Ci siamo fatti raccontare dal giovane Dimitri, Ftm parmense, del suo percorso di transizione e di vita, che l’ha portato a diventare un uomo affascinante, rinato dal suo corpo biologico femminile. Una bella storia di coraggio, determinazione e speranza, che speriamo possa essere d’aiuto per le persone che ancora hanno timore d’intraprendere determinate scelte.

Buongiorno Dimitri, raccontaci di te.
Ciao, sono Dimitri e ho 31 anni. Nato e cresciuto in un piccolo paese della provincia di Parma, Ozzano Taro. Sono una persona normalissima, conduco una vita come qualsiasi altra, mi alzo la mattina, vado al lavoro, rientro a casa, vado in palestra…insomma tutto come dev’essere.

Tre aggettivi per descriverti.
Solare, irremovibile, schietto.

Parliamo del tuo percorso di transizione che è diverso da quello cui di solito siamo abituati . Quando hai scoperto di non riconoscerti nel corpo biologico che avevi? E’ stato difficile?
La mia disforia nasce da bambino, in un età troppo prematura per capire, ma in realtà nasce proprio lì. Fin dall’infanzia mi recepivo con il genere maschile e obbligavo gli altri a fare altrettanto quando si rivolgevano a me. Ma la sberla è avvenuta nell’età della pubertà quando cominciavano a svilupparsi i caratteri femminili biologici.

Un calvario portato avanti fino ai 20 anni, dopodiché, te lo dico molto terra terra: ho preso la macchina e sono andato a Bologna al MIT contattati una settimana prima. Così partii il mio percorso di transizione. C’è qualcosa che non va. Io sono un uomo e lo specchio non mi da ragione.

Che interventi hai fatto e ci sono da fare?
Gli interventi sono la luce che vedi in fondo al tunnel, già solo la mastectomia ti porta a una sicurezza e a un benessere interiore che faccio fatica a spiegarti, ricordo solo le sensazioni. Forse una delle più belle della mia vita. Gli interventi sono mastectomia, isterectomia e la falloplastica o metoidioplastica.

E’ personale, ci sono ragazzi f to m che si sentono a proprio agio fermandosi a metà oppure quelli a cui bastano i documenti (nome e sesso), oppure finiscono tutto l’iter chirurgico. Ogni persona è a sé…ognuno ha la sua storia e il proprio io interiore. Io ho una mentalità molto tedesca per quanto riguarda questo argomento: quando comincio una cosa devo finirla anche perché altrimenti non starei bene con me stesso.

Mi conosco molto bene, so di cosa avevo bisogno ma soprattutto so come mi vedo. Nonostante ciò, il mio pensiero non cambia, io mi definisco uomo da quando sono nato, a prescindere dai miei interventi. Ma il mio ringraziamento va sicuramente al corpo che mi ha ospitato per venti anni, ossia al corpo di una donna. Quindi oggi sono l’uomo che sono grazie a lei.

Le persone intorno a te come hanno reagito? Hai avuto sostegno da familiari e amici?
Le persone intorno a me…c’è una distinzione. Gli amici neanche una piega anche perché con loro potevo essere me stesso in tutto e per tutto, quindi mi recepivano già da tempo come Dimitri. Con la famiglia è stato diverso, ripeto, vivendo in un piccolo paese della provincia di Parma c’è un ottica diversa, ma fortunatamente nonna e zia (donne con le quali sono cresciuto) mi hanno sostenuto in tutto e per tutto e per capire meglio le ho portate con me a Bologna.

Se possiamo chiedere…e i tuoi genitori?
Mio padre è stato un tantino diverso, lui faceva un po’ fatica. Non si capacitava della cosa ma oggi, a distanza di anni, c’è stima e rispetto. La cosa che in tanti sbagliano è che cancellano praticamente la persona di prima, come se non se la ricordassero più, come una sorta di rifiuto. Sbagliato! Io sono sempre rimasto la stessa persona, ma semplicemente felice con me stesso con gli altri e con la voglia di vivere.

Non lo condanno, lui non è mai stato presente nella mia vita a causa del suo lavoro spesso all’estero. Mia madre (ucraina), lei idem. Purtroppo non erano presenti. I miei genitori mi hanno creato, ma il merito per la persona che sono oggi, per i valori che mi hanno trasmesso, sono mia nonna e mia zia. Ovviamente il mio carattere e la mia personalità me la sono fatta da solo rispetto magari a qualsiasi altro bambino.

