Bellissima e sfolgorante, Divinity è una delle meravigliose Drag Queen che hanno animato il Pride di Napoli lo scorso 22 Giugno dal carro del DejaVù. Conosciamo meglio insieme questa spettacolare artista, piena di glamour e fascino.

Intervista a Divinity: ‘per me il palco è casa!’Ciao Divinity, siamo curiosi di conoscerti meglio.
Ciao a tutti, sono Maurizio in arte Divinity, ho 25 anni e vengo da Napoli…dal presepe vivente dei Quartieri Spagnoli. Nella vita come primo lavoro faccio il parrucchiere e di sera, tra un strass e una paillettes, esce fuori Divinity.

Chi è per te Divinity?
Divinity è un personaggio fondamentale nella mia vita, è ciò di cui avevo più bisogno. Per me il palco è come quando uno persona finisce di lavorare e non vede l’ora di entrare nella propria casa circondato dall’amore e dal suo mondo: ecco, per me il palco è casa.

Ora fai parte anche dello staff del locale Dejavù, come ti trovi?
Attualmente faccio parte di molte organizzazioni di serate come animazione qui a Napoli e si, una delle più importanti, per me come una famiglia, è proprio il Dejavù.

La tua bellezza e il tuo talento ti hanno portato anche a vincere un titolo importante, non essere timida e dicci tutto!
(Ride) Beh, ho avuto l’onore di vincere un titolo di un’importante concorso come Miss Drag Queen Campania 2019! E’ stato perfetto per rappresentare al Pride tutte le drag queen della mia terra. Pensa, Divinty si è intromessa così tanto nella mi vita che ha raggiunto anche il mio primo di lavoro, infatti il nome del mio salone è proprio “Divinity Saloon ” ispirato allo stile e il glamour del mio personaggio.

Spazio per l’amore, ne trovi?
Certo! Oltre questo ho anche una vita sentimentale abbastanza appagata. Con il mio compagno siamo insieme da quasi 7 anni e lui, come altre persone che mi circondano – non so, sarà la femminilità che sprigiono…i feromoni drag – ha iniziato la carriera da drag queen ed ha preso vita Atomika. Inutile dirvi la bellezza…ma meglio portare la tesi che io lo sia di più, vi conviene! (ride)

Intervista a Divinity: ‘per me il palco è casa!’Congratulazioni allora, è bello questo sodalizio artistico-sentimentale. E con Cha Chy Boom Boom, l’altra tua collega con cui hai sfilato al Pride, che rapporto hai?
Eh…la Cha chy Boom Boom…è un nome e un personaggio quasi partorito! Con lui mi lega l’amicizia e in più il mio essergli (nel nostro mondo di strass) la sua Mamy. Noi tre siamo il trio perfetto perché oltre all’amicizia c’é un miscuglio di bellezza, arte, bravura e comicità. Questo è tutto ciò di cui c’è bisogno per strappare un sorriso.

Al Pride tutte e tre insieme come è andata?
Benissimo, ci siamo divertite molto sul carro del Dejavù. Con loro ho iniziato poco più di un anno fa ed è inutile dirvi quindi quanto sento Dejavú anche mio…per me è famiglia ed io altrettanto lo sono per loro, mi trattano come una vera Queen. Il calore e l’amore che ricevo ogni volta dal pubblico è pura energia e al Pride abbiamo sfilato con tutta la nostra bellezza e colore!

Cosa significa per te il Gay Pride?
Per me è molto importante, è giusto e doveroso protestare e urlare un diritto “che è di diritto”. Quindi, se c’è la possibilità è doveroso farlo. Ma non solo noi della comunità arcobaleno, perché no: anche tutte quelle mamme, padri, nonni che credono in noi e vogliono urlare AMORE insieme a noi. Farsi sentire è importante perché l‘omofobia e la transfobia per quanto meno rispetto al passato, esistono ancora.

La situazione in effetti sta pian piano migliorando.
Abbiamo avuto dei miglioramenti dopo tempo; finalmente un giorno potrò affrontare un discorso vero sulla mia unione con la persona con cui condivido ogni istante da quasi 7 anni…ma c’è ancora da combattere perché non posso avere l’onore di avere un mio bimbo in braccio.
Perché non posso tornare a casa la sera stanco da lavoro e trovare i giochi sparsi in giro per casa e trovare quella vocina che ti viene incontro e ti dice: “sei tornato papà”! Io questo lo vorrei provare e odio il fatto che alle coppie LGBT* questa possibilità venga negata.

Il tema delle adozioni LGBT* in Italia è ancora controverso.
Vorrei si trovasse il modo, in tanti vorremmo crearci una famiglia: Amore e unione è un diritto e spero che le nostre lotte servano a garantire un futuro migliore per tutti, così come hanno fatto per noi chi ha iniziato questa battaglia.

Ce lo auguriamo tutti, davvero. Grazie Divinity, sei stata gentilissima, a presto!
 
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