto potrebbe essere pensare che moriremo, sia noi sia chi ci sta intorno. Da sempre è così, non è una cosa terribile, dal punto di vista del macrocosmo, non si ha nulla da perdere. I problemi vanno visti dall’alto e, nel grande insieme delle cose, fanno poi meno paura. Pensaci: rispetto a tutto, i nostri problemi sono niente, vanno messi nella giusta prospettiva. Nel corso della storia, quella scelta sarà meno di un puntino a matita, ma ti aiuterà ad essere felice, se sparisce l’ansia.

Io ho un tatuaggio, una scritta ripresa dagli Ac/Dc: “It’s long way to the top” (la strada per il successo è lunga). Migliorarsi è un percorso lungo, interessante e divertente. E’ come il sesso: è lo stesso menù, ma nel tempo cambia la percezione di ciò che facciamo e tutto questo dovrebbe essere applicato nei diversi settori della vita. Tutto deve essere sempre in evoluzione. Naturalmente però, se una persona è già felice di quello che ha, allora ha vinto, ma non deve lamentarsi.

Oltre al supporto e alla lotta alle paure, come formatore tieni corsi e conferenze esplorando il concetto di successo e di come raggiungerlo, analizzando le scelte vincenti fuori dagli schemi. Quale è stata la chiave del tuo successo?
Avere un pizzico di coraggio nelle mie scelte. Ho seguito la mia natura, è importante conoscerla, sapere che “animale” si è, Così, si naviga con la bussola, senza perdersi a caso.

Grazie Franco Trentalance per averci dedicato il tuo tempo. Un’ultima domanda, dove trovi le energie per dedicarti a tutti questi progetti?
Nell’ozio (sorride). Mi ritaglio giornate intere di ozio dove fisso il muro seduto sul divano e questo giorno intero, noiosissimo, mi sembra sia di sei giorni invece di uno. La noia allarga la percezione del tempo, quindi mi riposo e poi torno carico a fare cose. Vorrei fare l’elogio della noia, vista come arma per essere creativi e dinamici. E’ disprezzata ma se la fai lavorare a tuo favore, ti sprona a dare tantissimo. Un saluto a tutti i lettori di Piccole Magazine.

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