Sei felice delle scelte fatte? Come eri prima del tuo percorso?
Felicissimo di ogni singola scelta che ho preso. Come ero prima? Prima non ero. Non so spiegarlo, non c era la luce che ho ora negli occhi, non c era la sicurezza di me stesso, non c era la voglia fare progetti, c era solo un sogno : di diventare chi sono oggi.

Che consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso percorso, soprattutto quelli che magari non lo fanno per timore?
Il mio consiglio è di non avere paura. Venite fuori dal guscio, combattete per ciò che siete, per la vostra felicità. Ricordate sempre che le prime persone a cui portare rispetto siete VOI.

Hai mai subito discriminazioni per il tuo modo di essere?
No, fortunatamente no, e poi saprei come rispondere.

Parliamo ora un attimo dei tuoi interessi, cosa ti piace fare nel tempo libero?
I miei interessi? Milioni. Uno su tutti, il fitness, l’alimentazione, uno stile di vita cucito ormai sulla mia pelle. Lo amo, perché con esso posso esprimere tutto ciò che ho dentro che magari non racconto a parole. Forse è anche dipeso dal mio passato, dal fatto che prima era difficile guardarsi allo specchio, oggi che posso farlo lo coloro come voglio mostrandolo con tanto di sorriso stampato in faccia.

Certo, sono seguito a puntino dal mio coach Nocerino, lui conosce il mio percorso, come è giusto che sia…mi sono abituato a questo stile e vedo che è fatto apposta per me…mi da vita e ho bisogno di essere attivo. Chi mi giudica per il mio percorso, per il mio stile? per il mio modo di vivere? Li lascio parlare, io preferisco i fatti

Prima parlavi del MIT. Cosa ne pensi della comunità LGBT in Italia? Fai attivismo o fai parte di qualche associazione?
La comunità LGBT è una famiglia grande, dove facciamo parte tutti noi. Parlano i diritti, la tutela, il sostegno. Purtroppo ci sono ancora della discriminazione in Italia e siamo nel 2020. Fa quasi impressione pensare che ci sia gente ottusa al giorno d’oggi. Ma io questa ottusità la definisco IGNORANZA, che non sa e non conosce…e quando c è gente ignorante per me non vale neanche la pena aprire bocca, se non per attivarti un po’ di cultura e informazione.

Sono parole molto veritiere.
Quando parlo di comunità Lgbt parlo di diritti tutela e sostegno. Quando dico facciamo parte tutti noi parlo di tutti etero, gay, trans, cisgender. Tutti, nessuno escluso. Tanto è vero che il gay pride si chiama PRIDE.
Ma prima di essere trans o altro sei una persona. È per questo forse che non sono un attivista sfegatato. Io sono una persona tralasciando l orientamento sessuale o la disforia di genere o altro. Pride è orggoglio di ciò che si è, senza vergogna. Infatti partecipano tutti quanti, famiglie, figli, nipoti, madri, padri…chiunque. Non siamo più negli anni 80, fortunatamente.

Come ti trovi con le Mtf?
Con le Mtf mi trovo bene. Sono sereno e tranquillo, sono persone come me che hanno fatto il loro percorso personale, quindi possono anche capirti sotto un certo punto di vista.

Hai progetti per il futuro, sogni ancora da realizzare?
Progetti? Si ho qualche progetto in mente…ma preferisco non parlarne per ora..sogni? poter essere padre, dare a mio figlio quello che i miei genitori non mi hanno dato. Però più avanti eh…adesso è presto, sento che ci sono ancora cose che voglio fare…ed è una cosa molto bella ma la vedo in futuro.

Un tuo pensiero libero su quello che più desideri comunicarci visto che noi di Piccole Magazine siamo come degli amici confidenti.
Guardatevi dentro, non abbiate mai paura del giudizio della gente, a prescindere vi giudicheranno, quindi tanto vale essere felici no? Non focalizzatevi mai sugli altri. La vostra felicità non fatela dipendere da nessuno se non da Voi. Mostratevi. Mostrate ciò che siete, solo allora avrete quel qualcosa che ad oggi vi manca.

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